Carlino, Carlo

Carlo Carlino [Cinquefrondi (Reggio C.), 14 marzo 1953 – Catanzaro, 30 ottobre 2004]

Nacque da Giovanni e Concetta Cotroneo meglio conosciuta come Tina, fu chiamato Michele Carlo, ma nel mondo della cultura è conosciuto semplicemente come Carlo. Il padre, originario di una nota famiglia di artigiani del ferro battuto, ben rinomata in tutta la zona, era fabbro ma svolgeva anche mansioni di fontaniere per il comune di Cinquefrondi, la mamma era casalinga. In famiglia era il primo di due fratelli, l’altro è Maurizio.
Avviato agli studi frequentò le scuole elementari di Cinquefrondi nell’Istituto «Francesco della Scala» e poi le Scuole Medie nello stesso comune. Ottenuta la licenza media proseguì la formazione superiore nel Liceo Scientifico «Guerrisi» di Cittanova. Al suo carattere mite e tollerante contrapponeva la sua fierezza determinata dalle sue origini calabresi e familiari. Tutte propensioni che lo resero se stesso per tutta la vita.
Poeta, scrittore, intellettuale a tuttotondo, critico d’arte e letterario, saggista. Il talento di fine letterato si ebbe modo di apprezzarlo già nel suo primo libro di poesie dal titolo Nulla è mutato, che pubblicò (nel 1970), a soli 17 anni quando ancora frequentava il Liceo. La casa editrice, Pubblicalabria, fu la stessa che qualche mese prima aveva pubblicato una antologia di poeti calabresi curata da Pantaleone Sergi, dal titolo Fiori del sud, nel quale vennero ospitate e stampate tre sue poesie.
Raggiunta la maturità si iscrisse all’Università «La Sapienza» di Roma nella quale conseguì la laurea in Scienze Politiche. Lo studio, la formazione e le origini divennero ben presto la sua forza morale a cui si accompagnarono la correttezza e l’onestà intellettuale, pregi che emergono sempre dalle sue opere realizzate con grande rigore scientifico.
Terminati gli studi sposò Clara Caruso dalla quale ebbe due figli: Giovanni Ludovico (conosciuto come Ludovico) e Anisia. Subito dopo il matrimonio lasciò il suo paese natale per trasferirsi a Taurianova paese della moglie.
Figura di alto profilo professionale e dalla indiscussa moralità fu uno scrupoloso conoscitore della Calabria artistica e letteraria. Nei suoi molteplici ruoli ricoperti, diede prova di essere persona dalla raffinata intellettualità. Professionalmente iniziò la sua collaborazione con diverse testate giornalistiche: «Paese Sera», «L’Unità», «La Gazzetta del Sud» di cui divenne una delle firme più prestigiose con all’attivo numerosi articoli riguardanti la politica, la letteratura, la storia e l’arte.
Avviò delle collaborazioni con alcune case editrici, tra cui la Rubbettino e Abramo delle quali fu direttore editoriale, che lo impegnarono a spostarsi prima a Soveria Mannelli e poi definitivamente a Catanzaro, alle quali si concesse senza risparmio con la responsabilità di grande intellettuale, cultore di letteratura francese e traduttore. Al riguardo, ecco quanto scrive Tommaso F. Pezzano nella Nota del Curatore quale contributo alla Bibliografia degli scritti di Carlo: «Attento, profondo e rigoroso studioso qual era, ha speso molte delle sue energie e fatiche intellettuali per dare al mondo della Cultura calabrese, e non solo, quel respiro nazionale ed europeo che a volte Le era mancato nel corso degli anni. Carlo Carlino ci ha lasciato un patrimonio non indifferente di libri, saggi e articoli, svolgendo un ruolo di primissimo piano come dirigente editoriale per conto di prestigiose case editrici calabresi quali Rubbettino e Abramo, collaborando con la Donzelli, la Sellerio e la Iiriti». Ed è sempre lo stesso Pezzano che in un altro passaggio di una sua Breve Biografia sostiene: «È nato in una provincia che ha dato i natali a Fortunato Seminara, Leonida Repaci ed Antonio Piromalli, viveva a Catanzaro, la città che l’aveva adottato. Saggista, francesista, operatore culturale, ha curato e scritto vari libri d’arte e di viaggi, saggi ed elzeviri, collaborando anche con diverse testate e riviste nazionali nonché con Telespazio Calabria (Catanzaro) e la RAI». 
Provava grande affetto per la sua Calabria per la quale realizzò una significativa produzione saggistica e letteraria. Come critico d’arte ebbe modo di curare numerose mostre e pubblicare alcune interessanti opere riguardanti i più famosi artisti calabresi, tra cui i fratelli Mattia e Gregorio Preti: a quest’ultimo dedicò il volume Gregorio Preti. Da Taverna a Roma (1603-1672), portando alla luce l’opera oscura dello stesso, sostenendo che fu sempre interpretato come dipendente della figura di Mattia, qaundo invece, alla luce di studi più approfonditi risultò possedere una sua specifica personalità tanto da dedurne che alcune sue opere attribuite al fratello Mattia erano, invece, sue.  
Appassionato ed esperto di gastronomia produsse interessanti saggi e libri riguardanti il settore tra cui la traduzione per Sellerio de Il grande dizionario di cucina di Alexander Dumas. Pubblicazione in cofanetto che il destino volle uscisse proprio il giorno della sua morte. Con la stessa casa editrice curò il volume Massime e pensieri di Napoleone di H. de Balzac
Ebbe modo di ricoprire l’incarico di professore a contratto presso l’Università della Calabria e di collaboratore della Facoltà di Scienze Turistiche. 
Instancabile ricercatore fu per la Calabria un indiscusso punto di riferimento e di confronto. collaborò anche a «Calabria», rivista del Consiglio regionale, per la quale pubblicò tra le tante anche Sila Piccola e Santuari e chiese di Calabria: guida ai siti religiosi e ai luoghi di culto
Lavorò come responsabile editoriale alla «Collana di Edizioni Regionali della Civiltà Calabrese» edita dal Sistema Bibliotecario Vibonese per conto dell’Assessorato ai Beni Culturali della Regione Calabria, incarico che mantenne fino alla sua scomparsa.
Nel campo dell’editoria, concorse a produrre tantissime opere dalle quali si manifesta decisamente il suo richiamo ai valori e al riscatto della storia calabrese, messaggio presentato al lettore sempre con scrupolosità e spirito critico e guardando alla contemporaneità in una prospettiva sempre aperta a nuove proposte. 
La scelta e la consapevolezza di rinunciare a spostarsi fuori dalla Calabria, entrarono in conflitto con la sua volontà di intellettuale scomodo, sempre pronto a esprimere il suo risentimento riguardo alla difficile condizione della società calabrese, ragioni della sua vita che lo convinsero a rimanere nella sua Terra proprio per promuoverne una riabilitazione che potesse, in qualche modo, farla uscire dal torpore nella quale da molti anni viene confinata.
Personaggio rigoroso, ma allo stesso tempo umile, ragionava vedendo le cose sempre da un punto di vista diverso dal consueto. Il suo impegno a 360 gradi, la sua preparazione, il suo spirito europeista gli consentirono di rapportarsi e abbracciare le diverse espressioni culturali per cui di Lui troviamo opere di Letteratura Calabrese, di Letteratura Straniera, Guide turistiche, Libri riguardanti i viaggiatori stranieri in Calabria, di Storia e arte, Cataloghi relativi alle mostre. 
Lo studioso calabrese dall’anima europeista e fine esperto di filologia e cultura francese, alla fine di ottobre del 2004, a soli 51 anni, inaspettatamente, all’apice della sua maturità e della sua saggezza, interrompendo ogni programma e prospettiva futura, se ne andò. «L’Uomo Carlino – scrive ancora Pezzano – che con sua produzione culturale ha cercato instancabilmente di riscattare questa nostra amata Terra dai vari “topoi” negativi che per lungo tempo l’hanno caratterizzata», si spegneva prematuramente. (Franco Emilio Carlino© ICSAIC 2021 – 6  

