Greco Naccarato, Gaetano

Gaetano Greco Naccarato [Castrovillari (Cosenza), 2 giugno 1911 – Milano, 14 dicembre 1995]

Industriale,  dirigente di aziende nazionali e internazionaļi,  pubblicista, nacque in una modestafamiglia  da  Basilio,  muratore, e  da  Maria Macrini, contadina. Compiuti  gli  studi di base nella città  natale e quelli superiori presso  l’Istituto Industriale «A. Rossi » di Vicenza dove si diplomò perito tessile, frequentò in seguito la Scuola di Ingegneria di Friburgo (Svizzera), diplomandosi in Ingegneria Meccanica (il fratello Giuseppe, si laureò in Legge, ma morì a 54 anni nel 1971).
Negli  anni Trenta fu  uno  dei giovani  animatori  della  vita  sociale di Castrovillari. Ma il lavoro lo portò altrove.  Dal  1936  al  1937, infatti, fu in Africa Orientale Italiana dove diresse la  Società  Coloniale Autotrasporti,  nonché alcuni lavori per la costruzione di opere stradali. Rientrato in Italia, nel  1939 si stabilì a Milano che diventerà  la sua seconda patria. Nel capoluogo lombardo  diresse la  Società  Anonima  Procedimenti Elettrolitici  e  successivamente fondò  La Stellite,  società  tecnico-commerciale per le macchine tessili della lavorazione della lana. Pur  mantenendo  frequenti rapporti  con  Castrovillari, sempre più si inserì nella vita economica e culturale lombarda. Strinse amicizia con Guido Pievene,  Leo  Longanesi  e altri intellettuali. Fu amico, soprattutto, di  Indro Montanelli: ospitò la madre quando il giornalista era detenuto a San Vittore in mano ai nazisti e fu uno degli artefici della sua fuga in Svizzera. Si trattò di una amicizia durata tutta la vita: Montanelli si trovava ospite in casa sua, quando, molti anni dopo, fu raggiunto da Piero Ottone che gli comunicò il licenziamento dal «Corriere della Sera ».
Tra il  1949  e  il  1950, trascorse un anno  in  America Latina e negli Stati Uniti,  da  dove inviò alcune corrispondenze  al settimanale   «La  Vedetta » di Castrovillari (Incontro  con  Dino  Grandi,  S. Paolo, Brasile, ottobre  1949;  Non  è  tutt’oro,  credetemi. Rio de Janeiro 1950;  Gli  Stati  Uniti si preparano, New York novembre  1950).
Il 29 maggio 1952, a Città  del Messico, con rito civile sposò Raquel Barcia Morales, matrimonio che fu annullato con sentenza dell’11 luglio 1964 della Corte d’Appello di Catanzaro.
Il suo destino sembra ormai il Sud America. Costituì una società  della quale fu presidente e azionista e con altri soci, dopo qualche anno rilevò la gestione e poi la proprietà  di uno stabilimento della Isotta Fraschini. Fece parte del consiglio di amministrazione della Lapenur S.A. di Montevideo, industria laniera uruguaiana e, rientrato ormai in Italia, nel 1960 creò una società  per la lavorazione delle fibre sintetiche con stabilimento a Biella.  
Nell’aprile 1961 fece un viaggio in Calabria. Fu una esperienza importante perché da quel viaggio nacque  Calabria Oggi,  libro-collage  sul viaggio di Fanfani nella regione, uno  spaccato drammatico e crudo sulle miserie e sull’arretratezza calabrese,  che portò la regione al centro della questione meridionale. Nell’ottobre successivo organizzò un «missione » economica lombarda »  e portò 40 imprenditori, facendo visitare loro le zone suscettibili di sviluppo.
Riprese in quegli anni la sua vecchia passione per il giornalismo. Collaborò al «Corriere della Sera », «Corriere d’Informazione », alla «Cronaca di Calabria », a «Il Giornale di Calabria », al settimanale socialista «Calabria Oggi », alla rivista «Nord e Sud », al mensile «Nuovo Mezzogiorno » e altre testate. Interessatosi anche al settore editoriale, dal 1972 al 1980 fu amministratore delegato della Segisa,  la società  editrice  del  quotidiano «Il  Giorno » di Milano di proprietà  dell’Eni.
Sua grande passione è stata anche la politica. Fu vicino al Partito socialista e in particolare a Giacomo Mancini di cui condivise le battaglie per lo sviluppo della Calabria. Considerato uno dei meridionalisti più attivi, schierato  sull’esigenza di una politica di pianificazione territoriale,  per le esperienze fatte in campo economico che si sommavano a una profonda conoscenza dei problemi del Mezzogiorno, negli anni Settanta soprattutto si prodigò per la modernizzazione del Sud e  fu  protagonista  di numerose battaglie culturali,  tra  le quali la difesa dell’archeologia e  del  paesaggio nella Sibaritide. Fu fautore anche di un asse regionalista tra la Calabria e la Lombardia, entrato nella storia regionale con l’accordo del 1971 firmato dai presidenti Antonio Guarasci e Piero Bassetti.  
Fu uno dei più convinti sostenitori  – assieme a Guarasci, Mancini e altri –  della istituzione dell’Università  della Calabria, tanto da essere considerato uno dei padri fondatori dell’ateneo ad Arcavacata avendo partecipato, fin dagli anni Sessanta, a questa battaglia. Ne parlò una prima volta a Palazzo Serbelloni e poi al Circolo della Stampa a Milano, presentando un progetto di università  calabrese, un «sogno generoso di ideale cittadella degli studi », un campus che avrebbe avuto «la finalità , nuova nei nostri ordinamenti scolastici, di consentire l’istruzione e il mantenimento gratuiti degli studenti che dovrebbero vivere, studiare e lavorare in “colleges” di tipo americano in quotidiano contatto con gli insegnanti ».
Dal 1970, inoltre, fece parte del Comitato tecnico amministrativo dell’Università  della Calabria e successivamente, fino al 1976, del Consiglio di amministrazione quale rappresentante del Governo.
Dal 1974 al 1977 fu componente della commissione speciale per la realizzazione dell’aeroporto di Lamezia Terme.
Fu, inoltre, un accanito sostenitore dello sviluppo della Calabria incentrato su industria, agricoltura e turismo, col supporto della formazione e della ricerca, quindi dell’Università  che considerava, come ebbe a dire, «l’occasione propizia per agire, terremotare, cancellare i ricordi delle stamberghe adibite ad aule, degli insegnanti improvvisati e delle vaste aree prive di scuole… ».
«L’ambiente umano », affermò alla prima conferenza regionale su “Scuola e Università  in Calabria”, tenutasi a Cosenza nel 1963, «muterà  e si trasformerà  nella misura in cui dimostreremo di saper agire con riforme strutturali e non di superficie »
La sua battaglia per una università  calabrese a carattere tecnologico e residenziale, mediante l’ambizioso progetto di una città  degli studi con un Campus sul modello americano, e  per  lo  sviluppo della Piana di Lamezia (era amico di Nino Rovelli e sostenne a spada tratta l’insediamento della Sir)  è  documentata nel «Fondo Greco Naccarato » custodito presso la Biblioteca di area umanistica «Fagiani » dell’Università  della Calabria e nelle raccolte dei giornali dell’epoca.
In vita ebbe numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Campione d’Italia nel 1971 per il volume  Cattedrali su Sibari arcaica  che «strappò la Sibari arcaica dalle grinfie dei Nuovi-Barbari ». Il Premio «La Madonnina » poi, testimonia il suo amico Montanelli, «lo colmò di gioia ».  
Ingegnere, tecnocrate, industriale e  grand-commis  dell’editoria, come lo ricordò Montanelli, fu per anni anche console onorario della Repubblica del Cile a Milano.
L’8 luglio 1985, ormai avanti negli anni, a Milano dove viveva contrasse matrimonio con Laura Alessandri.
Si spense all’età  di 84 anni. Per disposizione testamentaria è sepolto nel cimitero di Bergamo, la città  di sua moglie ( «Qui riposa Gaetano Greco Naccarato di Castrovillari. Trattò l’industria pesante con inaudita leggerezza », dettò Montanelli, per la sua lapide).  
L’Ateneo calabrese commemorò la sua poliedrica figura il 15 aprile dell’anno dopo con una manifestazione organizzata dalla facoltà  di Ingegneria. (Aldo Lamberti) © ICSAIC 2022 – 3  

