Galasso, Francesco Maria

Francesco Maria Galasso [Cutro (Crotone) 7 ottobre 1878 – Londra, ? 1940]

Nasce a Cutro, all’epoca in provincia di Catanzaro, da Giovanni e Vittoria Greco. Fin da giovane manifesta idee socialiste, delle quali svolge anche attiva propaganda. Conclusi gli studi superiori si trasferisce a Messina per frequentare l’università, e da studente si iscrive al partito socialista, allacciando strette relazioni con colleghi di studio che hanno le sue stesse idee politiche. Nel periodo messinese diviene collaboratore dei giornali socialisti La Propaganda, Avanti! e ll Lavoro che riceve periodicamente, e partecipa a tutte le manifestazioni organizzate dal partito. Il Primo maggio 1899, ad esempio, festeggia la festa del lavoro con alcuni compagni in una bettola in contrada Montepiselli, mentre il 28 marzo 1900 prende parte con un breve discorso a un comizio tenutosi nei locali dell’università per protestare contro l’arresto e l’assegnazione al domicilio coatto degli elementi considerati sovversivi, provvedimento nel quale era incorso in quel periodo Luigi Fabbri. In tale circostanza è nominato membro di una commissione incaricata di redigere l’appello agli atenei del Regno per un’agitazione che avrebbe dovuto svolgersi a livello nazionale.
Aderente alla sottoscrizione permanente a favore del giornale I’Avvenire sociale, nel luglio del 1900 si laurea in Scienze naturali e nel 1901 si trasferisce a Napoli, dove consegue anche la laurea in Medicina. In seguito si sposta a Firenze per frequentare la Scuola superiore di sanità militare e nel 1911 presta servizio come allievo ufficiale.
Dopo aver lavorato per un certo periodo come medico interno all’ospedale di Imola, nel 1912-1913 emigra in Inghilterra dove dirige, assieme al fratello, una casa di salute ed esercita una apprezzata attività presso il locale Ospedale italiano. A Londra, durante la dittatura in Italia, si mette a capo degli antifascisti italiani e si adopera allo scopo di stampare ll Comento, l’organo di propaganda antifascista tra gli italiani a Londra (omettendo polemicamente una “m” nel titolo proprio in contrapposizione alla retorica e alla propaganda fascista), attraverso il quale attaccava duramente e sistematicamente le autorità diplomatiche e consolari e il governo italiano. Durante una perquisizione personale eseguita nel 1923 viene trovato in possesso di un foglio intestato delle “Logge druidiche italiane” contenente il suo indirizzo; un appunto della polizia avverte: «si ha fondato motivo di credere che sia anarchico ed emissario russo».
Le autorità scoprono allora che non solo è affiliato alla massoneria, ma che a Londra ha costituito o rappresenta logge italiane e – in particolare – che fa parte della “Concordia Lodge” e che nel 1923 è stato a capo della “Humanity Lodge”, associazioni segrete ritenute eversive. In questo periodo i suoi contatti con l’ambiente antifascista sono stretti e variegati; il Consolato italiano, in una comunicazione riservata del 1924, avverte le autorità nazionali che «essendo egli di convinzioni politiche nettamente socialiste si è reso capo del partito anti-fascista e contrario in tutto e per tutto all’attuale governo».
E certamente non si cura di nascondere i suoi sentimenti nei confronti di Mussolini, che attacca anzi personalmente. Il 19 ottobre 1925, ad esempio, gli scrive – in quanto ministro della Guerra ad interim – una lettera avente per oggetto «liquidazione d’indennità», riferita a un mancato pagamento per il servizio svolto in Italia. Nella lettera definisce la linea adottata del Ministero, che boicottava sistematicamente le sue richieste, «contemporaneamente ridicola ed assurda».
La strettissima sorveglianza cui è sottoposto non gli impedisce di proseguire con tenacia la sua azione di resistenza al fascismo. In questo periodo, infatti, mantiene tra l’altro stretti rapporti con gli anarchici Pietro Gualducci – assieme al quale tenta di fondare un nuovo giornale antifascista – e Giuseppe Sinicco, mentre nel 1926 il sovversivo calabrese Bruno Borrello di Bova (RC), nel corso di un interrogatorio dichiara di avere alloggiato a Londra, per un certo periodo, presso Galasso, affermando che quest’ultimo aveva scritto un libro a carattere antifascista che avrebbe fatto pubblicare in Francia.
Nel 1927, insieme a Gaetano Salvemini e ad altri, si dà da fare per reperire i fondi necessari alla pubblicazione di un periodico sovversivo, collaborando tra l’altro alla redazione – oltre che de ll Comento – del giornale Truth and Common Sense. Nello stesso anno don Luigi Sturzo, nel corso di una sua visita a Londra, si ferma a pranzo con lui. Nel 1929 partecipa ad alcune riunioni indette dalla “International League of the Right of Man”, che secondo la polizia fascista era sorta sotto gli auspici della massoneria francese. Nello stesso anno è probabilmente autore di un manifesto anonimo contro i Patti lateranensi, rivolto agli italiani residenti a Londra e inviato in busta chiusa a quella sede del Fascio. Il manifesto recitava tra I’altro: «Benito Mussolini, il rinnegato di tutte le fedi, il traditore di tutti i partiti, il venduto di tutti i mercati, servitore della plutocrazia affarista e tirapiedi della Compagnia di Gesù, guidando verso gli “immancabili destini” il suo Impero della Quartarella, mutila la capitale per rendere la lustra del potere temporale alla cupidigia senile del secolare Nemico del Progresso Umano, della Libertà e dell’Unità d’Italia». 
In quegli anni era anche in contatto con il compagno Giuseppe Polidori, denunciato al tsds perché ritenuto complice di Michele Schiru, l’anarchico arrestato a Roma il 3 febbraio 1931 per avere cospirato contro la vita del duce. Per la frequentazione di esuli di idee libertarie, gli informatori della polizia fascista lo indicano come «pericoloso antifascista anarchico» e segnalano anche il suo ruolo etichettandolo come «uno dei maggiori esponenti in questa Loggia massonica».
Anarchico improbabile ma massone “accanito” secondo Santi Fedele, nel 1929 s’impegna nella costituzione della Loggia “Ettore Ferrari”. Prosegue quindi nella sua ascesa ai vertici della massoneria del Grande Oriente d’Italia, tanto che il 18 dicembre 1932 viene confermato nella carica di membro del comitato esecutivo, mentre nel 1935 presiede la loggia Hiram.
Nel 1933 è iscritto in «Rubrica di frontiera» e nel «Bollettino delle ricerche» per il provvedimento di fermo e l’anno successivo in un elenco di antifascisti italiani residenti in Inghilterra.
Scultore dilettante, per sfogare la sua avversione al regime scolpisce nei pomi di bastoni da passeggio, con i quali spesso si aggirava, le caricature del re e del duce.
Nel 1936 si incontra nuovamente a Londra con don Sturzo e, insieme a Vero Recchioni, figlio del noto anarchico Emidio, vuole sovvenzionare un nuovo giornale antifascista – denominato Libera Italia o Italia Libera – scritto in parte in inglese e in parte in italiano e polemico nei confronti del settimanale fascista di Londra Italia Nostra.
Nel 1938 la polizia scopre che nella sua abitazione, rispettivamente al primo e al secondo piano, avevano trasferito i loro uffici Emma Goldman ed Emidio Recchioni; svolgeva la funzione di segretaria la moglie di Recchioni, Maria Luisa Berneri, figlia di Camillo. Proprio in quei locali, nell’aprile dello stesso anno, allo scopo di promuovere comizi per protestare contro l’annessione dell’Austria alla Germania si tiene una riunione alla quale partecipano i sovversivi italiani Decio Anzani, Alessandro Consani, Angelo Parussolo, Nicola Tamburrini e Vittorio Taborrelli. Al programma è probabilmente interessato anche Galasso, il quale, nel 1939, insieme alla Goldman e a Recchioni, invita i compagni di fede ad aiutare venti rifugiati che consumavano i pasti preparati dalla madre del Recchioni nella redazione dell’ex giornale Spain and the world, sito sempre nella sua abitazione. A tale proposito, le autorità di polizia fasciste scrivono: «l noti sovversivi Vero Recchioni, la Emma Goldman ed il dott. Galasso hanno invitato i loro compagni di fede ad aiutare detti rifugiati […]. Si tratta di 20 persone della peggiore risma, di bassa estrazione e privi di qualsiasi istruzione. Ogni loro mossa verrà attentamente seguita e segnalata». Anche in seguito continua a svolgere la sua attività politica.
Muore all’età di 62 anni. Per ricordarlo l’amministrazione comunale di Cutro gli ha intitolato una via della cittadina. Sempre a Cutro, il 10 dicembre 2011 la sua figura è al centro di un convegno dal titolo: «Francesco Galasso. Un cutrese antifascista a Londra combattente per la libertà». (Katia Massara) © ICSAIC 2023 – 0X 


