Doria, Vito, Sr.

Vito Doria, Sr. [San Vito allo Jonio (Catanzaro), ? novembre 1812 – Catanzaro, 1894]

Nacque dal dottor Giuseppe, «fiscale dei conti», e da Scolastica Fustaglia, famiglia abbiente che lo avviò agli studi con un precettore in casa. Frequentò, quindi, l’Università a Napoli, e nel 1835 si laureò in legge e in diritto canonico.
Tornato in Calabria, si stabilì a Catanzaro, dove fu avvocato molto apprezzato specialmente in Corte d’appello.
Di sentimenti liberali e massone fu sottoposto a vigilanza da parte del governo borbonico, che in pratica lo confinò a Catanzaro, negandogli il passaporto.
Nei moti antiborbonici del 1848, assieme agli avvocati Barba e Sale, fece parte del comitato insurrezionale in qualità di commissario civile. Spenta la rivolta, venne sottoposto a cinque processi e fu costretto alla fuga e a rendersi latitante per 46 mesi. Condannato ai ferri in contumacia, nel 1852 usufruì del decreto d’abolizione dell’azione penale. La sua libertà durò solo due anni. Sospettato di far parte di una cospirazione per provocare un movimento insurrezionale, fu arrestato di nuovo nel 1854 e rimase in carcere due mesi. Nel 1860, con Antonio Correa affiancò Antonio Greco, in seguito pro-dittatore, e il 24 agosto 1860, pochi giorni dopo la presa di Reggio Calabria da parte delle truppe garibaldine, si rivolse agli «amici della Calabria Media», invitandoli a insorgere e proclamando Vittorio Emanuele II re d’Italia.
Nel febbraio 1861, nelle elezioni per il primo Parlamento del Regno d’Italia si candidò nel collegio elettorale di Serra San Bruno, battendo al ballottaggio Alessandro Massimini, un ex ufficiale d’artiglieria che al primo turno era stato il più votato, fu eletto deputato (VIII Legislatura, 18 febbraio 1861 – 7 settembre 1865). I votanti, il 3 febbraio, furono 382 dei quali solo 96 diedero il loro consenso a Massimini che in precedenza ne aveva avuto 112 contro il 102 di Doria. Nella stessa tornata elettorale Doria era candidato anche nel Collegio di Monteleone, l’odierna Vibo Valentia, dove non fu eletto ma registrò un discreto risultato (102 voti – quanti a Serra nel primo turno – su 396 elettori votanti).
La sua attività parlamentare fu molto modesta anche perché fu largamente assente ai lavori dell’Assemblea. 
A ogni modo intervenne nella discussione del progetto di legge intorno all’intitolazione degli atti del Governo, votò contro l’ordine del giorno di Bettino Ricasoli, relativo all’esercito meridionale, appoggiò la petizione di numerosi cittadini di Cosenza per avere la gran corte d’Appello, si occupò delle viabilità della Calabria che mancava assolutamente di strade e in particolare nei comuni del proprio collegio sollecitando la costruzione di una rotabile da Chiaravalle a Catanzaro e la riqualificazione della via di collegamento dall’Angitola a Soverato, all’epoca «lunga e disagiosa».
Cessò il mandato parlamentare prima della scadenza e fu sostituito dal nobile siciliano Rocco Camerata-Scavazzo che rappresentò il Collegio di Serra prima di essere nominato Senatore. Doria non si estraniò dalla vita politica ed ebbe altri incarichi pubblici.
Morì all’età di 82 anni (Matteo Caruso) @ ICSAIC 2022 – 4 – BREVE

Nota bibliografica

  • Aristide Calani, Il Parlamento del Regno d’Italia, vol. 2, Stab. Giuseppe Civelli, Milano 1862,pp. 301-303;
  • Telesforo Sarti, Il Parlamento subalpino e nazionale. Profili e cenni biografici, Tipografia editrice dell’industria, Terni, 1890, p. 418.
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