De Blasi, Jolanda

Jolanda De Blasi [Catanzaro, 19 maggio 1888 – Firenze, 2 agosto 1964]

Nasce da Girolamo, un autorevole magistrato ex garibaldino, e da Giuseppina Capone, in una  agiata famiglia della borghesia cittadina.  Quando ha dodici anni e ha frequentato le elementari nella città  in cui è nata, la famiglia (ci sono anche altri due figli,  Bice e Fernando) si trasferisce a Firenze. Dal dicembre del 1900 inizia così una nuova vita. A Firenze compie gli studi superiori diplomandosi al Liceo. Dal 1907 frequenta quindi  il Regio Istituto di Studi Superiori dove nel 1911 si laurea in lettere. Durante gli anni universitari è condiscepola e amica di Carlo Michelstaedter, scrittore, filosofo e letterato morto a  ventitré anni appena, il quale era infatuato di lei per la sua bellezza dai tratti meridionali (e lei di lui) ma il suo progetto di fidanzamento fu osteggiato dalla famiglia per motivi religiosi, nonché  di Anton Francesco Giachetti, un intellettuale che sposerà  il 25 luglio 1914 e dal quale a gigno dell’anno dopo avrà  l’unica figlia, Matilde, morta il 15 aprile 1991.
Mostra subito una vivacità  intellettuale non comune, interessandosi di teatro. Subito dopo la laurea pubblica alcuni saggi sulla tragedia italiana e tra il 1912 e il 1923 si cimenta nella scrittura di alcuni testi:  L’Incognita (1913),  Neroniana  (1913), e  Il denaro  che fu rappresentato  quell’anno al teatro Niccolini di Firenze.
Colta e intelligente, negli anni della Grande Guerra si dedica all’insegnamento di storia e letteratura al Liceo Ginnasio Dante di Firenze passando poi all’Educandato della SS. Annunziata a Poggio Imperiale di Firenze dove insegna materie letterarie dal 1922 al 1940. Parallelamente sviluppa una intensa attività   come autrice di novelle, romanzi (anche per ragazzi) e saggi,  articoli e traduzioni. Del 1923 è il romanzo  Il re allo specchio.
Si afferma anche come operatrice culturale.  Nel 1912 si iscrive  al Lyceum Club Internazionale di Firenze, un  aristocratico circolo di cultura. Già  vicepresidente dimissionaria per motivi di famiglia dal 17 febbraio 1915, quando era in attesa della figlia,  dal 1925 diventa la vulcanica presidente della sezione letteraria e organizza numerosi appuntamenti culturali, stabilendo rapporti  con molti personaggi della cultura dell’epoca.  Siamo ormai negli anni del fascismo e Jolanda, monarchica, è una grande ammiratrice del Duce, contrariamente al marito che resta sempre deciso e attivo antifascista. Conosce e stabilisce rapporti umani ed epistolari così personaggi della Corte sabauda (Maria Josè di Savoia) e del fascismo (Edda Mussolini, Giuseppe Bottai, Giovanni Gentile), e rafforza legami e contatti con  molti personaggi del mondo della cultura (Sibilla Aleramo,  Mariù Pascoli,  Giovanni Papini, Ardengo Soffici, Ada Negri, Matilde Serao, Grazia Deledda, Luigi Pirandello, Massimo Bontempelli e altri ancora).
Durante il Ventennio scrive molti  saggi di critica letteraria, concentrando la sua attenzione sulle scrittrici italiane e sulla scrittura di genere.  Scrittrice fascistissima, fu  indicata dallo stesso Mussolini  come un esempio nel genere femminile.  Nel 1930, col  desiderio di far conoscere le tracce di una letteratura al femminile,  così, pubblicò, due corposi volumi,  uno storico-critico e l’altro antologico  dal titolo  Le  scrittrici italiane dalle origini al 1800  e  Antologia delle scrittrici italiane dalle origini al 1800, tematica di cui si occupava fin dagli anni universitari. I due volumi  le valsero un premio della Reale Accademia d’Italia.  Nel 1939, per la casa editrice Sansoni, cura la pubblicazione dell’opera postuma di Gabriele D’Annunzio  Solus ad solam, opera incentrata sulla storia d’amore fra lo scrittore e la nobildonna Giuseppina Giorgi Mancini (Giusini). È la stessa Mancini a farle avere l’autografo dannunziano, scritto nel 1908, affinché sia pubblicato. L’opera, preceduta da una ampia prefazione della De Blasi, ebbe un grande riscontro critico e una vasta eco nella comunità  letteraria italiana.  All’inizio degli anni Quaranta pubblica una antologia per la Scuola media e si  dedica alla traduzione dei poemi omerici e nel 1944 per Sansoni pubblica la traduzione incompleta  in prosa ritmica  de  L’Iliade.  Il volume del 1942 da lei curato sugli  Italiani nel mondo, al quale  collaborano diversi studiosi di chiara fama,  viene lodato dalla rivista teorica del fascismo «Gerarchia »: «Questo volume che  Jolanda De Blasi  ha curato con intelletto e amore ha un indubbio valore di testimonianza dell’apporto italiano alla civiltà  di tutti i continenti ».
Epurata e condannata per la sua quasi fanatica adesione al Regime, nel 1945 lascia l’insegnamento e la presidenza della sezione culturale del Lyceum. Resta tuttavia attiva, pubblicando articoli riguardanti sia argomenti letterari e storici sia argomenti di attualità , su giornali come «Nazione Sera » e su varie riviste.
Nel dopoguerra scrive anche il romanzo  Lady Hamilton  (1948). A cavallo tra anni Quaranta e Cinquanta è impegnata a scrivere diversi volumi sul Giubileo e sulle basiliche romane che vengono tradotti in diverse lingue. Continua a scrivere anche negli ultimi anni della sua vita.
Muore nel capoluogo toscano all’età  di 76 anni. Dopo la morte della sua unica figlia ed erede tutte le sue carte andarono all’asta. (Aldo Lamberti) © ICSAIC 2020

