Giuliani, Lucantonio

Lucantonio Giuliani Rogliano (Cosenza), 1 giugno 1871 – 3 febbraio 1943]

Figlio di Giuseppe, esponente di una famiglia di falegnami-ebanisti, e di Maria Antonia Spadafora, frequentò l’Università di Napoli, divenendo maestro di scuola elementare. 
Il 21 settembre 1911 prese in sposa Maria Felicia Scaramuzza che morì il 28 novembre 1933; così “don Luca” sposò in seconde nozze Antonia Valente, dalla quale ebbe tre figli: Renato, Anna e Domenico.
Insegnò per lungo tempo in vari paesi della provincia di Cosenza, ma soprattutto a Rogliano, dove si distinse anche per la forte difesa della scuola pubblica, criticando quelle private e clericali. «Qui, da molto tempo – scrisse su «Il Frustino» nel 1904 – c’è un certo numero di scuole private. Richiamiamo l’attenzione delle autorità perché pensino al più presto possibile ad evitare e guarire questa profonda piaga che pur troppo perdura ancora con grave danno di tante tenere esistenze. Diciamo lo stesso per i circoli clericali infantili che stanno qui istituiti da più tempo dai preti non si sa a quale mira politica».
Amante delle Lettere, ma di interessi multiformi, fu anche giornalista, pubblicista, tipografo e musicista. 
Di orientamento laico, fondò il giornale «Il Frustino» che visse, seppure con periodicità discontinua, per oltre venti anni; un foglio molto critico e polemico, che animò il dibattito sociale, politico e amministrativo a Rogliano e nei paesi della Valle del Savuto, tra età giolittiana e fascismo. Il giornale iniziò le pubblicazioni nel 1904 allorché nel collegio di Rogliano si candidò l’avvocato Luigi Fera, nativo della vicina Cellara, di cui fu grande amico e sostenitore, a volte critico.
Durante la competizione elettorale del 1909, che vide nel collegio di Rogliano contrapposti Luigi Fera e Cesare Gagliardi, Lucantonio Giuliani censurò i comportamenti facinorosi che la caratterizzarono.
«Certi sedicenti capipopolo di questo nostro comune – scrisse al sindaco di Rogliano – commisero, ieri, quanto d’incivile e d’inumano si poteva da tutta una folla d’incoscienti provocata da essi. Si commisero oscenità innominabili; si arrivò persino a lanciare fango in faccia al povero Dott. De Simone; e non Le dico nulla di quanto commisero al Dott. Gagliardi»  (…) che «era arrivato qui ieri mattina accompagnato dai suoi amici; egli stava per entrare dal Dott. Costanzo allorché tutta una falange di spostati gli si parò innanzi quasi per aggredirlo, mentre egli umilmente si era cavato il cappello salutando quella folla istigata a delinquere da alcuni che non dovrebbero osare nemmeno di accostarsi alla gente onesta! Anch’io sono un avversario del Signor Gagliardi; nessuno più di me lotta contro di lui; ma la mia lotta non è lotta incivile, la mia intenzione è conciliativa, calma, serena, che vuol vincere, si, ma onestamente e non già con la forza brutale».
Nella sua vita ultraventennale «Il Frustino», che spesso cessava le sue pubblicazioni al termine delle campagne elettorali, riportò differenti complementi di testata. 
Fu stampato in diverse tipografie, ma anche nella piccola stamperia che poco prima del 1910 il Giuliani realizzò nella propria abitazione e che in diverso tempo nominò «Tipografia Moderna di Luca Giuliani»; «Tipografia del Frustino». Probabilmente tale tipografia, insieme al giornale, ebbe un fermo durante la prima guerra mondiale e riprese nel 1922.
Della riapertura della sua stamperia e della ripubblicazione del giornale, Lucantonio Giuliani, il 14 maggio 1922, informò il sindaco di Rogliano, quale autorità di pubblica sicurezza, specificando che il giorno successivo egli «riprenderà la  pubblicazione del suo periodico “Il Frustino”, riassumendone la Direzione responsabile, il quale continuerà all’uopo ad essere stampato, in formato grande, con la tipografia del Sig. Raffaele Riccio, a Cosenza, e, con la suddetta piccola tipografia, in supplementi mensili che potranno diventare settimanali e quotidiani, riportanti per testata “Il Frustino cartolinato!; Abbonamento annuo, a generosità». 
Nella tipografia realizzata nella propria abitazione furono stampati anche bollettini elettorali, opuscoli, cartoline e manifestini vari. 
Di forti sentimenti patriottici e monarchici, fu tra i fondatori del fascio di Rogliano, la cui costituzione avvenne il 3 settembre 1922 nel locale teatro “G. Garibaldi”, alla presenza di Luigi Filosa che lo stesso “don Luca” presentò al pubblico. Della manifestazione fascista il Giuliani pubblicò un dettagliato resoconto sul giornale «Cronaca di Calabria» del 10 settembre 1922.
Nell’ultimo periodo di pubblicazione (maggio-luglio 1927) il giornale, scritto a mano e ciclostilato in proprio, riportò come sottotestata l’espressione «Bollettino quindicinale fascista del Collegio elettorale di Rogliano Calabro» e, accanto, il simbolo del fascio littorio. 
Sempre più in polemica con le autorità del fascio locale e provinciale, “don Luca” fu espulso dal partito e, dopo qualche tempo, costretto a bere l’olio di ricino; cosa che nel paese fece grande clamore e che, soprattutto, provocò la durissima reazione del fratello Salvatore il quale, minacciando con una rivoltella il responsabile dell’affronto, lo costrinse a prendere la purga, dopodiché si diede latitante sino a quando riuscì ad emigrare in America, a New York. 
Ritiratosi a vita privata, morì nella sua Rogliano all’età di 72 anni. (Leonardo Falbo) © ICSAIC 2021 – 03