Opere

  • Calabria Oggi. Il viaggio di Fanfani in un collage, Stabilimento Grafico Scotti, Milano 1961; poi Rizzoli, Milano 1962;
  • Cattedrali su Sibari arcaica, Edizioni di Novissima, Roma 1970.

Nota bibliografica

  • Giovanni Russo,  Viaggio informativo in Calabria di quaranta industriali lombardi,   «Corriere della Sera », 28 ottobre 1961;
  • La Calabria vorrebbe una Università ,   «Corriere della Sera », 5 giugno 1963;
  • Presentato un progetto di Università  calabrese, «Corriere d’informazione », 5-6 giugno 1963;
  • Luigi Grisolia, Dizionario dei calabresi nel mondo, Edisud, Roma 1965, p. 94;
  • Indro Montanelli,  Greco Naccarato, milanese honoris causa,   «Corriere della Sera », 16 dicembre 1995;
  • Cordoglio per la morte di Greco Naccarato,   «il Quotidiano di Cosenza e Provincia », 17 dicembre 1995;
  • Monica Moscardi,  Franco Abruzzo ricorda la figura di Gaetano Greco Naccarato. “Era un bastian contrario”,   «il Quotidiano della Calabria », 14 aprile 1996;
  • Benedetta Caira,   «Interprete della Calabria »,   «il Quotidiano della Calabria », 16 aprile 1996;
  • Antonio Piromalli,  Ricordo di  Gaetano Greco Naccarato, «Rinascita Sud », n. 3, giugno-luglio 1996;
  • Renata Broggini,  Passaggio in Svizzera. L’anno nascosto di Indro Montanelli,  Feltrinelli, Milano 2007;
  • Leonida Repaci,  Calabria grande e amara,  Rubbettino, Soveria Mannelli 2011, pp. 215 e ssg;
  • Indro Montanelli,  Ricordi sott’odio. Ritratti taglienti per cadaveri eccellenti,  a cura di Marcello Staglieno,  Rizzoli, Milano 2011.

Nota archivistica

  • Comune di Castrovillari, Atti di nascita, atto n.164 dell’11 aprile 1911;
  • Comune di Castrovillari, Atti di matrimonio, atto n. 4, parte II, serie C, 1953 (matrimonio con Raquel Barcia Morales);
  • Comune di Castrovillari, Atti di matrimonio, trascrizione sentenza di annullamento matrimonio con Raquel Barcia Morales, atto n. 10, parte II, serie C, 1964;
  • Comune di Milano, Registro dei matrimoni, atto 1051, parte II, serie A (matrimonio con Laura Alessandri);
  • Comune di Milano, Registro dei morti, atto n. 6, parte II, serie B, 1996;
  • Università  della Calabria, Biblioteca di area umanistica «Fagiani », Fondo Greco Naccarato;
  • Fondazione Montanelli Bassi (Fucecchio, Firenze), Carte Indro Montanelli, Fondo Gaetano Greco Naccarato.