Opere

  • Nulla è mutato, Publicalabria, Limbadi 1970;
  • Il sogno delle cicale, Salvatore Sciascia, Caltanissetta 1982;
  • Clive Foster, Interarte Galleria d’arte moderna, Milano 1982;
  • La metafora del Paradiso di Nicola Misasi, Periferia, Cosenza 1984;
  • Le osservazioni di Antonio Despuig sul terremoto calabrese del 1783, Rubbettino, Soveria Mannelli 1985;
  • Le bande musicali in Calabria. 1800-1985 (con Clara Caruso), Ismez – Gangemi Casa del libro Roma 1985;
  • Viaggiatori stranieri in Provincia di Catanzaro, Rubbettino, Soveria Mannelli 1988;
  • La memoria ricreata. Enotrio fotografo (a cura di). Mapograf, Vibo Valentia 1994;
  • Il giardino di Proserpina. Itinerari alla scoperta della provincia di Vibo Valentia, Zenith, Vibo Valentia 1996;   
  • L’immagine riflessa: ambiente e paesaggio nel vibonese dal Cinquecento all’Ottocento, Mapograf, Vibo Valentia 1997;
  • Sila Piccola: comunità montana della Presila catanzarese, con la collaborazione di Clara Caruso, Meridiana libri, Catanzaro 1998;
  • Cosenza. Storia, arte, cultura. Guida ai monumenti e ai luoghi storici, Meridiana libri, Catanzaro 1998;
  • Calabria. Atlante turistico (con Vincenzo Bonaventura), Istituto Geografico De Agostini, Novara 2000;
  • Santuari, chiese, monasteri. Guida ai luoghi sacri della Calabria, Pullano Editori, Catanzaro 2001;
  • La “Scuola” di Monteleone: disegni dal XVII al XIX secolo (a cura di), Rubbettino, Sovera Mannelli, 
  • La Calabria, le Calabrie, i calabresi, Editoriale Progetto 2000, Cosenza 2003;
  • L’ebbra passione del ladro, Salvatore Sciascia, Caltanissetta 2004;

Curatele

  • Giuseppe Orioli, In viaggio, Abramo, Catanzaro 1990
  • Paul De Musset, Roma pittoresca, Guida, Napoli 1995;
  • Charles Augustin Sainte-Beuve, Ritratto di Leopardi, Donzelli, Roma 1996;
  • Carlo Cattaneo, Geografia e storia della Sardegna, Donzelli, Roma 1996;

Nota bibliografica

  • È morto a Catanzaro Carlo Carlino. «Il Domani», 1 novembre 2004;
  • La carezza degli amici più cari, «Il Quotidiano della Calabria», 2 novembre 2004;
  • Comune di Cinquefrondi, Convegno Studi, Carlo Carlino un’intellettuale calabrese, 12 novembre 2005;
  • Tommaso F. Pezzano, Omaggio a Carlo Carlino: contributo alla bibliografia degli scritti, Arti poligrafiche Varamo, Polistena 2005; https://www.comune.cinquefrondi.rc.it/citta/arte-e-cultura/personaggi/.
RSS
Twitter
Visit Us
Follow Me
YouTube
Instagram