Lio, Ermenegildo

Ermenegildo Lio [Castiglione Cosentino (Cosenza), 3 maggio 1920 – Grimaldi (Cosenza), 6 maggio 1992

Nacque in una famiglia abbiente e profondamente cattolica e alla nascita fu registrato allo Stato Civile con il nome di Ferdinando. Dopo gli studi primari e secondari fatti nel paese natale e a Cosenza, a 15 anni entrò nel collegio serafico Sant’Antonio di Pietrafitta, dell’Ordine dei Frati Minori. Il 4 ottobre 1935, festa di san Francesco d’Assisi vestì il saio francescano assumendo il nome di Fra Ermenegildo, e iniziò il noviziato nel convento Ecce Homo di Mesoraca. Fu un novizio esemplare e il 5 ottobre 1936 fece la sua prima Professione religiosa. Seguirono gli studi filosofici e teologici. Come ricorda Paolo Risso, «tra gli studenti dei Seminari dei Frati Minori di Calabria, si distinse presto per la sua predilezione alla Teologia Morale» e già a 23 anni, al termine della Teologia, era considerato già un maestro.
Dopo la professione solenne, emessa nel convento «La Sanità» di Tropea, il 19 marzo 1943, fu consacrato sacerdote il 25 luglio successivo.
Alla fine della guerra, si trasferì a Roma per specializzarsi in Teologia, presso il Pontificio Ateneo Antoniano e il 4 dicembre 1950 conseguì il dottorato in teologia morale ottenendo il massimo dei voti con la tesi Determinatio superflui Halensis eiusque scolae (iuxta fontes praesertim ineditos et autographos. Lì, scrive ancora Risso, «attrezzò la sua mente di una formidabile preparazione filosofica, storica, teologica e ascetica, radicandosi profondamente nella dottrina di San Tommaso e diventando sempre di più profondo conoscitore delle Fonti patristiche e medioevali e del Magistero della Chiesa».
Frequentò quindi il Collegio Sam Bonaventura a Quaracchi (Firenze) e successivamente insegnò per un anno nella provincia dei Frati Minori della Calabria, e finalmente nell’anno accademico 1950/1951, a soli 30 anni, fu chiamato a Roma come professore Ordinario per insegnare – sempre Teologia morale – alla Pontificia Università Lateranense. Dal 1951 è stato professore della stessa disciplina anche nel Pontificio Ateneo Antoniano dove aveva studiato.
«Dottissimo professore» e «degno figlio della terra Bruzia», come lo definisce Luigi Caruso nella sua Storia di Cosenza, ha al suo attivo numerose pubblicazioni che lo hanno confermato come straordinario teologo, forse il più autorevole del suo tempo.
Per la sua preparazione e lucidità di analisi, Pio XII lo volle consultore al «Sant’Uffizio», incarico che gli fu confermato molte volte. Quando papa Giovanni XXIII indisse il Sinodo romano, fu nominato difensore del vincolo e, successivamente, come membro della commissione teologica partecipò come perito sia alle commissioni preparatorie, sia durante lo stesso Concilio Vaticano II, nelle quali, ancora quarantenne egli portò la sua straordinaria competenza nel campo teologico-morale. Partecipò come esperto al Concilio sin dalla sua prima fase e svolse funzioni di relatore e segretario di alcuni capitoli delle ben note encicliche Lumen Gentium e Gaudium et Spes.
Terminato il Concilio Vaticano II, continuò a esplicare la sua attività scientifica e didattica nel campo teologico-morale. Fine teologo, divenne consultore della Sacra Congregazione della Dottrina della Fede, ruolo nel quale fu confermato nel 1978 dallo stesso papa Paolo VI per il quale preparò l’Enciclica Humanae vitae.
Per la sua profonda conoscenza teologica è considerato una vera autorità e i suoi studi furono punto di riferimento per l’esplicitazione dell’insegnamento e del magistero di Papa Giovanni Paolo II.
Negli anni ricoprì diversi incichi: consultore della Congregazione per la dottrina delle fede, prelato consigliere della S. Penitenzieria Apostolica, commissario della Congregazione dei Sacramenti, esaminatore apostolico del clero, giudice sinodale del Tribunale d’Appello del Vicariato di Roma, collaboratore del Consiglio mondiale delle Chiese per i problemi sociali con sede a Ginevra.
Nel 1991, oramai malato, a malincuore lasciò Roma per tornare nella sua Calabria. Fu accolto nella Casa di riposo dell’ex Convento di Sant’Antonio a Grimaldi (Cosenza), dove morì l’anno successivo all’età di 72 anni (di cui 57 di professione, 49 di sacerdozio e 40 di insegnamento, come ricorda Pietro Messa). Le sue spoglie riposano nella cappella di famiglia nel cimitero di Castiglione Cosentino. Sul ricordino funebre i suoi Confratelli di Calabria scrissero: «Dottore esimio, lodò Dio, servì la Chiesa, onorò l’Ordine, insegnando, scrivendo, soffrendo molto. In un periodo di arbitrarie teorie, attinse solo al Vangelo, ai santi Dottori, al Magistero. Saldezza di dottrina, integrità di costumi, in una visione mistica della vita». (Francesca Raimondi) © ICSAIC 2022 – 6 

