Romano, Domenico

Domenico Romano [Melicucco (Reggio Calabria), 10 novembre 1877 – 13 marzo 1965]

Nacque da Pasquale e Teresa Napoli. Laureatosi in legge e diventato avvocato, abbandonò presto la carriera di giurista (non risulta iscritto in nessun albo) ed entrò al Ministero dei lavori pubblici nel settembre del 1904. Segretario amministrativo di prima classe, fu promosso a capo sezione nel 1914 e dal 1920 fu nominato capo divisione nel Gabinetto del ministero. Dal 1 settembre 1924, per circa quattro anni, ricopri il ruolo di ispettore generale amministrativo e ispettore capo di seconda classe, fino a diventare, nel luglio del 1929, direttore generale. Con questa carica fu per molti anni a capo della Direzione generale dei servizi speciali, cioè dell’ufficio che si occupava delle calamità pubbliche. È considerato l’artefice dell’elevazione a comune autonomo del suo paese di nascita, in precedenza frazione di Polistena fin dal 1816, avvenuto con decreto di Vittorio Emanuele III dell’8 giugno 1936, convertito in legge l’11 luglio successivo: il 14 luglio 1936, data ufficiale di costituzione del nuovo comune era presente l’on. Cobolli Gigli, Ministro dei Lavori Pubblici.
Per la sua lunga esperienza nel Ministero, fu chiamato ad assumere il ruolo di capo di gabinetto da Zenone Benini, ministro dei Lavori pubblici negli ultimi mesi di vita del regime fascista (dal 6 febbraio 1943 al 25 luglio 1943). L’attività ministeriale di questo periodo, seppur breve e fortemente segnata dalla guerra in corso, vide la presentazione di 22 progetti di legge di varia natura.
Risulta iscritto al Partito nazionale fascista romano dal 1925.
Quale capo di gabinetto uscente e esperto direttore generale, dopo la caduta di Mussolini il nuovo governo presieduto dal maresciallo Badoglio gli affidò la guida del Ministero dei lavori pubblici. Una carica che Romano ricopri dal 27 luglio 1943 all’11 febbraio 1944, ma in realtà solo fino all’armistizio, non essendo riuscito a raggiungere il governo a Brindisi (con regio decreto dell’11 febbraio 1944 fu revocata la nomina di tutti i ministri che si trovavano nella medesima situazione, che furono sostituiti).
Nella sua carriera ministeriale, Domenico Romano si distinse per una particolare attenzione alle vicende dei territori e delle popolazioni colpite da terremoti o da eventi straordinari, come testimoniano anche alcune sue pubblicazioni: / servizi di pronto soccorso in caso di pubbliche calamità; Norme di costruzione nelle regioni colpite dai terremoti (1931); Relazione sull’azione per la ricostruzione delle zone danneggiate da calamità (1933). Nei primi anni di attività al Ministero lavorò a lungo presso la XV Divisione, che si occupava dei provvedimenti a favore delle regioni colpite da terremoti e nubifragi; dal 1913 fu prima segretario e poi membro aggregato del Comitato speciale opere pubbliche nei paesi colpiti dal terremoto” (all’interno del Ministero); dal 1918 segretario dell’Unione Edilizia Nazionale, che si occupava tra l’altro anche delle zone colpite da terremoti; dal 1930 Consigliere del Consorzio di credito per le opere pubbliche; successivamente fu membro della Commissione centrale per gli eti locali danneggiati da terremoti o soggetti a tutela speciale del Ministero dell’interno. La Guida Monaci (vol. 1942) riporta per Domenico Romano la funzione di capo di gabinetto anche nel corso 1942. facendo parte della «Commissione speciale per l’esame del disegno di legge recante provvidenze per le zone colpite dalle alluvioni in Calabria» (19 novembre/23 dicembre 1943).
Quale rappresentante del Ministero dei lavori pubblici, nel 1943 fu membro del Consiglio di amministrazione dell’istituto nazionale fascista di previdenza sociale.
Dopo la fine della guerra e la nascita della Repubblica, ormai funzionario a riposo, fu eletto senatore per il gruppo Democratico cristiano nelle prime tre legislature (1948-1963), nel collegio di Palmi, circoscrizione della Calabria (nel 1948 vinse contro lo scrittore Leonida Repaci, socialista, che era indicato come favorito). Anche con questo ruolo, continuò a interessarsi delle zone colpite da eventi straordinari. Fu inoltre membro per tutte e tre le legislature della Giunta per il Mezzogiorno e soprattutto della VIll Commissione permanente Lavori Pubblici, Trasporti, Poste e telegrafi e Marina mercantile vicepresidente e poi presidente dal 27 giugno 1962 al 15 maggio 1963. di cui fu prima
Per la sua attività all’interno del ministero ricevette vari riconoscimenti e onorificenze: medaglia d’oro per benemerenze acquisite in occasione dei terremoti del 28 dicembre 1908 e del 13 gennaio 1915; Cavaliere e Grand’ufficiale dell’Ordine mauriziano e della Corona d’Italia; gran croce dell’Ordine della Corona d’Italia. Il 7 ottobre 1956 la città di Palmi gli conferì la cittadinanza onoraria.
Coniugato, con tre figli, mori all’età di 88 anni. Melicucco lo ricorda con una piazza e la scuola primaria e secondaria che portano il suo nome. (Matteo Stefanori) © ICSAIC 2022 – 4

