Palma, Luigi

Luigi Palma [Corigliano Calabro (Cosenza), 19 luglio 1837– Roma, 3 gennaio 1899]

Nacque da Pietro Paolo e da Maria Teresa Palopoli, in una famiglia della media borghesia. Il padre, piccolo proprietario terriero, gli garantì una vita decorosa, avviandolo ai primi studi in loco, sotto la guida del maestro don Giovanni Cirone, dal quale apprese il latino, il greco, la matematica e l’italiano. Nella sua città seguì, ancora giovanissimo, anche gli insegnamenti di Berardino Bombini, il più famoso e stimato avvocato di Corigliano nella prima metà dell’Ottocento. A sedici anni, incoraggiato da Bombini, si trasferì a Napoli per affinare la propria formazione letteraria e iniziare gli studi giuridici.
«A Napoli frequentò la scuola di un prete calabrese, Giuseppe Lamanna, allievo di Basilio Puoti, presso la quale apprese a curare la forma dei suoi scritti. Qui inoltre studiò diritto e storia, e in particolare diritto pubblico ed economia politica» (Mingrone). Da autodidatta, inoltre, imparò l’inglese, il tedesco, lo spagnolo, il portoghese. Si laureò in legge a vent’anni nel 1857, rimanendo a Napoli fino al 1860, senza alcun proponimento di applicarsi all’esercizio dell’avvocatura.
Durante il periodo napoletano ebbe modo di stringere rapporti di collaborazione con il giurista Pasquale Stanislao Mancini, docente all’Università di Napoli, e con Ruggero Bonghi, statista e uomo politico napoletano. Nel 1860 prese parte a un concorso per un impiego governativo e, dopo averlo superato, fu nominato «controllore interino per le contribuzioni dirette» a Vasto degli Abruzzi, e poi controllore effettivo nel luglio 1862. Mantenne quell’impiego solo due anni «perché avendo approfondito gli studi di economia politica e di diritto pubblico, si sentiva sprecato per quell’incarico, e perciò decise di abbandonarlo e di dedicarsi all’insegnamento» (Mingrone).
Alla fine del 1862, vincitore di concorso, ebbe l’incarico  per l’insegnamento di economia politica e diritto amministrativo, diritto e storia commerciale, nell’Istituto Tecnico di Bergamo, dove divenne titolare nel dicembre 1863 e poi preside, incaricato nel 1869, titolare nel 1871. Nel periodo del suo insegnamento a Bergamo, scrisse e pubblicò due opere che gli diedero fama nazionale, ponendolo all’attenzione degli ambienti universitari italiani: Del Principio di nazionalità nella moderna società europea (1867) «un’opera che dimostra ampia cultura e si può definire interdisciplinare e volta all’approfondimento delle scienze politiche sul piano interno e internazionale» (Lanchester),  e  Del potere elettorale negli Stati liberi (1869), in cui «esamina in modo approfondito un tema tipicamente costituzionalistico, ponendo sulla funzione elettiva il fondamento degli ordinamenti costituzionali contemporanei» (Lanchester).
Nel 1872 e nel 1873 la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma lo  propose a voti unanimi a professore di Diritto costituzionale in quell’Ateneo; ma essendo quel posto ambito da un gran numero di persone influenti, il Ministero della P.I. lo mise a concorso, e Palma, superando tutti i concorrenti, nell’ottobre del 1874 ottenne quella cattedra come professore straordinario. Nel 1878 divenne il primo docente ordinario di diritto costituzionale dell’Università di Roma. Due anni prima Pasquale Stanislao Mancini, chiamato al Ministero di Grazia e Giuistizia, volle che Palma occupasse, inoltre, la cattedra di Diritto Internazionale; e fu confermato in tale incarico fino al 1878. Molte volte il Ministero di Grazia e Giustizia «richiese l’opera del Palma per lo studio e la compilazione di progetti di legge, tra cui quello sulla Riforma elettorale a scrutinio di lista, per incarico  del presidente del Consiglio dei Ministri Agostino De Pretis» (Grillo).
Nel 1877-78 pubblicò un  Corso di Diritto Costituzionale in due volumi, poi ampliato e ristampato in una seconda (1880-81) e in una terza edizione (1884-85), un’opera che servì da base e guida a quasi tutti gli studiosi che successivamente si cimentarono nella composizione di opere organiche di diritto pubblico e amministrativo. Quegli stessi anni sono caratterizzati da un susseguirsi di saggi e articoli pubblicati sulle più importanti riviste italiane quali «Nuova Antologia»,  «Rassegna di Scienze sociali», «Rivista contemporanea», «Il Politecnico».
