
-
Nicola De Ruggiero [Vazzano (Vibo Valentia), 12 luglio 1933 – Cosenza, 21 novembre 2018)
-
Nicola De Ruggiero nacque da Francesco e Giovanna Colelli. Secondo di sei figli, dopo la primogenita Olga, vennero alla luce Adriana, Rosetta, Maria Luisa e Salvatore.
A causa dei frequenti trasferimenti del padre – maresciallo dell’Arma dei Carabinieri – tra Calabria e Sicilia, Nicola frequentò la scuola elementare a Erice (Trapani) e la Scuola Media a Cosenza, dove il padre era comandante della locale stazione.
Terminata la scuola media, pur essendo incline agli studi classici, si iscrisse all’Istituto Magistrale “Lucrezia della Valle” di Cosenza, convinto da un amico dei vantaggi professionali offerti da un percorso abilitante, utile per un rapido ingresso nel mondo del lavoro.
Durante gli anni del Magistrale ebbe docenti di rilievo, fra cui spicca il professore di Storia e Filosofia Luigi De Franco, noto studioso di filosofia moderna e, in particolare, di Bernardino Telesio, del quale tradusse per un’importante casa editrice fiorentina il De Rerum Natura iuxta propria principia. Per Nicola, De Franco fu maestro e guida nella lettura dei classici, formandolo alla rigorosa metodologia filologica che gli sarebbe stata preziosa per tutta la vita.
Conseguita brillantemente l’abilitazione magistrale nell’a.s. 1950-1951, De Ruggiero ottenne il suo primo impiego come istitutore presso il Convitto Nazionale di Cosenza. La sua indole educativa si armonizzava con la sua fede cristiana, coltivata in famiglia e approfondita negli anni attraverso lo studio del personalismo di Mounier e Maritain.
Il 1° ottobre 1953, vincitore del concorso magistrale bandito l’anno precedente, iniziò la carriera come maestro elementare di ruolo nella provincia di Cosenza. Pur dedicandosi con passione all'insegnamento, non abbandonò gli studi filosofici: colleghi e amici lo ricordano sempre con un libro in mano, orientato prevalentemente al pensiero spiritualista e personalista.
Successivamente si iscrisse al Corso di Vigilanza Scolastica presso la Facoltà di Magistero di Roma, ampliando i suoi orizzonti culturali con la lettura di John Dewey, dei personalisti e dei teorici dell’attivismo pedagogico. Approfondì parallelamente la letteratura italiana, la filosofia, la didattica, la psicologia, la sociologia e la legislazione scolastica, con l’intento di formarsi per il concorso a direttore didattico.
Il 1962 rappresentò un anno decisivo: risultato idoneo al concorso nazionale, ottenne la prima nomina come direttore didattico nel Circolo di Mesoraca (allora in provincia di Catanzaro, oggi di Crotone). Nello stesso anno sposò Flaminia De Maddis, insegnante di Materie letterarie, donna intelligente e creativa, dalla quale ebbe tre figlie: Maria Giovanna, Rossella e Francesca.
Nel 1963 fu trasferito al 2° Circolo didattico di Acri (Cosenza), dove rimase otto anni, apprezzato per dedizione, serietà e rigore – qualità riconosciutegli anche pubblicamente dell’Ispettrice Beatrice Verri.
Nell’a.s. 1971-1972 ottenne il trasferimento all’8° Circolo didattico di Cosenza, nel pieno clima di trasformazione della scuola italiana, ancora legata a molti aspetti della riforma Gentile (1923). Partecipò attivamente ai movimenti pedagogici innovativi, collaborando con corsi di formazione per docenti, anche di sostegno, promossi dal Provveditorato agli Studi e dall’AIAS (Associazione Italiana Assistenza Spastici). Entrò nella redazione della rivista “Scuola e Vita”, fondata nel 1960 da Mario Valentini, e partecipò intensamente al dibattito pubblico sulla modernizzazione della scuola, a fianco di studiosi e sindacalisti di rilievo regionale e nazionale.