Opere

  • La caduta (tre atti), L’eclettica, Milano [s.d.];
  • Pietro Cosa e la tragedia italiana, Lumachi editore, Firenze 1911;
  • Neroniana (un atto), R. Bemporad e figlio, Firenze 1913;
  • Il re allo specchio, Vallecchi, Firenze 1923;
  • Il giardino delle Esperidi (romanzo per i ragazzi), R. Bemporad e figlio, Firenze 1924;
  • L’Italia e gli Italiani del secolo XIX (a cura di), Felice Le Monnier, Firenze 1930;
  • Le scrittrici italiane dalle origini al 1800, Nemi, Firenze 1930;
  • Antologia delle scrittrici italiane dalle origini al 1800, Nemi, Firenze 1930;
  • Il palazzo di cristallo (romanzo per i ragazzi), Nemi, Firenze 1931;
  • Itinerarii amorosi d’Italia, Nemi, Firenze 1932;
  • Prefazione alle letture pascoliane, Sansoni, Firenze 1937;
  • Giovanni Pascoli (a cura di), Letture tenute per il Lyceum di Firenze, Sansoni, Firenze 1937;
  • Giacomo Leopardi (a cura di), Letture tenute per il Lyceum di Firenze, Sansoni, Firenze 1938;
  • Gabriele D’Annunzio (a cura di), Letture tenute per il Lyceum di Firenze, Sansoni, Firenze 1939;
  • I Savoia dalle origini al 1900 (a cura di), Letture tenute per il Lyceum di Firenze, Sansoni, Firenze 1940;
  • Romanità  e germanesimo (a cura di), Letture tenute per il Lyceum di Firenze, Sansoni, Firenze 1941;
  • Prima antologia per la scuola Media, G. C. Sansoni, Firenze 1941;
  • Italiani nel mondo (a cura di), Letture tenute per il Lyceum di Firenze, Sansoni, Firenze 1942;
  • Firenze (a cura di), Letture tenute per il Lyceum di Firenze, Sansoni, Firenze 1943;
  • L’Iliade (traduzione), Sansoni, Firenze 1944;
  • L’Odissea (traduzione), Sansoni, Firenze 1944;
  • Santi italiani, Sansoni, Firenze 1947;
  • Lady Hamilton, Fussi, Firenze 1948;
  • Le 4 basiliche patriarcali dell’anno santo, Del Turco, Roma 1949;
  • Il giubileo. Racconto di sei secoli e mezzo (1300-1950), Del Turco, Roma 1950;
  • St. Peter’s in Rome, Del Turco, Roma 1950;
  • San Paolo in Rome, Del Turco, Roma 1950 (?);
  • La basilica di San Pietro in Roma, Del Turco, Roma 1957.

Nota bibliografica

  • Maria Pia Casalena, Scritti storici di donne italiane. Bibliografia 1800-1945, Olschki, Firenze 2003;
  • Lina Insana, Fascist Appropriations. The case of Jolanda de Blasi’s. Le scrittrici italiane, in Pamela Joseph Benson, Victoria Kirkham (a cura di), Strong Voices, Weak History. Early Women Writers and Canons in England, France, and Italy, University of Michigan Press, Ann Arbor 2005, pp. 314-340.
  • Carmela Galasso, Biografie di personaggi noti e meno noti della Calabria, Pellegrini, Cosenza 2009, p. 152;
  • Sergio Campanella, Un’eterna giovinezza. Vita e mito di Carlo Michelstaedter, Marsilio, Venezia 2019, passim.

Sitografia

  • Jolanda De Blasi: una nota biografia, «Archivi in Toscana », http://www.archivitoscana.it/index. php?id=281.