Lepera, Remigio Alberto

Remigio Alberto Lepera [Cropani (Catanzaro), 1 febbraio 1907 – 2 ottobre 1993]

È nato in una famiglia modesta e numerosa da Carmine e Filomena Tarantino. Ha avuto due fratelli, Alfonso e Donato e cinque sorelle: Giovanna, Rosa, Anna, Angelina, Giuseppina. Abitava in via Garibaldi a Cropani, in centro, nel cuore del paese, all’ombra del campanile dell’Insigne Collegiata dell’Assunta.
Aveva appena 11 anni quando, nel 1918, è entrato nel Seminario Serafico dei Padri Cappuccini di Carlopoli e, al termine del primo ciclo di studi, nel 1922 si è recato a trascorrere il periodo di noviziato nel convento di Fiumara di Muro. Quindi, ha frequentato il Collegio Internazionale per le Missioni all’Estero dei Cappuccini di Palermo, dove ha completato gli studi classici e teologici pervenendo nel 1931 a essere ordinato sacerdote dal cardinale Lavitrano. L’anno successivo ha ottenuto il suo primo incarico, ch’è consistito nell’insegnamento di lettere nel seminario del convento di Fiumara, di cui nel 1936 è divenuto direttore e superiore, mentre in pari tempo svolgeva le mansioni di parroco al Carmine. È stato in prosieguo nei cenobi di Vibo Valentia e Chiaravalle Centrale e in quest’ultima località ha insegnato anche religione all’istituto magistrale. Nel 1941 gli è stato concesso il titolo di definitore provinciale e l’impegno, quale superiore, del convento del Monte a Catanzaro.
Nel 1945 ha portato il suo conforto spirituale in veste di cappellano agli ammalati ricoverati negli Ospedali Riuniti di Reggio. Nella città dello Stretto è rimasto fino al 1954 ottemperando agli uffici di superiore del santuario della Consolazione e giudice del tribunale ecclesiastico e meritandosi di assurgere a primo definitore provinciale.
Appresso è stato superiore nei monasteri di Nicotera, di Nicastro e qui il vescovo mons. lacono gli ha affidato la direzione della POA, nominandolo anche difensore del vincolo al tribunale ecclesiastico diocesano. Parroco di Colosimi nel 1956, si è trovato ancora incaricato della direzione dei conventi di Nicotera, Nicastro, Reggio e Taurianova. È giunto ad Africo Nuovo come parroco nel 1970 e contemporaneamente ha impartito religione nelle scuole statali. Nel 1972 ha coronato la sua lunga operosa carriera con la nomina a provinciale dei Cappuccini di Reggio e Catanzaro con sede a Catanzaro. Dal 1978 in poi si è limitato a condurre il conventino di Cropani. Molto ricercato in qualità di predicatore dalle comunità ecclesiastiche della regione, ha all’attivo una somma di panegirici, che si conservano manoscritti e raccolti in volumi dai familiari a Catanzaro.
Il gioviale, serafico, sempre sorridente p. Remigio era un habituè delle assemblee della Deputazione e non mancava mai di fare almeno una puntatina nei tanti convegni che la stessa ha organizzato. Il suo fervore culturale era vario e tante riviste come «Italia Francescana», «Calabria Letteraria», «Calabria Sconosciuta», «Comunità Domani» hanno avuto il frutto della sua collaborazione a partire dal 1935. Di carattere buono e pacifico, ha prediletto pure la poesia e tra il 1956 ed il 1965 ha pubblicato alcune sillogi (Il cantico dell’Amore, 1956; Come una viola, 1965).
P. Remigio, in qualsiasi località abbia prestato la sua opera, non ha tralasciato di accostarsi al relativo ambiente culturale e a produrre in proposito specifici saggi venendosi a interessare soprattutto a eminenti personalità appartenute al suo ordine, come il Venerabile Gesualdo da Reggio (1940) e il beato Bernardo da Corleone (1941). Nel campo della storiografia calabrese sarà particolarmente ricordato per quella meritevole opera di panoramica dei conventi cappuccini nella nostra regione (I cappuccini in Calabria e i loro 85 conventi), che conta due edizioni, nel 1971 e nel 1982 e il cui contenuto il Russo ha giudicato esposizione oggettiva e documentata.
L’ultima sua fatica in volume è molto probabilmente I giorni e la memoria, dove nel consueto stile semplice e con un linguaggio tutto poetico, da cui netto traspare un grande amore per la Calabria, offre un itinerario attraverso la Calabria antica, con le sue tradizioni, il suo folklore, la sua religiosità, la bellezza dei suoi paesaggi rurali.
Si è spento all’età di 85 anni nel convento dei Cappuccini del suo paese e la Commemorazione è stata officiata da chi scrive nell’assemblea generale della Deputazione di Storia Psatria tenutasi a Reggio Calabria il 3 luglio 1994. (Rocco Liberti) © ICSAIC 2022 – 2