Conseguita la laurea in Pedagogia presso l’Università di Roma, con una tesi su Aristide Gabelli (relatore il prof. Luigi Volpicelli), mantenne saldo il suo orientamento pedagogico cattolico e personalista. Fu impegnato nell’AIMC e nel sindacato SINASCEL, ricoprendo incarichi anche nazionali. Insieme a colleghi come Mario Valentini, Umberto Tenuta, Goffredo Iusi, Ercole Posteraro e altri, contribuì alla nascita di un centro propulsore di idee che influenzò la scuola calabrese fino agli anni ’80.
Nel 1981-1982, superato il concorso, divenne Ispettore scolastico presso il Provveditorato agli Studi di Cosenza. Successivamente, con la trasformazione del ruolo, operò come Ispettore tecnico, collaborando con il Ministero della Pubblica Istruzione nei processi di innovazione e valutazione scolastica. Furono anni intensi: con l’introduzione dei Programmi del 1985 per la scuola elementare e degli Orientamenti del 1991 per la scuola materna, partecipò a numerose attività di ricerca, sperimentazione e formazione dei docenti, anche tramite l’IRSAE-Calabria, pubblicando saggi e articoli su riviste nazionali.
Negli anni ’90 assunse la direzione della rivista Scuola e Vita, nel frattempo divenuta di proprietà della Jonia Editrice, il cui direttore editoriale era il Prof. Giuseppe Trebisacce, dell’Università della Calabria. Con la sua direzione la Rivista cambiò look e, soprattutto, estese progressivamente il proprio raggio d’azione: furono aperte redazioni in tutte le province calabresi e accolte firme autorevoli della pedagogia italiana.
A fine anni ’90 la formazione dei docenti passò all’Università. De Ruggiero fu incaricato dell’insegnamento di Pedagogia Speciale nei corsi di specializzazione della SSIS e nei percorsi biennali per il sostegno.
Il 1° settembre 2004 concluse ufficialmente la carriera, continuando tuttavia ancora per alcuni anni a collaborare con Scuola e Vita e con l’Università della Calabria. La scomparsa della moglie e della figlia Rossella segnò profondamente il suo cammino personale, orientando la sua riflessione verso una dimensione più intima e raccolta.
Nicola De Ruggiero si spense nel novembre 2018, all’età di 85 anni.
Figura riservata, discreta, dotata di elegante ironia, è ricordato per l’amore profondo verso la cultura e per l’impegno serio e competente con cui servì la scuola – come maestro, direttore, ispettore e intellettuale – lasciando un segno nella storia educativa calabrese del secondo Novecento. (Giuseppe Trebisacce). © ICSAIC 2026-4
-
Scritti
-
- La negazione della scuola, in «Scuola e Vita», n. 2, pp. 1 e 5, 1973.
- Verso una scuola autentica, in «Scuola e Vita», n. 4, pp. 1 e 7, 1973.
- La scuola materna cambia volto ma… in meglio?, in «Il Maestro», n. 12, pp. 1-3, 1978.
- La scuola come scelta prioritaria, in «Scuola e Vita», n. 4, pp. 1-2, 1990.
- Dalla parte dei bambini, in «Scuola e Vita», n. 4, pp. 1-2, 1991.
- Recensione al volume di G. Conforti, Uno di noi. L’itinerario di formazione della persona, in «Scuola e Vita», nn. 1-2, pp. 8 e 11, 2006.
- La mia vita per la scuola (testo dattiloscritto), 2006.
-
Riferimenti bibliografici
-
- Ercole Posteraro-Mario Valentini (a cura di) Scuola, educazione e Mezzogiorno, Jonia Editrice, Cosenza 1993.
- Giacomo Conforti, Uno di noi. L’itinerario di formazione della persona, Jonia editrice, Cosenza 2005.
- Giacomo Conforti, Tra due secoli. La scuola italiana dalla riforma Gentile ad oggi, Jonia Editrice, Cosenza 2015.
- Ercole Posteraro, Diversamente eguali. Per una democrazia compiuta, Jonia Editrice, Cosenza 2018.












