Cavaliere, Alberto

Alberto Cavaliere  [Cittanova (Reggio Calabria), 19 ottobre 1897 – Milano, 7 novembre 1967]

Proveniente da una famiglia agiata di professionisti e proprietari terrieri; il padre Domenico, avvocato, uomo di elevata e solida cultura umanistica, conservatore e tradizionalista in politica, fu consigliere e presidente del consiglio provinciale di Reggio Calabria, la madre, Anna Maria Fonti, di famiglia benestante, era una fervente cattolica. Studiò dapprima nel collegio di Montecassino, da dove a tredici anni fu espulso per aver scritto versi satirici contro i professori; poi proseguì gli studi nel Collegio nazionale di Torino. Si iscrisse controvoglia alla facoltà di chimica dell’Università di Roma ma fu costretto a interrompere gli studi perché chiamato alle armi. Come ufficiale si trovò al comando di una compagnia d’assalto che venne decimata nel corso di un attacco. Questo episodio lo sconvolse al punto da indurlo a porre fine, a qualunque costo, alla vita militare. Durante una visita del generale Diaz si finse pazzo e venne rinchiuso in manicomio dal quale uscì, a guerra finita nel 1918, grazie all’intervento del fratello Francesco che era avvocato, e a condizione, posta dal padre, che si sarebbe laureato e avrebbe accettato il lavoro che gli avrebbe procurato.
Riprese subito gli studi, ma essendo stato bocciato e ridicolizzato sonoramente dal prof. Paternò, ordinario di Chimica generale, più per esigenze mnemotecniche che per spirito goliardico, mise in versi, con rigore scientifico, numerose formule chimiche. Ne nacque un libro famoso, Chimica in versi – rime distillate continuato poi con Chimica organica in versi – rime bidistillate, che, intanto gli permisero di superare brillantemente gli esami e poi ottennero un buon successo tra gli studenti universitari. «Il Messaggero» fece entusiastiche recensioni e il parigino «Le Matin» auspicò una pronta traduzione in francese delle due opere.
Nel 1921 si laureò in Chimica. Lo stesso anno entrò nella compagnia teatrale Palmarini-Capodaglio, che lasciò dopo aver recitato per molte sere sempre la stessa battuta nel Beffardo di Berrini. Nel 1923 iniziò la collaborazione con «Il becco giallo» e con «Il Travaso delle idee»riviste di satira politica e di costume.
In quel periodo conobbe Fania Kauffmann, una ragazza di origine russa, giunta a Roma per studiare scultura con la quale intrecciò un’appassionata relazione e che sposerà nel 1926. Nel frattempo, preso dal demone del gioco d’azzardo, che lo perseguiterà per tutta la vita, sperperò la somma che il padre gli aveva consegnato quale caparra da versare per l’acquisto di una piccola società chimica e solo grazie all’intercessione del suo concittadino Michele Guerrisi, scultore e docente all’Accademia di Belle Arti di Roma, trovò un impiego come pubblicitario giusto per arrotondare le magrissime entrate che arrivano dalle collaborazioni giornalistiche. Dopo un’iniziale infatuazione per l’anarchismo, aderì al Partito Socialista, ma nel 1925 s’iscrisse al Partito Comunista e venne incaricato di svolgere alcune missioni all’estero. Dopo alcuni viaggi in Russia, Turchia, Austria, Germania e in altri paesi, ritornato in Italia, fu assunto come chimico al ministero dell’Aeronautica. Nel 1931 iniziò la collaborazione con la nuova rivista satirica il «Marc’Aurelio», fondato da Oberdan Cottone, fascista della prima ora. Il giornale, che si occupava di satira di costume, usava un linguaggio greve con battute anche volgari e assunse posizioni apertamente frondiste, incontrò il favore del pubblico e ottenne un successo straordinario arrivando a vendere oltre quarantamila copie a numero. Nel 1936 una parte dei redattori del giornale, tra i quali figura Cavaliere, fu licenziata a causa delle ambigue posizioni assunte durante la guerra d’Etiopia e così si convinse a partecipare al concorso indetto dall’EIAR per l’assunzione di alcuni conduttori e programmatori radiofonici. Nell’autunno del 1937 