Giacomantonio, Giuseppe

Giuseppe Giacomantonio [Cosenza, 1 maggio 1905 – 28 marzo 1978]

Primogenito di Stanislao, noto musicista cosentino, e di Teresina Morrone, cresce in un ambiente familiare che asseconda e favorisce la sua precoce inclinazione artistica. La partenza per il fronte del padre, suo primo insegnante di pianoforte, interrompe temporaneamente le lezioni: prosegue gli studi da autodidatta, cimentandosi anche nella composizione, come testimoniato da scambi epistolari col genitore lontano. A guerra ultimata, riprendono a ritmo serrato tra i due le lezioni di strumento, armonia, contrappunto e fuga.
Nel novembre del 1922 collabora come maestro accompagnatore al pianoforte nella rappresentazione dell’opera paterna La Leggenda del Ponte, presso il Teatro Càrcano di Milano. La morte prematura del padre appena un anno dopo e la conseguente improvvisa indigenza della famiglia gravano sul giovane musicista, chiamato a sostituire il genitore nella Cattedra di musica e canto corale presso la Scuola Normale di Cosenza negli anni 1923-1924. Non tralascia intanto la conclusione dei propri studi: diciannovenne, consegue il Diploma di Pianoforte presso il Conservatorio di S. Cecilia a Roma, sotto la guida di Ottorino Respighi. Riconosciutone il non comune talento, il maestro lo introduce negli ambienti artistici capitolini, dove Giuseppe entra in contatto con esponenti musicali di spicco dell’epoca, quali Domenico Alaleona, il cosentino Alfonso Rendano, Don Lorenzo Perosi. La necessità di garantire una stabilizzazione economica alla famiglia lo convince però a tornare a Cosenza e a proseguire nell’attività didattica, che conduce parallelamente ai propri studi volti alla riscoperta del patrimonio musicale degli ultimi tre secoli.
Nel 1928 consegue presso il Conservatorio S. Cecilia l’abilitazione all’insegnamento di Musica e Canto corale, titolo col quale ottiene la Cattedra presso l’Istituto Magistrale «Lucrezia Della Valle» – già Scuola Normale – della sua città. La feconda vocazione all’insegnamento si rivela in questi anni anche attraverso la formazione di complessi corali educati all’esecuzione di brani poco noti tratti dalla grande tradizione polifonica dal XVI al XIX secolo. La particolare cura che pone nella realizzazione e nell’interpretazione di tali concerti ne accresce la fama, realizzando il fine del musicista promotore: rendere la musica mezzo di divulgazione e «fattore educativo» è la questione che emerge sin dal titolo di un suo articolo eccezionalmente precorritore dei tempi nell’invocare un impegno economico da parte dello Stato, in modo da rendere la musica patrimonio universale e efficace mezzo formativo.
Il matrimonio con la pianista Chiara Fossella, celebrato a Cosenza il 15 ottobre 1930, e la nascita del primogenito Stanislao nel 1932 coronano una stagione feconda anche sotto il profilo compositivo, per l’attività concertistica in formazioni cameristiche e di direttore d’orchestra nel teatro cittadino. La mancata iscrizione al Partito Nazionale Fascista gli impedisce, nel 1934, di partecipare al Concorso Nazionale per la docenza di Armonia nei Conservatori italiani: circostanza che non scalfisce tuttavia la crescente fama e i riconoscimenti tributatigli dalle autorità locali per la sua attività professionale. Attivo nel campo dell’etnomusicologia, disciplina ai suoi albori in quegli stessi anni, conduce sistematiche ricerche sul ricco patrimonio musicale folkloristico calabrese, cogliendone le peculiarità mediterranee: esito dei suoi studi è la raccolta di un centinaio di canti popolari trascritti ed elaborati per voci miste o femminili.
Nel 1939 la sua «Centuria Corale di Cosenza», la formazione creata nei suoi anni d’insegnamento, vince il primo posto in un concorso nazionale a Roma. Nello stesso anno l’imponente concerto corale richiestogli a Cosenza in occasione di un’importante manifestazione patriottica riscuote notevole successo, nonostante il rifiuto a indossare segni di appartenenza al Partito Fascista. Durante il secondo conflitto mondiale si trasferisce con la famiglia a Piane Crati, piccolo paese alle pendici della Sila: la scelta li salva dal bombardamento su Cosenza, durante il quale va distrutta insieme a una porzione della loro casa anche larga parte dell’opera paterna, che Giuseppe provvede da quel momento a recuperare e a completare. Nei difficili anni del dopoguerra programma la pubblicazione di suoi lavori teorici e di carattere didattico. In assenza di case editrici locali, crea la «Edizioni Musicali GIP», iniziali che uniscono il suo al nome di due amici coinvolti, quindi in maniera autonoma fonda le «Edizioni Musicali Fossel» dal nome della moglie, dedicate alla pubblicazione della sua copiosa produzione di musica leggera. Anche in questo caso dimostra una notevole capacità di capire il suo tempo, anticipandone mode e tendenze. Oltre trecento canzoni edite e incise travalicano i confini nazionali, vengono eseguite anche in America, vincono concorsi, offrono una panacea alla gente che desidera solo dimenticare gli orrori della guerra.
Compositore eclettico, tra il 1946 e il ‘47 arricchisce di due importanti composizioni sacre il suo catalogo: la Messa in Fa maggiore, composta per le nozze del fratello Remo, e l’Oratorio a S. Caterina da Siena, eseguito nel 1980 in occasione di un concerto postumo. Nel luglio 1970 gli viene affidata la direzione del neo istituito Conservatorio di musica, intitolato al padre: forte dell’esperienza maturata alla guida del Liceo Musicale da lui fortemente voluto e creato, si adopera per realizzare tutte le condizioni necessarie, in primo luogo logistiche, per il difficile avvio dei primi anni scolastici. Nel quinquennio sotto la sua direzione, l’istituto diventa centro di formazione musicale per centinaia di allievi, come testimoniato a più riprese da servizi televisivi e giornalistici dedicati. Stroncato da un ictus cerebrale il 28 marzo 1978, è omaggiato dalla sua città natale con vari concerti commemorativi, oltre che con diversificate iniziative anche in provincia volte a perpetuarne la memoria. (Tiziana Affortunato) © ICSAIC

Nota bibliografica

  • Aldo e Remo Giacomantonio, Stanislao Giacomantonio, Edizioni Periferia, Cosenza 1990;
  • Giuseppe Giacomantonio. Una vita per la musica, Catalogo a cura di Emilio Vigna ed Elvira Graziani, Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, Biblioteca Nazionale di Cosenza [s.d.];
  • Giuseppe Giacomantonio, in Dizionario Enciclopedico Universale della Musica e dei Musicisti, a cura di Alberto Basso, UTET, Torino 1998, ad vocem.

Riferimenti archivistici      

  • Biblioteca Nazionale di Cosenza, sez. Musica, «Fondo Giacomantonio»
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