Palaia, Nicola

Nicola Palaia [Gioiosa Jonica (Reggio Calabria), 27 settembre 1874 – 1 dicembre 1965]

Insieme a Vincenzo De Angelis, Francesco Malgeri, Francesco Montagna, Giovanni Sculli, Eugenio Bova, Benvenuto Lucà, Tiberio Evoli, Gerardo Brundy e molti altri, tra Ottocento e Novecento fu tra i primi sostenitori del socialismo nel circondario di Gerace e in provincia di Reggio Calabria, facendosi promotore dell’apertura di molte sezioni socialiste.
Figlio di Francesco e Maria Teresa Lucà, modesti proprietari terrieri e commercianti all’ingrosso di generi alimentari, frequentò le scuole elementari a Gioiosa Jonica.
Successivamente si trasferì a Napoli per continuare gli studi; nella capitale partenopea frequentò le scuole superiori e l’Università, laureandosi in lettere classiche. Fu proprio durante gl studi universitari che si avvicinò alle idee socialiste e conobbe quelli che sarebbero stati i compagni di tante battaglie politiche.
Tornato nella natia Gioiosa si fece promotore e divulgatore dell’ideale socialista; a tal fine, insieme a Benvenuto Lucà, Rocco e Francesco Ieraci, fondò un circolo filologico con chiari intenti politici e di diffusione del socialismo.
A contatto con le classi meno abbienti, conobbe la miseria in cui versavano a causa di uno sfruttamento sconsiderato come annotava nel 1898 in un suo diario. In quell’anno, Palaia fu condannato per aver festeggiato il 1° maggio, festa dei lavoratori e nel dicembre successivo, ancora studente universitario, insieme a Benvenuto Lucà studente universitario, a Vincenzo Correale possidente, al notaio Luigi Salerno, tutti di Gioiosa Jonica, e a Raffaele Montagna di Siderno, tutti di tendenze socialiste e repubblicane, su iniziativa di Antonio Renda di Catanzaro, raccolsero firme a favore di una petizione per la scarcerazione di coloro che erano stati arrestati nel mese di maggio di quell’anno, tra cui vi erano Vincenzo De Angelis di Brancaleone, studente in medicina, Antonino Gatto e Santo Romeo di Bovalino.
Nel 1900, insieme agli altri promotori del circolo filologico gioiosano e al socialista Antonio Renda venne imputato di disobbedienza alle leggi dello Stato, di incitamento all’odio fra le classi sociali e di propaganda sovversiva; per questi reati venne processato dal Tribunale di Gerace, ma venne prosciolto insieme ai suoi compagni, sia nel giudizio di primo grado che nel giudizio di appello, per non aver commesso i reati contestati.
Nel 1903, nel corso del terzo congresso regionale socialista, tenutosi a Roccella Jonica, presentò nell’ordine del giorno la proposta di soppressione dei due periodici socialisti La FrustaLa Lucee la creazione di un unico periodico socialista provinciale: La Lotta. L’anno dopo promosse la costituzione di un comitato socialista jonico. 
In quegli anni alternava l’attività politica con l’insegnamento. Innamorato della cultura classica, impartiva lezioni gratuite ai figli delle persone meno abbienti, desiderosi di uscire dall’ignoranza e dalla miseria, e di elevarsi nella scala sociale sia moralmente che materialmente.
Si iscrisse nuovamente all’Università di Napoli intorno al 1910 alla facoltà di filosofia ed ivi il 22 luglio 1914 conseguì la sua seconda laurea; nello stesso anno entrò a far parte della loggia massonica “Giuseppe Mazzini” di Napoli.
Nel settembre del 1911, al IV Congresso Operaio Calabrese tenutosi a Siderno, Nicola Palaia partecipò attivamente con una relazione su Il proletariato del Mezzogiorno e la riforma elettorale. Nel 1912 risultava tesserato e iscritto nella sezione socialista di Brancaleone, ricostituita proprio in quell’anno su iniziativa di Vincenzo De Angelis.
Prima dello scoppio della prima guerra mondiale si dichiarò neutralista, ma una volta scoppiato il conflitto bellico fu chiamato alle armi e partecipò con il grado di sottotenente nel 62° fanteria. Finita la guerra, in occasione dell’armistizio scrisse un interessante articolo dal titolo La Pace dei popoli.
Dopo la guerra, tornato a Gioiosa, si spostò a Siderno, dove riprese a insegnare nella scuola tecnica “Paolo Romeo”, la cui istituzione era stata proposta anche dal Palaia negli anni precedenti la guerra.
Il 18 aprile del 1920, riuniti i socialisti gioiosani intorno alla Bandiera Rossa, conservata e portata da Domenico Palmieri, dopo le fotografie di rito Nicola Palaia dichiarò ricostituita la sezione socialista di Gioiosa, della quale venne eletto segretario Domenico Scarfò.
La sezione, su suo impulso, si rese subito attiva e promosse un convegno socialista con le altre sezioni del circondario a Marina di Gioiosa Jonica, in occasione della festa del 1° maggio del 1920; a tal fine, Nicola Palaia, con un comizio tenuto in piazza Plebiscito, pubblicizzò l’evento.
Il movimento socialista del circondario geracese, che nei primi anni del 1920 aveva ormai raggiunto una considerevole diffusione sul territorio, grazie alla presenza di varie sezioni, circoli operai, società cooperative e di consumo e leghe di lavoratori, ebbe in Nicola Palaia un punto di riferimento. Egli, con i rappresentanti di spicco del socialismo jonico, Vincenzo De Angelis, Francesco Malgeri, Eugenio Bova, Luigi Macrì, Francesco La Torre, Giuseppe Galea, Salvatore Cupido, Nicola Del Pozzo, Giovanni Sculli, Aurelio D’Amico, Leopoldo Papalia e tanti altri, al fine di coordinare nel migliore dei modi l’attività delle sezioni socialiste joniche per una più efficace attività sul territorio, pensò di costituire una Federazione Socialista Circondariale, anche per seguire le indicazioni che il partito socialista si era dato dopo il congresso di Bologna e per propagandare l’idea in maniera più efficace. A tal fine, il 25 marzo 1920, nei locali della sezione socialista di Siderno Marina si tenne un convegno di tutte le sezioni socialiste del circondario geracese, presidente Francesco Malgeri e segretario Giuseppe Galea; nel corso della riunione, una volta costituita la Federazione Circondariale Socialista, su proposta del prof. Nicola Palaia venne altresì approvata la pubblicazione del settimanale Il Gazzettino Rosso, quale organo ufficiale della costituenda Federazione Socialista Circondariale, che apparve in occasione del 1° maggio 1920, stampato dallo Stabilimento Tipografico Calabrese di G. Riso, con sede in Siderno in quattro pagine su carta rossa.
Accanto all’attività politica Palaia continuò anche quella di insegnante. Dal 1919 al 1921 insegnò all’Istituto Educativo Femminile di Siderno, dove furono apprezzate le sue qualità umane, morali e di educatore, come si evince da una lettera inviatagli dalle sue alunne. Dal 1921 al 1922 fu direttore della scuola tecnica “Paolo Romeo” di Siderno. E il 3 novembre del 1922 ricevette un incarico annuale presso il Regio Ginnasio Locridi Gerace Marina per insegnare materie letterarie.
Buon letterato, così come lo erano altri illustri socialisti jonici suoi contemporanei, nel corso del 1922 diede alle stampe il saggio pedagogico L’Obbedienza, che dedicò all’amico filosofo Antonio Renda, definito dal Palaia «grande continuatore del pensiero filosofico calabrese». Nello stesso 1922 compose una grammatica greca per il Ginnasio che stava per pubblicare.
Con l’avvento del Fascismo fu costretto ad allontanarsi da Gioiosa e da Siderno, in quanto mal visto per le sue idee socialiste che sempre professate senza paura (subì anche bastonature da picchiatori fascisti), come attestato nel 1925 dalla Prefettura di Reggio Calabria. Nonostante ciò, il commissario prefettizio di Siderno, Mariano Aprea, proprio quell’anno, lo propose nuovamente come direttore della scuola tecnica “Paolo Romeo”.
Nel 1927 si trovava a Cinisi (Palermo), in qualità di preside dell’Istituto di Cultura “G. Meli”. Successivamente si trasferì a Castrovillari, dove insegnò dal 1929 al 1931. Da lì passò a Napoli e quindi a Roma dove rimase sino allo scoppio della seconda guerra mondiale e dove fu nominato socio della Pontificia Accademia Tiberina.
Nel dopoguerra, precisamente nel 1948, il Partito Socialista che non lo aveva dimenticato, dopo il 27° congresso del Partito svoltosi a Genova dal 27 giugno al 1 luglio 1948, lo chiamò a far parte della direzione nazionale.
Trascorse i suoi ultimi anni nella sua Gioiosa Jonica, dove si spense nel 1965. Lasciò la sua ricca biblioteca alla biblioteca comunale di Siderno, costituita poco tempo prima su proposta di Benito Amore e su iniziativa di Armando La Torre, suo ammiratore e allievo. (Domenico Romeo) © ICSAIC 2019