fu assunto alla radio e si trasferì a Milano dove iniziò a collaborare con  la nuova rivista satirica, edita da Rizzoli, «Il Bertoldo».In quello stesso anno pubblicò il suo primo romanzo Quella villa è mia, cui seguiranno Le frontiere dellimpossibile (1944) e Il Megalomane (1946). Spunti autobiografici ed esperienze personali costituiscono la tela di un intreccio avventuroso, gremito di personaggi e denso di episodi comici, a volte grotteschi, altri esilaranti, ma sempre con vivaci e sarcastiche allusioni al regime mussoliniano. Alla radio tenne rubriche quotidiane d’informazione culturale, condusse programmi musicali e organizzò concorsi e quiz a premi, diventando «una voce» conosciuta e apprezzata per la sua affabilità e signorilità. Nel febbraio del 1940 iniziò la collaborazione con la nuova rivista musicale «Il canzoniere della radio», pubblicata dall’Editoriale Campi di Foligno. Dalle pagine di questa rivista, nel 1941, lanciò il primo concorso di bellezza – «La lettrice più bella» – e qualche mese dopo anche la versione maschile: «Il lettore più bello». Il giornale chiuse nel dicembre del 1943 e con l’occupazione tedesca del nord Italia e una conseguente più rigida applicazione delle Leggi razziali, Cavaliere fu costretto a 17 lunghi mesi di fuga e clandestinità fino alla Liberazione. La suocera e la cognata Sofia Schafranov furono deportate ad Auschwitz. Nel 1945 Cavaliere raccolse la testimonianza della cognata, una dei pochi sopravvissuti dalla deportazione, in quello che è in assoluto  il primo memoriale di un reduce di Auschwitz a essere pubblicato in Italia. 
Nel dopoguerra riprese la sua attività alla radio e, quasi per gioco, inventa una rubrica quotidiana, in calce al giornale-radio, in cui commenta, in versi, la notizia del giorno. Radiocronache rimate diventa la trasmissione radiofonica più seguita e l’unica in cui il conduttore gode di un’assoluta libertà di espressione. Nel novembre del 1945 assunse la direzione de Il canzoniere della radio che riprese, con lo stesso editore e con identico formato, quello tascabile, le pubblicazioni. Con il sostegno dell’Editore Campi e delle Messaggerie Musicali organizzò nel 1948 il primo «festival della canzone italiana», che si tenne a Viareggio e l’anno dopo una seconda edizione che si svolse a Forte dei Marmi. L’iniziativa non ebbe successo e la delusione fu forte. 
La collaborazione con l’«Avanti!», avviata già dopo l’8 settembre 1943, lo indusse a chiedere l’iscrizione al Partito Socialista , che reputò più aperto e meno condizionato del Partito Comunista. 
La grande popolarità acquisita da Cavaliere spinse il suo partito a candidarlo nel 1951 al Consiglio comunale  di Milano e due anni dopo alle politiche. Entrambe le candidature si rivelarono vincenti, ottenendo voti di preferenza maggiori di tanti politici di professione. Deputato per il PSI nella legislatura 1953-1958, non perse la sua vena poetica, presentando argute e pungenti interrogazioni parlamentari in versi che, secondo molti, gli costarono la ricandidatura. Conclusa l’esperienza parlamentare, riprese la sua attività alla Radio e intensificò le collaborazioni con l’«Avanti!», «La Stampa» e «Il Corriere della Sera», senza mai abbandonare la passione (o il vizio) della sua vita: il gioco d’azzardo e le scommesse.
Il 30 ottobre 1967, una motocicletta lo travolse a Sanremo. Ricoverato nell’ospedale locale e poi trasferito a Milano, morì la mattina del 7 novembre, dopo una notte passata in rianimazione. Dopo la cremazione, le sue ceneri vennero poste al Cinerario di Levante de Cimitero Monumentale di Milanol , nella tomba 79, che in seguito ospiterà anche le ceneri del figlio Alik, noto artista e docente all’Accademia di Brera.
Il Comune di Milano gli ha intitolato una via, mentre il suo paese natale, Cittanova una piazza e nel 1973 ha commissionato, in sua memoria, una scultura al figlio Alik, ora collocata nella Villa Comunale «Carlo Ruggero». (Antonio Orlando) © ICSAIC

