Lovecchio, Antonino

Antonino Lovecchio [Palmi (Reggio Calabria), 6 novembre 1898 – 29 luglio 1976]

Nacque da Francesco e da Concettina Morello, nello stesso anno in cui Palmi diede pure i natali a Leonida Repaci del quale fu amico fin dall’infanzia. Compiuti gli studi inferiori nella sua città si trasferì a Napoli per continuare quelli superiori e universitari. Soldato nella prima guerra mondiale, fu tenuto prigioniero insieme a tanti altri suoi coetanei e soggetto a sopportare amarezze e dispiaceri indimenticabili.
Si laureò in medicina il 31 luglio 1923 e si trasferì subito dopo nella sua città per esercitare la professione di medico. Ritornato a Palmi, tuttavia, svolse una intensa attività culturale unitamente ad altri intellettuali del luogo come Felice Battaglia, Domenico Antonio Cardone, Luigi Lacquaniti e altri, partecipando nel 1920 alla fondazione la rivista «Ebe», periodico letterario quindicinale. Fece parte anche del «Fondaco di cultura», fondato dal Cardone nel 1923, dove si pubblicò il periodico «Rivista».
Nell’agosto 1925, assieme a Leonida Repaci e altri intellettuali antifascisti fu coinvolto nel cruento scontro con i fascisti locali e assieme ad altri compagni di lotta finì davanti al Tribunale speciale del regime.
Pur praticando per lunghi anni la specifica professione di medico con grande responsabilità e con indiscusso zelo, interrompendola solo per un breve periodo a causa dei problemi politici che gli fecero conoscere anche il carcere, si sentì attratto ben presto dalla passione filosofica che nel concittadino Domenico Cardone aveva trovato la più significativa espressione. Questa passione per la filosofia lo coinvolse cosi freneticamente al punto da farlo iscrivere nuovamente all’università e conseguire nel 1926 un’altra laurea in Filosofia.
Due anni dopo, il suo volume sulla Filosofia della prassi e filosofia dello spirito destò viva impressione tra i filosofi contemporanei che apprezzarono ancor dipiù le sue teorie quando, successivamente nel 1938, il medico-filosofo trattò «Le impostazioni nella logica». Il volume richiamò l’attenzione di Antonio Gramsci sul dibattito sulla filosofia della prassi che da Labriola, conduceva fino a Mondolfo, Adelchi Baratono e Alfredo Poggi, passando per Gentile e Croce.
Nel 1931 pubblicò un saggio Sugli orientamenti di estetica, in cui evidenziò i segni della sua esperienza intellettuale e umana e si fece maggiormente apprezzare per le sue interessanti teorie, frutto di una profonda preparazione e di una vasta conoscenza dei problemi filosofici.
Nello stesso anno, insieme a Cardone, fondò la rivista «Ricerche filosofiche» che fu in vita fino al 1967, in cui emersero preparazione e cultura tanto dell’uomo quanto del filosofo, e nella quale si evidenziarono i lunghi anni di lavoro e la costante passione per determinati studi.
Partecipò al secondo conflitto mondiale e combatté col grado di sottotenente prima e quello di tenente poi, prodigandosi con caloroso impegno verso chi aveva bisogno della sua opera. Finita la guerra si ritirò nella sua Palmi approfondendo gli studi filosofici e, nel 1948, insieme ad altri filosofi fondò «La società filosofica calabrese» che partecipò nello stesso anno alla fondazione della Féderation lnternational des Societés de Philosophie, di cui per qualche anno fu anche vice presidente.
Sposato con tre figli (due maschi ed una femmina) mori Palmi all’età di 78 anni.
Le sue principali opere, raccolte in un prezioso volume, furono pubblicate tre anni dopo la sua morte a cura dell’amministrazione comunale per l’impegno che la stessa aveva assunto il 15 gennaio 1978 nel corso della commemorazione dell’illustre cittadino.
Il volume, suddiviso in cinque importanti capitoli, tratta dei problemi dell’estetica e del linguaggio; dell’estetica contemporanea in Italia e quella del Dewey; della problematica estetica marxista e dei nuovi orientamenti per l’estetica. Fu tra i fondatori della Sezione calabrese della Società Filosofica Italiana assieme a Rodolfo De Stefano, Domenico Scoleri, e Cardone, sezione particolarmente attiva tra gli anni Cinquanta e Sessanta. 
Fu anche un uomo politico con una lunga militanza, come accennato, nel partito socialista. II saggio pubblicato nel 1952 «Il marxismo in Italia» è una conseguenza di ciò e contemporaneamente la conferma della passione per questo tipo di filosofia.
II prof. Sante Coppolino, che ha curato l’iter editoriale del volume «Orientamenti e problemi dell’estetica marxista», ha precisato che in esso si «troverà ripercorsa per sommi capi e ricondensata con una rinnovata prospettiva la storia del pensiero estetico dai presocratici ai più recenti filosofi contemporanei e ai movimenti culturali di avanguardia artistica non solo europei…».
A Palmi visse con la sua famiglia nel rispetto generale dato che, oltre a essere considerato un bravo medico, era pure apprezzato come scrittore e grande esperto di problemi filosofici. La città lo ricorda con una via intestata a suo nome. (biografia di Bruno Zappone, aggiornata e integrata dalla redazione) © ICSAIC 2022 – 5 

Opere

  • Filosofia della prassi e filosofia dello spirito, Zappone, Palmi 1928;
  • Orientamenti di Estetica, Zappone, Palmi 1931;
  • Le impostazioni della logica, Ricerche Filosofiche, Messina 1938;
  • Il Marxismo in Italia, Bocca, Milano 1952;
  • Orientamenti e problemi di estetica marxista, a cura di Santo Coppolino, Casa del Libro, Reggio Calabria 1979 (postumo).

Nota bibliografica essenziale

  • Antonio Gramsci, Il materialismo storico e la filosofia di Benedetto Croce, Editori Riuniti, Roma 1971, p. 343;
  • Eugenio Garin, Cronache di filosofia italiana 1940-1973, vol. II, Laterza, Bari 1975, p. 468n;
  • Bruno Zappone, Uomini da ricordare. Vita e opere di palmesi illustri, Age, Ardore Marina 2000, pp. 132-134;
  • Santino Salerno, A Leonida Repaci. Dediche dal ’900, Rubbettino, Soveria Mannelli 2003, p. 82;
  • Domenico Gangemi, ’25 nero: liberamente tratto dai fatti di Palmi del ’25, Pellegrini, Cosenza 2004, p. 163.
RSS
Twitter
Visit Us
Follow Me
YouTube
Instagram