Battaglia, Felice

Felice Battaglia [Palmi (Reggio Calabria), 23 maggio 1902 – Bologna, 28 marzo 1977]

Figlio di un impiegato statale, Antonio, che incoraggiò sempre la sua vocazione per gli studi, e di Luisa Zetera,lasciò Palmi all’età di sei anni in seguito al terremoto del 1908, quando la famiglia si trasferì a Roma, dove compì tutto il corso di studi, dalle elementari all’università, fino alla laurea in Giurisprudenza il 18 dicembre 1925.
Ebbe come maestri Giorgio Del Vecchio e Giovanni Gentile. ma frequentò anche i corsi di Vittorio Emanuele Orlando, Antonio Salandra, Gaetano Mosca, Maffeo Pantaleoni, De Viti De Marco, Cesare Vivante, Vittorio Polacco ed Emilio Chiovenda.
Pur vivendo nella capitale, rimase sempre legato alla sua Calabria e alla sua Palmi, in modo particolare. Infatti, trascorreva le vacanze estive presso uno zio cancelliere della Corte d’Assise di Palmi. E lì ritrovava gli amici d’un tempo, gli avvocati Annunziato Gerocarne, Michele Loiaconi e Francesco Barone, l’avvocato e poeta Nino Fondacaro, il filosofo Domenico Cardone, il geografo Luigi Lacquaniti e altri giovani studiosi.
Nel 1920 con questi amici a Palmi fondò la rivista letteraria Ebe. Nel 1923 venne fondato un periodico di cultura,intitolato Rivista, al quale collaborò.
Appena laureato, in seguito alla morte del padre, fu costretto a lavorare e si impiegò come funzionario avventizio al Ministero della Pubblica Istruzione. Come ha confessato nel suo Testamento spirituale, quelli furono anni «duri» in quanto, assieme al lavoro di ufficio, dovette provvedere anche alla propria formazione culturale. Che fu brillante come testimoniato dal fatto che a due anni dalla laurea (1927) conseguì la libera docenza in Filosofia del diritto. Iniziava così, assai giovane, una brillante carriera accademica. Nel 1930 l’Università di Siena gli affidò l’incarico di Filosofia del diritto, materia di cui divenne titolare nel 1932. 
In quell’anno 1932 sposò Concetta Sarz, detta Tina, che gli fu compagna amorevole per tutta la vita.
Sei anni dopo – aveva 36 anni – su proposta del preside della Facoltà di Lettere e filosofia Leonardo Bianchi – fuchiamato all’Università di Bologna, dove insegnò Filosofia morale nella facoltà di Giurisprudenza (per vent’anni tenne pure l’insegnamento di Filosofia del diritto). Anche se spesso amava ricordare la sua Palmi e gli amici, Bologna divenne la sua città. Qui, infatti, svolse la parte più importante delle sue meditazioni filosofiche e partecipò alla vita culturale. 
Il 21 aprile del 1945, giorno della Liberazione della città dai nazisti, quando si seppe della sua nomina a Commissario straordinario per l’Università da parte del Comitato di liberazione nazionale (faceva parte del Cln sin dal periodo cospirativo in rappresentanza del Partito d’Azione), era però un perfetto sconosciuto per i bolognesi, anche se molti docenti dell’ateneo e le forze politiche antifasciste, durante il periodo dell’occupazione tedesca erano ben a conoscenza del suo coraggio e della sua fermezza, manifestate nei diversi scontri con il rettore Goffredo Coppola.
Bologna lo accolse subito, comunque, tra i suoi cittadini, testimoniandolo anni dopo, nel 1953, con il premio dello Studio bolognese.
Ebbe molti incarichi pubblici e non solo accademici. Dal 1945 al 1950, fu preside della facoltà di Lettere. Dal 22 ottobre 1950 al 1956 e poi nuovamente dal 1962 al 1968, fu rettore dell’ateneo bolognese cambiandone il volto. Ufficialmente in quanto redattore del periodico La riforma della scuola, nel 1948 fu chiamato dal ministro Guido Gonella a far parte della sottocommissione dell’istruzione superiore della Commissione nazionale d’inchiesta per la riforma della scuola. Dal 1954 al 1962, fu membro del Consiglio superiore della Pubblica istruzione di cui fu anche presidente.
Il suo itinerario filosofico è tutto incentrato sul problema della storia. In un primo momento aderì al Neoidealismo di Bendetto Croce e all’Attualismo di Giovanni Gentile per poi approdare alla concezione “spiritualistica cristiana”, che si richiama a Sant’Agostino, Blaise Pascal e Antonio Rosmini, da lui stessa definita “spritualismo valorativo”. Egli pone al centro della storia, che è insieme di razionalità e irrazionalità, l’uomo finito che con il suo agire ècontemporaneamente soggetto e oggetto. Critica non solo la dottrina del Neopositivismo, ma anche quella del Marxismo e dell’Esistenzialismo.
Nel corso degli anni, ebbe molti riconoscimenti e onorificenze nazionali e internazionali. Ne citiamo alcune: cavaliere ed ufficiale di gran Croce al merito della Repubblica italiana; commendatore dell’ordine della corona d’Italia e dell’ordine de SS. Maurizio e Lazzaro; ufficiale della Legion d’onore di Francia. Ottenne numerose lauree “honoris causa” da moltissime università tra le quali S. Paolo del Brasile, Berkeley in California, Salamanca inSpagna, Columbia University di New York, Università di Montpellier in Francia.
Fu socio di numerose accademie, tra le quali l’Accademia cosentina.
Morì all’età di 75 anni
Nel 1982 Bologna gli intitolò una via e l’anno successivo gli fu intitolata anche la biblioteca dell’istituto di Filosofia dell’Ateneo bolognese. Anche a Palmi c’è una via a suo nome. (Francesca Raimondi) © ICSAIC 2022 – 12 

