Carrieri, Giuseppe

Giuseppe Carrieri [San Pietro in Guarano (Cosenza), 25 settembre 1886 – Cosenza, 28 febbraio 1968]


Giuseppe Francesco Maria, così è registrato alla nascita, nasce da Giovanni, proprietario terriero, e dalla gentildonna Felicetta Perfetti. Dopo gli studi fatti nel paese natale e a Cosenza, come solitamente accadeva nelle famiglie cospicue della piccola borghesia, è avviato agli studi universitari di Legge. Si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma. Ancora studente si accosta al futurismo tra il 1909 e il 1910, partecipando all’attività del primo nucleo di poeti futuristi romani assieme a Luciano Folgore, Libero Altomare e Auro D’Alba. Sarà poi per tre anni tra i protagonisti del movimento futurista. Dopo una prima prova poetica di sapore carducciano, nel 1909 pubblica una più moderna raccolta di poesie: Fantasime. Il volume viene inviato a Marinetti, il quale lo apprezza vivamente e apre subito le porte della rivista «Poesia» al giovane autore calabrese, invitandolo a partecipare attivamente al movimento futurista. Carrieri accetta con entusiasmo e partecipa alla celebre «serata futurista» tenuta al Teatro Lirico di Milano il 15 febbraio 1910, declamando la lirica Sul fiume del mondo. II 15 aprile è presente anche al Teatro Mercadante di Napoli per un’altra «serata futurista» con Marinetti, Boccioni, Mazza e Altomare. In quella occasione è sopraffatto dai tumulti del pubblico e non riesce a fare ascoltare una sua poesia in versi liberi. In agosto il suo nome compare in calce al Manifesto del futurismo, ripubblicato da Marinetti in occasione di due «serate futuriste» tenute alla Fenice di Venezia e nella Sala della Gran Guardia a Padova. Nel 1911 il suo nome figura tra i «militanti» del futurismo nell’opuscolo Uccidiamo il chiaro di luna. Nel 1912, Marinetti lo inserisce in una, ormai classica, antologia della poesia futurista, che presenta una prima pattuglia di futuristi «della prima ora» (tredici in tutto). Carrieri vi pubblica la poesia Vittoria! (cfr. Poeti futuristi, Edizioni futuriste di «Poesia», Milano, 1912).
Terminati gli studi universitari, rientra a Cosenza, per esercitarvi la professione d’avvocato, proseguendo anche l’attività letteraria. Nel 1913 dirige il periodico «ll Pensiero Bruzio», che già non reca più tracce della partecipazione al movimento futurista, ma segnala, per contro, il rapido inserimento nell’ambiente politico e professionale cosentino: in occasione delle elezioni politiche del 1913 «ll Pensiero Bruzio» si fa sostenitore della candidatura di Nicola Serra, avvocato radícal-massone, appoggiato dai socialisti, contro il giurista cattolico Bernardino Alimena (lo stesso
Serra, peraltro, avrà contatti col futurismo nel primo dopoguerra).
Nel frattempo il movimento futurista radicalizza la sperimentazione, passando dal verso libero alle «parole in libertà» e alle «tavole parolibere».
II poeta calabrese, che non aveva mai rimosso il suo temperamento sentimentale, né mai aveva rotto i ponti del tutto con una vocazione letteraria classicheggiante e romantica, si allontana irreversibilmente dallo sperimentalismo futurista e finisce col dedicarsi prevalentemente alla professione forense. Verso la fine degli anni Trenta si rifà vivo con Marinetti inviandogli dei sonetti. II fondatore del futurismo gli risponde inviandogli in omaggio il suo volume Il Poema non umano dei tecnicismi(Mondadori, 1940), con la seguente e inequivocabile dedica: «A Giuseppe Carrieri al suo ingegno futurista del Teatro Lirico di Milano perché lo manifesti in parole in libertà e non in sonetti».
Nel secondo dopoguerra torna alla poesia con una produzione lirica dal tono dimesso e denso di echi pascoliani. Tra gli anni Cinquanta e gli anni Sessanta pubblica numerose raccolte di poesie (I sonetti del rosario, Evanescenze, Le canzoni del novilunio, Aria d’ottobre, Già il dominio dell’erta), confermando di aver ritrovato il proprio humus nell’ambiente culturale della provincia calabrese, che lo gratifica nominandolo, nel 1964, presidente dell’Accademia Cosentina.
Collaboratore delle pagine letterarie di diversi quotidiani, fra i quali «Gazzetta del Sud» di Messina e «Corriere di Sicilia», scrisse canzoni e curò anche alcune antologie. Sue poesie furono tradotte in altre lingue e un premio a suo nome fu istituito a Parigi dopo la sua scomparsa avvenuta all’età di 82 anni. Ottenne premi importanti, fra cui il «Matese» (consegnatogli dal presidente del Consiglio Alcide De Gasperi), il «Penna d’oro del Convivio letterario», il «Città di Cosenza» e il «Città di Palermo»). 
Il suo paese natale lo ricorda con la piazza principale intestata a suo nome. (Vittorio Cappelli) @ ICSAIC 2021 – 5 


