Rose, Giuseppe

Giuseppe Rose [Grimaldi (Cosenza), 6 settembre 1921 – Tessano di Dipignano (Cosenza), 18 luglio 1975]

Primo di sei figli, nacque da Vincenzo e Marietta Albo, una famiglia abbiente. Fratello di Francesco Rose, giudice tributario cosentino. Dopo studi di base fatti localmente, la famiglia lo mandò a Cosenza dove ottenne la maturità al Liceo Classico Bernardino Telesio. Si iscrisse quindi alla facoltà di Giurisprudenza all’Università di Napoli ma dovette interrompere momentanea gli studi per lo scoppio della seconda guerra mondiale: nel 1943 fu chiamato alle armi. Dopo un soggiorno in Francia, rientrò in Italia, a Roma, e riprese gli studi laureandosi nel 1945. Tornato a Cosenza, per molti anni esercitò la professione legale vivendola in latente conflitto e abbandonandola con la motivazione della forte presenza di avvocati di estrema destra nel foro cittadino.
Si trasferì quindi a Milano – dove studiò il fratello Francesco, più giovane di lui di nove anni – e si dedicò al giornalismo. Studioso di problemi politico-sociali, nel capoluogo lombardo mantenne intensi rapporti con gruppi anarchici internazionali dei quali approfondì le ideologie e con i quali presto simpatizzò. Personalità complessa (si interessava con buoni risultati anche di poesia e di pittura), a Milano si dedicò con rinnovato impegno anche a una delle sue vecchie passioni, la pittura. Fu introdotto in diversi circoli culturali e artistici che lo portarono ad affinare la sua arte. Successivamente da Milano si trasferì in Svizzera, per rientrare definitivamente a Cosenza nel 1954 e dedicarsi all’insegnamento di lingue, senza tralasciare tuttavia quelli che erano i suoi impegni culturali e politici. Continuò a dipingere paesaggi, scene di genere, nudi femminili, e luoghi cari della sua memoria, «espressi con tocchi rapidi e incisivi, pennellate larghe, sfumate», come scrive Antonietta De Fazio. Organizzò diverse mostre. Alla prima personale di Cosenza del 1954, seguirono quelle di Milano, Bologna, Viareggio, Castrovillari. Partecipò anche a diverse collettive tra cui a Napoli (1970) e Reggio Calabria (1973), dalle quali gli giunsero riconoscimenti importanti come al Premio Pizzo Calabro (1966), a Sulmona (1970) e a Catania (1974).
In campo politico, a partire dal 1962, dopo la morte di Giovanna Berneri, e fino al 1972 assunse l’amministrazione e la direzione della rivista anarchica «Volontà». Collaborò con «Il Libertario» di Milano e «Umanità Nova» di Roma e «L’Adunata dei refrattari» di New York. E negli anni Settanta ebbe una intensa collaborazione con il tipografo catanese Vincenzo Di Maria, anarchico e critico letterario. Questi stampò alcuni opuscoli di Rose, critici nei confronti dei nuovi movimenti nati dalla contestazione giovanile del biennio 1968-69.
Subentrando a Pio Turroni, si occupò come responsabile anche delle edizioni Antistato e grazie alla conoscenza delle lingue francese e spagnola curò personalmente diverse opere straniere, con traduzioni e prefazioni ai testi di Nettlau, Gori e altri anarchici.
L’opera più significativa è la traduzione e la cura del saggio di Mihail Bakunin, Dio e lo Stato, nel quale si è impegnato, per fornire al lettore, mediante sistemazione, una presentazione e una nuova traduzione del testo, una versione dell’opera più completa e filologicamente corretta. Tra le sue traduzioni L’anarchismo e i giovani diJean Maitron, e la Breve storia dell’anarchismo di Max Nettlau e altre opere ancora.
Ha lasciato inediti un lavoro di vasto respiro come la Bibliografia di Bakunin, pubblicata postuma dalle edizioni Anarchismo come premessa alle Opere Complete di Bakunin, e la Bibliografia dell’anarchismo, rimastaincompiuta (i materiali preparatori, però, furono pubblicati in due numeri della rivista «Volontà» del 1975 e del 1976).
Tra le sue pubblicazioni, significative sono anche Marxismo e bolscevismo di fronte al problema dell’autogestione e Le aporie del marxismo libertario.
Considerato uno degli esponenti più importanti dell’anarchismo calabrese, scomparve all’età di 54 anni, nell’estate del 1975 a Tessano, dove aveva sede la rivista «Volontà», dopo la sua morte trasferita a Reggio Calabria. La sua ricca biblioteca personale, che comprende anche opere antiche e rare, è depositata presso la Biblioteca Civica di Cosenza. Allo stato mancano notizie sulla sua vita privata. (Leonilde Reda) @ ICSAIC 2022 – 5

Opere

  • Le aporie del marxismo libertario, Edizioni RL, Pistoia 1971;
  • Bibliografia di Bakunin, Edizioni della rivista Anarchismo, Catania 1976;
  • Bibliografia dell’anarchismo, «Volontà», 6, 1975 – 2, 1976; Edizioni della rivista Anarchismo, Catania 1976;

Traduzioni e curatele

  • Max Nettlau, Breve storia dell’anarchismo, L’antistato, Cesena 1964;
  • Víctor García, L’internazionale operaia, Edizioni RL, Genova 1965;
  • Mihail A. Bakunin, Dio e lo stato, Edizioni RL, Pistoia 197o (poi 1974);
  • Jean Maitron, L’anarchismo e i giovani, Undreground, Catania – La fiaccola, Catania 1971.

Nota bibliografica

  • Fabio Cazzola, Cinque anarchici del Sud. Una storia negata, Città del Sole, Reggio Calabria 2001;
  • Enzo Le Pera, Gli artisti in Calabria. Dizionario degli Artisti calabresi dell’Ottocento e del Novecento, Pellegrini Cosenza 2013, pp. 864-865;
  • Antonio Panei, Francesco Rose, diario di un marxista libertario, Aracne, Roma 2019;
  • Antonietta De Fazio, La Calabria e i suoi artisti. Dizionario dei pittori (1700-1930), Rubbettino, Soveria Mannelli 2020, p. 299.
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