Nota archivistica

  • Archivio Centrale dello Stato, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di PS, Divisione Affari generali riservati, Casellario politico centrale, Galasso Francesco, b. 223 1, f. 2998, + un ritagli del «Times» del dicembre 1934, 1900 e 1923-1940.

Nota bibliografica

  • Santi Fedele, Il retaggio dell’esilio. Saggi sul fuoriuscitismo antifascista, Rubbettino, Soveria Mannelli 2000, pp. 61-63; 
  • Dizionario Biografico degli anarchici italiani, 2 voll., BFS, Pisa 2003-2004, ad indicem;
  • Katia Massara, L’emigrazione “sovversiva”Storie di anarchici calabresi all’estero, Le nuvole, Cosenza 2003, pp. 71-73 e 85;
  • Katia Massara, Gli esuli calabresi fra dissenso e impegno politico, in Amelia Paparazzo, Katia Massara, Marcella Bencivenni, Oscar Greco, Emilia Bruno, Calabresi sovversivi nel mondoL’esodo, l’impegno politico, le lotte degli emigrati in terra straniera (1880-1940), Rubbettino, Soveria Mannelli 2004, pp. 76-77;
  • Francesco Galasso, massone antifascista che portò a Londra la sua attività politica, in «Il Crotonese», 10 dicembre 2011.