Giacomantonio, Stanislao

Stanislao Giacomantonio [Cosenza, 24 marzo 1879 – 26 novembre 1923]

Penultimo di undici figli, nasce da Pasquale, persona di agiata condizione sociale, e da Rosina Salerno, nobildonna cosentina. Mostrando sin dalla più tenera età una particolare predisposizione all’arte dei suoni, a sette anni riceve regolari lezioni di pianoforte e di teoria e solfeggio dall’organista del locale Convento di S. Francesco d’Assisi. Dopo due anni muore la madre che più di ogni altro aveva riconosciuto da subito e incoraggiato le potenzialità artistiche del figlio. Costui prosegue con tenacia gli studi intrapresi e a soli dodici anni entra come violino di fila nell’orchestra cittadina. Allievo di Composizione presso il Conservatorio “S. Pietro a Majella” di Napoli appena tredicenne, ivi consegue il diploma nel 1903, ottenendo gli encomi di Giuseppe Martucci, presidente della Commissione, per il talento rivelato nella scena lirica per soprano e orchestra Fiore d’Oblìo, presentata come prova d’esame.
Gli anni di studio napoletani, funestati dalla prematura morte del padre, sono già caratterizzati da una prolifica produzione musicale, per lo più costituita da liriche per voce e pianoforte, ma anche da brani per varie formazioni cameristiche e trascrizioni di capolavori musicali del passato. Il biennio 1903-1905 è caratterizzato da lieti eventi familiari – il matrimonio con l’ex allieva Teresina Morrone e la nascita del primogenito Giuseppe – e dalla realizzazione, insieme ad altre composizioni di minore ampiezza, di due partiture operistiche: il dramma lirico in due atti La Venere di Scauro, su testo di Domenico Milelli, e Fior d’Alpe, opera lirica in seguito denominata La leggenda del ponte. Quest’ultimo titolo in particolare segna l’avvio della feconda collaborazione artistica con il poeta Filippo Leonetti.
Nonostante i tentativi, frustrati dalla resistenza degli editori, di ottenere a Milano una rappresentazione delle sue opere, tra il 1907 e il 1908 compone la sua terza opera lirica, su libretto di Filippo Leonetti: Quelle signoreriprende il soggetto “scabroso’ di un romanzo di Umberto Notari incentrato sul tema della prostituzione. Negli stessi anni svolge una intensa attività didattica: Direttore tra il 1904 e il 1910 della «Scuola di Corda e di Canto Corale» istituita a Cosenza su sua proposta, presso i locali del citato Convento S. Francesco d’Assisi, nel 1913 consegue presso il Conservatorio «Vincenzo Bellini» di Catania l’abilitazione all’insegnamento della Musica e del Canto Corale, grazie alla quale ottiene la titolarità nella omonima cattedra presso la città natia. Il 5 maggio dello stesso anno Fior d’Alpe viene rappresentata al Teatro Comunale di Cosenza: l’eco del successo convince l’editore milanese Sonzogno a pubblicare l’opera e a promuoverne ulteriori allestimenti.
A causa dell’avvicendarsi degli eventi bellici, tuttavia, il musicista, richiamato alle armi dal maggio 1915 fino al marzo 1919, vede defilarsi da parte di Casa Sonzogno l’impegno contrattuale stipulato anni prima, a causa delle mutate condizioni economiche del dopoguerra. A seguito di una causa intrapresa e vinta dal compositore nel 1921, l’editore suo malgrado inserisce La leggenda del ponte nel cartellone del Teatro Càrcano di Milano: l’opera riscuote lusinghieri consensi di pubblico e critica. Sembra l’avvio di una nuova, promettente fase della carriera di Stanislao, ma la morte lo coglie dopo breve malattia il 26 novembre 1923. 
Al primogenito Giuseppe si deve la prima iniziativa di recupero del materiale documentario paterno, in larga parte andato distrutto sotto le macerie della seconda guerra mondiale. Nel 1965 lo stesso Giuseppe promuove l’istituzione a Cosenza di un Liceo Musicale a nome del padre. L’anno seguente l’amministrazione comunale dedica una strada alla memoria del musicista. Nel 1970 il neo istituito Conservatorio Statale di Musica prende il suo nome: ormai in moto, dopo mezzo secolo di oblio, la macchina delle celebrazioni ufficiali promuove tra l’altro la rappresentazione, il 9 novembre 1978, presso il Teatro Rendano, di La leggenda del Ponte e di Quelle signore, quest’ultima in prima assoluta. Entrambi i lavori sono significativi della «magnifica natura di compositore, e particolarmente di operista» del loro autore, nella definizione data dal direttore d’orchestra Ottavio Ziino. (Tiziana Affortunato) © ICSAIC

Nota bibliografica

  • Aldo e Remo Giacomantonio, Stanislao Giacomantonio, Edizioni Periferia, Cosenza 1990;
  • Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, Biblioteca Nazionale di Cosenza, Stanislao Giacomantonio musicista calabrese, La Mongolfiera, Doria di Cassano 1997;
  • Stanislao Giacomantonio, Filippo Leonetti, La leggenda del ponte, a cura di E. De Luca, Pellegrini, Cosenza 2009.

Riferimenti archivistici                 

  • Biblioteca Nazionale di Cosenza, sez. Musica, Fondo Giacomantonio.
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