Opere principali

  • Determinatio superflui in doctrina Alexandri Halensis eiusque scholae, Pontificium athenaeum Antonianum, Romae 1953;
  • S. Bonaventura e la questione autografa “De superfluo” contenuta nel ms. di Assisi, Bibl. comun. 186 citata al Concilio Vaticano II. Testo con studio critico-letterario e dottrinale, Facultas theologica Pontificiae Universitatis Lateranensis, Romae 1966;
  • Introduzione alla teologia morale alla luce del Concilio Vaticano II ad uso esclusivo degli studenti Pontificia Università Lateranense, Pontificio Ateneo Antoniano, Roma 1967? (dattiloscritto); 
  • Temi di morale fondamentale nella dottrina del Concilio Vaticano II. Ad uso esclusivo degli studenti, Tipolitografia R. Pioda, Roma 1969;
  • Temi di morale fondamentale nella dottrina del Concilio Vaticano II, Tipolitografia R. Pioda, Roma 1970;
  • Temi di morale sociale-economica nella dottrina del Concilio Vaticano II, Pontificia università Lateranense, Roma 1970;
  • La giustizia cristiana. Elementi di teologia della giustizia e del diritto ossia la divina vocazione ed ordinazione della persona umana a vivere secondo la giustizia cristiana. Ad uso esclusivo degli studenti, 2 voll., Pontificia Università Lateranenese, Roma 1971;
  • De jure ut obiecto justitiae, Pontificia Universitas Lateranensis, Roma 1971;
    La destinazione universale dei beni terreni nella dottrina del Concilio Vaticano II: principio fondamentale per la teologia della giustizia verso i poveri, Edizioni francescane, Roma 1971;
  • Problemi di morale sacramentaria ad uso esclusivo degli alunni, Pontificia Università Lateranense, Roma 1972;
  • Temi conciliari di morale sessuale e coniugale. Note per gli alunni, Pontificia Università Lateranense; Pontificio Ateneo Antoniano, Roma 1972;
  • L’ordine morale cristiano. Principi fondamentali alla luce del Concilio Vaticano II, Pontificia Università Lateranense, Roma 1972;
  • Natura sacra e ordinazione del matrimonio nella dottrina della Gaudium et spes. Ad uso degli alunni, Pontificia Università Lateranense, Roma 1972;
  • Breve introduzione per un perfezionamento della teologia morale secondo i documenti del Concilio Vat. II. Ad uso esclusivo degli studenti, Pontificia Università Lateranenese, Roma 1972; 
  • Introduzione a questioni attuali di morale sacramentaria alla luce dei documenti conciliari. Note ad uso degli studenti, Pontificia Università Lateranense, Roma 1972 (dattiloscritto);
  • Per una retta educazione e formazione della coscienza morale (ad uso privato), Pontificia Università Lateranense, Roma 1973 (pro manuscripto);
  • Morale e beni terreni. La destinazione universale dei beni terreni nella Gaudium et Spes e in alcune fonti, Pontificia università lateranense – Città nuova, Roma 1976;
  • Breve introduzione per un perfezionamento della teologia morale secondo i documenti del Concilio Vaticano II ad uso esclusivo degli studenti, Pontificia Università Lateranense, Roma 1977 
  • Morale perenne e morale nuova nella formazione ed educazione della coscienza, Pontificia Università Lateranense – Città nuova, Roma 1979;
  • Humanae vitae e coscienza. L’insegnamento del Card. Wojtyla teologo e papa, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 1980;
  • Humanae vitae e infallibilità. Paolo VI, il Concilio e Giovanni Paolo II, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 1986.

Nota bibliografica

  • Luigi Caruso, Storia di Cosenza, vol. 2, Edizioni di Storia Patria, Cosenza 1970, p. 124;
  • Rocco Giuseppe Greco, Castiglione Cosentino. Cronistoria di una comunità calabrese, 2ª ed., Editoriale Progetto 2000, Cosenza 2014, pp. 167-168;
  • Paolo Risso, Un teologo per la vita. Padre Ermenegildo Lio, «Il Settimanale di Padre Pio», 20 dicembre 2015 (http://www.settimanaleppio.it/dinamico.asp?idsez=6&id=950);
  • Michele Manzo, La Chiesa di Roma nel primo Sinodo diocesano e nel Concilio. Vaticano II, in Roma, il Lazio e il Vaticano II. Preparazione, contributo, recezione, a cura di Pasquale Bua, Edizioni Studium, Roma 2019, p. 133;
  • Pietro Messa, Padre Ermenegildo Lio al Concilio Vaticano II, «AnalectaTOR», 203, 2021, pp. 341-346.