Opere principali

  • L’opera di Vincenzo Cuoco e la formazione dello spirito nazionale in Italia, Bemporad, Firenze 1925;
  • Marsilio da Padova e la filosofia politica del Medioevo, Le Monnier, Firenze 1928;
  • La crisi del diritto naturale: saggio su alcune tendenze contemporanee della filosofia del diritto in Francia, La Nuova Italia, Firenze 1929;
  • Diritto e filosofia della pratica: saggio su alcuni problemi dell’idealismo contemporaneo, La Nuova Italia, Firenze 1932;
  • Le carte dei diritti: dalla Magna Charta alla carta del lavoro, Sansoni, Firenze 1934;
  • Lineamenti di Storia delle dottrine politiche, Ed. del “Foro Italiano”, Roma 1936;
  • Cristiano Thommasio (filosofo e giurista tedesco), Ed. del “Foro Italiano”, Roma 1936;
  • Scritti di teoria dello stato, Giuffré, Milano 1939;
  • Problemi metodologici nella storia delle dottrine politiche ed economiche, con A. Bertolino, Ed. del “Foro Italiano”, Roma 1939;
  • Corso di Filosofia del Diritto, 2 vol., Ed. del “Foro Italiano”, Roma 1940;
  • Il domma della personalità giuridica dello Stato, Zanichelli, Bologna 1942;
  • Impero, Chiesa e stati particolari nel pensiero di Dante, Zanichelli, Bologna 1944;
  • Libertà ed uguaglianza nelle dichiarazioni francesi dei diritti dal 1789 al 1795: testi, lavori preparatorii, progetti parlamentari, Zanichelli, Bologna 1946;
  • Il valore della Storia, UPEB, Bologna 1948;
  • Il problema morale nell’esistenzialismo, Zuffi, Bologna 1949;
  • Saggi sull’Utopia di Tommaso Moro, Zuffi, Bologna 1949;
  • Filosofia del lavoro, Zuffi, Bologna 1951;
  • Lineamenti di storia delle dottrine politiche, Giuffré, Milano 1952;
  • Morale e storia nella prospettiva spiritualistica, Zuffi, Bologna 1953;
  • Nuovi scritti di teoria dello stato, Giuffré, Milano 1955;
  • I valori fra la metafisica e la storia, Zanichelli, Bologna 1957;
  • Linee sommarie di dottrina morale, Patron, Bologna 1958;
  • I valori della pratica e l’esperienza storica, Patron, Bologna 1959;
  • Il pensiero pedagogico del Rinascimento (a cura di), Coedizioni Giuntina-Sansoni, Firenze 1960;
  • Antologia degli scritti politici di John Locke, il Mulino, Bologna 1962;
  • Il valore estetico, Morcelliana, Brescia 1963;
  • Cinque saggi intorno alla sociologia, Istituto Luigi Sturzo, Roma 1969;
  • Parva Desanctisiana, Patron, Bologna 1970;
  • Economia, diritto, morale, Clueb, Bologna 1972;
  • Rosmini tra l’essere e i valori, Guida, Napoli 1973;
  • Mondo storico ed escatologia, Clueb, Bologna 1997.