Opere

  • Voci al deserto (Autodifesa), Tipografia di Francesco Patitucci, Castrovillari 1900;  
  • Sulle rive del Busento: mazurka per pianoforte, Venturini, Firenze 1900;
  • L’Epopea del Golgota, Tipografia della “Lotta”, Cosenza 1905;
  • Il più breve e facile metodo per accordare il pianoforte da sé stessi, Tip. del Frustino, Rogliano 1910;
  • Il nuovissimo registro unico per l’applicazione della Pedagogia scientifica nella scuola primaria, Tip. del Frustino, Rogliano 1910;
  • Verso la pace mondiale. Ai potenti del Mondo e ai Benemeriti dell’Umanità, Tip. Editrice di Raffaele Riccio, Cosenza 1923.

Scritti introvabili

  • La epopea del Golgota. Saggio di critica letteraria, opuscolo;
  • Piccole prose, op. 
  • La donna nell’educazione dell’uomo, op.
  • Educazione collegiale, op.
  • Nei regni della Morte, volume
  • Anime in pena, vol.
  • I gravissimi danni della promozione senza esami nelle scuole primarie e secondarie in Italia, op.
  • Un ventennio della funzione ispettiva nelle scuole primarie in Italia: rivelazioni d’un maestro, op.
  • La strage degl’innocenti, dramma in 5 atti.

Nota bibliografica 

  • «Il Frustino», annate varie;
  • Leonardo Falbo, Fascismo e antifascismo in Calabria. Il caso di Rogliano, Edizioni Orizzonti Meridionali, Cosenza 1995;
  • Leonardo Falbo, Il “Frustino” di Don Luca, «Confluenze» (Marzi), I, 2, maggio-agosto 2013, pp. 19-23;
  • Camillo Giuliani, Il maestro e l’emigrante, in Tommaso Scicchitano, Sacro fuoco. Storie di libertà di stampa, Pellegrini, Cosenza 2014.

Nota archivistica

  • Archivio Comune di Rogliano, Lettera di Luca Giuliani al Sindaco di Rogliano, 4 marzo 1909.
  • Ivi, Lettera di Luca Giuliani al Sindaco di Rogliano, 14 maggio 1922.
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