Riferimenti bibliografici

  • Giuseppe Masi, Socialismo e Socialisti in Calabria (1861-1914), SEM, Salerno-Catanzaro 1981;
  • Gaetano Cingari, Il partito socialista nel reggino 1888-1908, Laruffa, Reggio C. 1990; 
  • Giuseppe Errigo, Protagonisti del Novecento Jonico, vol. I, AGE, Ardore Marina 1994;
  • Enzo D’Agostino, “Il Gazzettino Rosso”, settimanale socialista di Siderno (1020-21), in Francesco Malgeri e la lotta per la democrazia nella provincia di Reggio Calabria, Quaderni dell’Icsaic, Fratelli Gigliotti Editori, Lamezia Terme 1995;
  • Luigi Vento, Siderno 1919-1945 – Cicli amministrativi, vicende personaggi – vol. II, Arti Grafiche, Napoli 1997;
  • Pantaleone Sergi, Stampa e fascismo in Calabria: quei giornali morti di regime, «Incontri Mediterranei», 2, 2000;
  • Domenico Romeo, Il Socialismo nel Circondario di Gerace in Calabria. Dalle origini all’avvento del Fascismo, AGE Ardore, 2003; 
  • Id., Nicola Palaia. Un socialista d’altri tempi, Premessa in Nicola Palaia, L’Obbedienza, ristampa, FPE, Locri 2006.
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