Opere

  • Commemorando il IV Centenario della provincia Reggina e il 130° dalla morte del Ven. P. Gesualdo, Giovanni Abramo, Catanzaro 1935:
  • Vita del B. Paolo D’Ambrosio da Cropani sacerdote del terz’ordine regolare di S. Francesco d’Assisi, Scuola Tipografica Opera Antoniana, Reggio Calabria 1936; poi Tipografia Calio, Botricello 1939;
  • Il beato Bernardo da Corleone, La Tipo meccanica, Catanzaro 1941;
  • Lux Italiae (S. Francesco d’Assisi), Catanzaro 1941;
  • Il Venerabile Gesualdo da Reggio, L.I.C.E.-R. Berruti & C, Torino 1941), poi Tip. Filocamo, Reggio Calabria 1953;
  • Il cantico dell’Amore, Tipografia PUG, Roma 1956; 
  • beata solitudo! I conventi dei cappuccini di Reggio-Catanzaro, Gesualdo, Reggio Calabria 1962;
  • Come una viola. Suor Consolata Le Pera delle piccole operaie dei SS. Cuori, la Tipo Meccanica, Catanzaro 1965 (poi Tip. F. Silipo, Catanzaro 1962);
  • Vita del Servo di Dio fra Leone da Fiumara, Sacro cuore, Nicastro 1968;
  • Sprazzi di luce sul Santuario della Consolazione in Reggio Calabria, Tip. Sacro cuore, Nicastro 1967;
  • Nicastro, S. Antonio e i cappuccini. Notizie storiche, Tip. Sacro Cuore, Nicastro 1964;
  • I cappuccini in Calabria e i loro 85 conventi, Frama’s, Chiaravalle Centrale 1971 (II ed. 1982);
  • Cropani, Frama Sud, Chiaravalle Centrale 1979 (II ed. Grafiche Abramo, Catanzaro 1993);
  • Contributo al centenario francescano 1182-1982, Lux De Cruce, Milano 1981;
  • P. Giovanni Fiore da Cropani nel 3. centenario della morte: 1683-1983, s. n., s. l. 1983;
  • Guida turistica di Cropani, Tipografia Calio, Botricello 1985;
  • I giorni e la memoria. Divagazioni calabresi, La tipomeccanica, Catanzaro 1987;

Nota bibliografica

  • Titti CalfapietraI giorni e la memoria, «Calabria Sconosciuta», XI, 1988, n. 41, p. 80.
  • Rocco Liberti, Remigio Alberto Lepera, «Rivista Storica Calabrese», XVI, N. S., nn. 1-2, 1995, pp. 484-485.
  • Carmela Galasso, Biografie di personaggi noti e meno noti della Calabria, Pellegrini, Cosenza 2009, p. 254.

Nota

  • Si ringrazia il giornalista Luigi Stanizzi per le informazioni sulla famiglia d’origine.
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