Opere

Poesie e rime

  • Rime distillate (chimica in versi), Giannini, Napoli  1921;
  • Le soste del vagabondo. Versi, Zanichelli, Bologna 1925;
  • Chimica in versi. Inorganica e organica, Mursia, Milano 1926;
  • Chimica in versi (Rime distillate), Zanichelli, Bologna 1928;
  • Chimica organica in versi. Rime bidistillate, Zanichelli, Bologna 1929;
  • La strada sull’abisso. Liriche, Zanichelli, Bologna 1929;
  • Storia Romana in versi, con prefazione di Giuseppe Bottai, Zanichelli, Bologna 1930; Signorelli, Roma 1939; Hoepli, Milano 1961;
  • Chimica in versi. Organica ed inorganica, Umoristi Del Marc’Aurelio, Roma 1935;
  • Reparto agitati. Poemi del tempo perduto, Cappelli, Bologna 1936;
  • L’Abissinia liberata, in collaborazione con Torquato Tasso e altri illustri vati, poemetto burlesco, Tumminelli, Roma 1936;
  • Chimica in versi. Inorganica e organica, Signorelli, Roma 1939;
  • Satire politiche, Sonzogno, Milano 1946:
  • Opere di Alberto Cavaliere. Poesie scelte (1918-1928), Mecenate, Milano 1948;
  • Il piccolo Perrault. Nove fiabe riassunte [in versi], Genio, Milano 1948;
  • Da Cesare a Churchill (Storia d’Inghilterra), Pinetti, Milano 1950; Adiemme, Milano 1965.
  • l soldatino di piombo. Versione poetica, Piccoli, Milano 1951;
  • Poesie socialiste. Epigrammi a tutto spiano dedicati alla D.C. (perché il popolo italiano apra gli occhi e voti P.S.I.), A cura del Partito socialista italiano, Roma 1953;
  • La parola a Alberto Cavaliere, Edizioni Avanti!, Milano-Roma 1953;
  • Radiocronache rimate, Edizioni Radio italiana, Torino 1956;
  • La storia di Milano in sesta rima, Ceschina, Milano 1959;
  • Due lombardi alla prima crociata. Avventure di terra e di mare in venti episodi, Mursia, Milano 1963;
  • Cara mamma. Poesie di tutti i tempi, a cura di, Omnia, Milano 1964;
  • H2O. Chimica in versi, Mursia, Milano 1965;
  • Trattato elementare di metrica e rimario pratico della lingua italiana, Edizioni Saepes, Milano 1966;
  • E vennero i beat, Bietti, Milano 1968.

Romanzi, racconti e saggi

  • Quella villa è mia…, Roma, Vettorini, 1937; Sonzogno, Milano 1942;
  • Le frontiere dell’impossibile, Sonzogno, Milano 1942;
  • I campi della morte in Germania nel racconto di una sopravvissuta, Sonzogno, Milano 1945;
  • Il megalomane, Sonzogno, Milano 1946;
  • Racconti da Goldoni, Genio, Milano 1952.

Nota bibliografica

  • Lucio D’Ambra, Introduzione a Alberto Cavaliere – Poesie scelte (1918-1928), Mecenate Edizioni, Milano 1948.
  • In morte di Alberto Cavaliere, «La Stampa», 8 novembre 1967.
  • È morto il geniale poeta de “la chimica in versi”,  «Corriere della sera», 8 novembre 1967.
  • Arturo Zito de Leonardis, Cittanova di Curtuladi, Mit, Cosenza 1986.
  • Fania Cavaliere, Il Novecento di Fanny Kaufmann, Passigli Editore, Bagno a Ripoli (FI) 2012;
  • Alik Cavaliere, Taccuini (1960-1969), a cura di Elena Pontiggia, ABScondita, Milano 2015;
  • Antonio Orlando, Un Cavaliere errante alla Radio (1938-1954), in Introduzione ad Alberto Cavaliere, a cura di Tonino Raso, Amministrazione Comunale Cittanova, Polistena 2019.

Nota archivistica

  • Camera dei Deputati, Archivio Storico, Repubblica, Deputati, II Legislatura.
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