Cannizzaro, Aurelio

Aurelio Cannizzaro [Palmi (Reggio Calabria), 14 maggio 1917 – Reggio Calabria, 26 marzo
1992»]

Nacque da Giuseppe e da Adele Costanzo. Il padre lo registrò allo Stato Civile con i nomi di Domenico, Armando e Aurelio ma sin dalla nascita fu sempre chiamato Aurelio. A Palmi rimase pochi anni perché il padre, impiegato statale, fu trasferito in altra sede.
Sin da quando incominciò gli studi secondari, il giovane senti una particolare attrazione per il mondo ecclesiastico tanto che seppe ben distinguersi tra i coetanei iscritti all’azione cattolica dove ebbe affidati compiti direttivi. Mansioni direttive svolse pure all’interno dell’organizzazione giovanile promossa e sostenuta dal partito fascista, chiamata Gioventù italiana del Littorio.
All’età di diciotto anni, dopo avere frequentato a Reggio le scuole magistrali, sentendosi portato verso l’attività missionaria, si trasferì all’istituto missionario saveriano di Grumone, una frazione del comune di Corte dei Frati in provincia di Cremona. Qui, durante il soggiorno durato un anno, integrò la sua conoscenza sul greco e sul latino. Parti quindi per il Noviziato a S. Pietro in Vincoli e subito dopo (nel 1937) si trasferì a Parma per frequentare i tre anni di liceo. Si spostò poi a Massa Lucana per il prefettorato (durato un anno) e per la teologia,
Professo teamporaneo il 12 settembre 1937, fece la professione perpetua il 5 novembre 1941. Quattro anni dopo, il 29 giugno 1945, a Parma fu ordinato sacerdote assieme ad altri otto saveriani.
Il 12 Dicembre del 1947 partì per la Cina assieme ai padri Spinabelli, Zamparo e Volta,  e vi rimase fino al novembre del 1948 a Pechino e fino al febbraio del 1951 nella missione di Kian-shi.
Espulso dai nuovi governanti cinesi, unitamente a tanti altri componenti della missione, fu destinato a Padang, in Indonesia e successivamente, nel 1954, a Siberut, grosso villaggio capitale delle isole Mentawai (adiacenti a Sumatra): fu il premo evangelizzatore cattolico del popolo di quelle isole. L’esperienza vissuta in questi particolari luoghi lo spinse a scrivere il libro, Tra i primitivi delle Mentawai, (raggiunse dodici edizioni e fu tradotto in diverse lingue). In esso narra il suo incontro con migliaia di primitivi, descrive il loro costume, svela la loro mentalità, e racconta le fasi del loro progressivo inserimento nella vita cristiana e civile. La descrizione chiara e composta, e le testimonianze personalmente vissute in mezzo alle primitive popolazioni, resero fama al libro al punto da farlo uscire in dodici edizioni italiane ed alcune pure in altre lingue. Cosa, questa, che gli consenti il conferimento del Premio cultura della presidenza del Consiglio
dei ministri, della medaglia d’oro della scuola, del premio internazionale ragno d’oro.
Fu proprio in quelle lontane terre che la sua opera di missionario saveriano poté trovare sfogo ed attuazione dato che, grazie al suo prezioso e costante contributo, furono create cappelle, aperte scuole, dispensari e laboratori. Fu persino stampato, in lingua mentawaiana, un libro cattolico che fu apprezzato tantissimo dalla gente del posto.
Purtroppo la disagiata vita condotta nei villaggi e le disumane condizioni gli fecero contrarre una pericolosa malattia, la malaria, e lo costrinsero ad abbandonare in fretta le amate isole per fare ritorno in Italia. Era il 1964.
Recuperata la salute non gli fu consentito di ritornare in Indonesia perché destinato alla propaganda nei collegi, nei seminari, negli oratori e nelle parrocchie sparsi su tutto il territorio italiano.
Nelle sue conferenze ci fu sempre un senso di comprensione e di amore e mai mancò di trasmettere conforto e amabilità a tutti i presenti. Nei circoli ricreativi, poi, seppe diffondere un particolare entusiasmo specie tra i ragazzi ed i preadolescenti che ne apprezzarono doti, virtù e spirito di iniziativa.
Nel 1967, a causa di una grave malattia contratta dalla madre, chiese ed ottenne di ritornare a Reggio e dopo due anni vissuti in famiglia ebbe cura del santuario di Gallico. Qui intraprese un altro tipo di attività missionaria che trovò subito dopo uno sbocco con la realizzazione del «Parco della mondialità», un’opera, come egli stesso asserì, ove «convengono tutti i tipi di raggruppamenti ecclesiastici e ne ripartono con aumentato
senso missionario». Un’ opera composta da una casa, da un santuario e un grande parco ricavato sfruttando un argine demaniale ed i materiali di una fiumara.
Al suo costante impegno, per migliorare e rendere più funzionale questa straordinaria iniziativa, aggiunse la carità speciale e fattiva che fece di Gallico un centro di attrazione generale dove intere famiglie provate da disagi notevoli poterono trascorrere alcune ore serene fatte di letizia e di gioia
cristiana.
Colpito da un tumore ai polmoni si spense nell’ospedale di Reggio all’età di 75 anni. Tutta la comunità del “Parco” ne fu addolorata e principalmente lo furono i giovani ex tossicodipendenti a cui aveva offerto illimitata ospitalità. Più di tutti essi «sentirono di aver perso un amico, un fratello, un padre, uno che era entrato profondamente nella loro vita e li aveva amati e seguiti come pochi avevano saputo fare» (Pelizzo).
Le sue spoglie sono custodite nel santuario del «Parco” intitolato a Maria SS. delle Grazie.
La sua opera missionaria fu ovunque apprezzata e difficilmente potrà essere dimenticata dalle future generazioni. Tutto il suo credo e tutta la sua caritatevole opera furono sintetizzate nelle parole che lui stesso fece scrivere e mettere in risalto su un pannello posto all’ingresso di quel “Parco” che rappresenta «il luogo dove, attraverso i vari momenti e con l’incontro personale e dei gruppi, è possibile aprire il proprio cuore al mondo intero». (Bruno Zappone) © ICSAIC 2021 – 4

Opere

  • Tra i primitivi delle Mentawai, Isme Edizioni Missionarie, Parma 1959.


Nota bibliografica

  • P. Amedeo Pelizzo, Cannizzaro p. Aurelio, Istit. Saveriano missioni estere, Roma, 1, 1992, p. 26.
  • Bruno Zappone, Uomini da ricordare. Vita e opere di palmesi illustri, AGE, Ardore Marina 2000, pp. 60-63.
  • P. Aurelio Cannizzaro, in https://dg.saveriani.org/it/comunicazioni/pubblicazioni/in-memoriam/item/cannizzaro-p-aurelio
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