Nota bibliografica

  • Giuseppe Marchello (a cura di), Felice Battaglia, Edizioni di Filosofia, Torino 1953;
  • Nicola Matteucci, Felice Battaglia, filosofo della pratica, in Atti della Accademia delle Scienze dell’Istituto di Bologna, Classe di Scienze Morali, Rendiconti, vol. LXVI, 1977-78 (LXXII), pp. 297–305 (ora in Id., Filosofi politici contemporanei, Il Mulino, Bologna 2001, pp. 55–66);
  • Franco Polato, Battaglia, Felice, in «Dizionario Biografico degli Italiani», Vol. 34, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, Roma 1988;
  • Nicola Matteucci e Alberto Pasquinell (a cura di), Il pensiero di Felice Battaglia, Atti del Seminario promosso dal Dipartimento di Filosofia di Bologna (29-30 ottobre 1987), Clueb, Bologna 1989;
  • Franco Polato, Bibliografia degli scritti di e su Felice Battaglia, Clueb, Bologna 1989;
  • Alberto Scerbo, Felice Battaglia: la centralità del valore giuridico, Edizioni scientifiche italiane, Napoli 1990;
  • Giuseppe Chiofalo (a cura di), Dal filosofo all’uomo, Atti del convegno di studi su Felice Battaglia (Palmi 12-13 maggio 1990), AGE, Palmi 1991;
  • Massimo Ferrari, La filosofia italiana, in «Storia della Filosofia», vol. XI (La filosofia contemporanea. Seconda metà del Novecento), t. I, a cura di M. Paganini, Vallardi, Milano 1998, p. 30;
  • Scritti su Felice Battaglia. A cent’anni dalla nascita, Baresi, Bologna 2002;
  • Alberto Calogero e Claudio Carbone (a cura di), Felice Battaglia e Domenico Antonio Cardone, Atti del convegno di studi nella ricorrenza del centenario della nascita (Palmi, 9-10 novembre 2002), Laruffa, Reggio Calabria 2004;
  • Girolamo Cotroneo, Felice Battaglia e la “filosofia dei valori”, in Benedetto Croce e altri ancora, Rubbettino, Soveria Mannelli 2005, pp. 173-194;
  • Angelo Anzalone, La integración europea como modelo para Latinoamérica según Felice Battaglia, in «Temas de Filosofía Jurídica y Política», Córdoba, 5, 2011, pp. 11-41.
  • A. Anzalone, Lo abstracto y lo concreto en la Teoría del Derecho de Battaglia. Felice Battaglia y el dilema entre Croce y Gentile, Atelier, Barcelona 2013;
  • A. Anzalone, Las aparentes contradicciones de la filosofía jurídica y política de Felice Battaglia, in «Studi in onore di Augusto Sinagra», Vol. V – Miscellanea, Aracne, Roma 2013, pp. 101-121;
  • A. Anzalone, El Estado, sus fines y su relación con el derecho. La perspectiva de Felice Battaglia, in «Lex Social», Siviglia, vol. 3, 1, 2013, pp. 59-74;
  • A. Anzalone, Felice Battaglia. Per una teoria giuridica tra idealismo crociano e gentiliano, Euno edizioni, Leonforte 2014;
  • Giuseppe Russo, Lo Stato e l’etica. Il carteggio di Felice Battaglia con Benedetto Croce (1927-1951), in «Peloro», vol. 6, 1, 2021, pp. 45-80;
  • Simona Salustri, Felice Battaglia e l’università del dopoguerra, in «E-Review», https://e-review.it/salustri-battaglia-e-universita-del-dopoguerra.