Opere

  • La espropriazione per pubblica utilità nelle regioni colpite dal terremoto del 28 Dicembre 1908, Tip. Unione arti grafiche, Città di Castello,1917;
  • I servizi di pronto soccorso in caso di pubbliche calamità, Tip. G. Bardi, Roma1931;
  • Norme di costruzione nelle regioni colpite dai terremoti, Tip. G. Bardi, Roma 1931;
  • L’azione del governo fascista per la ricostruzione delle zone donneggiate da calamità (a cura di), Ministero dei lavori pubblici, Direzione generale dei servizi speciali, Roma 1933.

Nota bibliografica

  • Annuario del Ministero dei Lavori Pubblici. Ruoli del personale, Roma, Ist. Poligrafico dello Stato, vol. 1908-1939;
  • Chi è? Dizionario biografico degli italiani d’oggi, Filippo Scarano editore, V edizione, 1948 e VI edizione, Roma, 1957, ad vocem;
  • Conferita al sen. Romano la cittadinanza di Palmi, «Gazzetta del Sud», 8 ottobre 1956;
  • Collezione celerifera delle leggi, decreti, istruzioni e circolari, Stamperia Reale, Roma 1943;
  • Guida Monaci. Annuario delle regioni, voll. 1913-1963;
  • I deputati e senatori del primo parlamento repubblicano, Roma, La Navicella 1949, pp. 609-610; 1954, pp. 514-515; 1959, p. 569;
  • Mario Missori, Governi, alte cariche dello Stato, alti magistrati e prefetti del Regno d’italia, Ministero per i beni culturali e ambientali, Roma 1989, pp. 173, 175;
  • Giovanna Tosatti (a cura), L’ombra del potere. Biografie di capi di gabinetto e degli uffici legislativi, 2016, https://www.icar.beniculturali.it/fileadmin/risorse/Biografie_Capi_Gabinetto.pdf
  • Guido Melis e Giovanna Tosatti (cura di), Il potere opaco. I gabinetti ministeriali nella storia d’Italia, il Mulino, Bologna 2019
  • http://www.senato.it/leg/01/BGT/Schede/Attsern/00009411,htm.

Nota archivistica

  • Archivio Centrale dello Stato, Segreteria particolare del Duce, Carteggio ordinario, fasc. n. 528698 “Romano Domenico”.

Nota

  • Scritta originariamente da Matteo Stefanori, la biografia è tratta dal volume L’ombra del potere. Biografie di capi di gabinetto e degli uffici legislativi, a cura di Giovanna Tosatti (2016) ed è stata integrata dalla redazione del Dizionario senza alterarne il senso. Si ringraziano l’autore e la prof. Tosatti per la gentile concessione.
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