Opere

  • Tepori e fiamme: odi barbare, La Vita Letteraria, Roma, 1907
  • Fantasime, Editrice La Fiorita, Teramo 1909;
  • Uccidiamo il chiaro di luna!, Edizioni futuriste di «Poesia», Milano 1911;
  • Perdute liriche, Vecchioni, L’Aquila 1920;
  • Sonetti del Rosario, Rinascita artistica, Napoli 1950;
  • Le canzoni del novilunio, Rinascita artistica, Napoli 1954;
  • Evanescenze, Rinascita artistica, Napoli 1953;
  • Aria d’ottobre, Convivio letterario, Milano 1957;
  • Già il dominio dell’erta, Mit, Cosenza 1966.

Nota bibliografica

  • I poeti futuristi, II Parte, Edizioni futuriste di “Poesia”, Milano 1912;
  • Libero Altomare, Incontri con Marinetti e il Futurismo, Ed. Corso, Roma 1954;
  • Pietro De seta, La grande poesia silenziosa. Giuseppe Carrieri, Franco Berardelli, Giuseppe Casalinuovo, Tipografia dell’Orfanotrofio maschile Vittorio Emanuele II, Cosenza 1955;
  • Gaetano Gallo, Futurismo. Oltre all’arte di Boccioni la Calabria ha dato i versi di Carrieri, Scuola poligrafica dell’Orfanotrofio maschile Vittorio Emanuele II, Cosenza 1965;
  • Pietro De Seta, L’Accademia Cosentina, Brenner, Cosenza 1965;
  •  A Giuseppe Carrieri il Premio di poesia città di Palermo, «Cronaca di Calabria», 20 dicembre 1967;
  • Claudia Salaris, Marinetti editore, il Mulino, Bologna 1990;
  • Antonio Piromalli, La letteratura calabrese, 3ª ed., Pellegrini, Cosenza 1996, p. 33;
  • Claudia Salaris, Luciano Folgore e le avanguardie, La Nuova Italia, Scandicci (Fi) 1997;
  • Vittorio Cappelli (a cura di), Futurismo calabrese, Rubbettino, Soveria Mannelli 1997, pp. 112-113;
  • Vittorio Cappelli (a cura di), Calabria futurista 1909-1943, Rubbettino, Soveria Mannelli 2009, pp. 145-146.

Nota archivistica

 

  • Comune di San Pietro in Guarano, Registro delle nascite, atto n. 102, parte I, 1896;
  • Comune di Cosenza, Registro delle morti, atto. n. 111, parte I, 1968.

 

Nota

 

  • Si ringrazia il p.i. Dario Marsico, Ufficiale dello Stato Civile del Comune di San Pietro in Guarano, per la gentile collaborazione.
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