Nel 1879, ormai in età matura, sposò la romana Elena Bolasco, con la quale trascorse una vita serena , anche se non ebbe quei figli che tanto desiderava.
Negli anni 1884-1886  gli fu affidato l’incarico di insegnare materie pubblicistiche (diritto internazionale e costituzionale) all’erede al trono d’Italia, Principe di Napoli, futuro re Vittorio Emanuele III. A ricordare questo particolare della sua vita è anche Gioacchino Volpe, in un suo saggio sul sovrano sabaudo («Gli fu maestro Luigi Palma, celebrato scrittore di materie costituzionali, con spiccati orientamenti liberali»).
Nel 1886 fu nominato preside della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma e membro del Consiglio Superiore dell’Istruzione Pubblica su designazione delle facoltà giuridiche del Regno.
Nonostante  i prestigiosi incarichi che fu chiamato a ricoprire, non dimenticò la Calabria e mantenne saldi i contatti con la terra natia, collaborando ai giornali «Il Popolano» di Corigliano e «Il Telesio» di Cosenza. Nell’anno 1886 gli amici di Corigliano, tramite il «Il Popolano» proposero la sua candidatura a deputato per le elezioni del 30 maggio, ma «l’illustre costituzionalista rifiutò perché impegnato in varie incombenze a Roma» (Cumino).
Il 7 agosto 1887 Francesco Crispi lo nominò Consigliere di Stato e il 4 dicembre dello stesso anno, con decreto reale, gli fu concesso il titolo di professore onorario della Facoltà di Legge dell’Università di Roma. Due anni dopo, nel 1889, fu nominato Ufficiale della Corona d’Italia. 
Tra il 1889 e il 1890 si dedicò alla stesura e alla pubblicazione della Raccolta dei Trattati e delle Convenzioni in vigore tra il Regno d’Italia ed i governi stranieri (1890). Nel 1894 pubblicò un’altra sua opera molto importante: Studi sulle costituzioni moderne. In quest’ultima opera «prende in esame le costituzioni di paesi come gli Stati Uniti d’America, la Francia, l’Inghilterra, il Belgio, la Spagna, la Germania, la Svizzera, e i tentativi di nuove costituzioni in Italia dal 1796 al 1815, esaminando come sono nate, da quali forze sociali sono state prodotte, quali principi ed insegnamenti derivano dalla loro attuazione o dalla loro caduta» (Cumino).
Gli ultimi anni della sua vita furono resi amari dalla tragica scomparsa del fratello Antonio, ingegnere, ex sindaco di Corigliano, professore di Disegno topografico nell’Università di Napoli, avvenuta il 3 marzo 1896. 
La morte lo colse all’età di 62 anni, a Roma, nella sua casa di Piazza Poli.
A ricordo del legame intenso che ebbe con l’Università di Roma, lasciò alla Biblioteca della Facoltà di Giurisprudenza i suoi libri e i suoi manoscritti. La città natia nel 1901 fece apporre una lapide marmorea sulla facciata della casa in cui egli era nato e intitolò al suo nome la via ove questa casa è situata; nel 1905 gli dedicò un busto marmoreo, collocato nella villetta del «Collegio Garopoli». Nel 1972 gli è stato intitolato l’Istituto Tecnico Commerciale di Corigliano.
Scrive  Francesco Grillo, suo biografo, in un articolo apparso su «Calabria Nobilissima» che «nella storia della giurisprudenza la figura di Luigi Palma risulta netta e chiara tra quelle dei più grandi classici del Diritto pubblico, per chiarezza di eloquio, per criterio storico, per senso civile e morale, per umanità e modernità di pensiero, con le quali doti egli seppe distintamente illustrare la cattedra di Diritto costituzionale dell’Urbe (1874-1887)  che poi sarà occupata da Costantino Mortati, un altro insigne coriglianese, dal 1953 al 1960». Fulco Lanchester, nel Dizionario biografico degli Italiani scrive che «Palma è il rappresentante più caratteristico della generazione di giuspubblicisti dei primi vent’anni di storia unitaria, un giurista rappresentativo dell’indirizzo storico-comparatistico che precede la nascita della scuola orlandiana». (Franco Liguori) @ ICSAIC 2020

Opere principali

  • Prolusione allo studio dell’economia politica, Pagnoncelli, Bergamo 1863;
  • Del principio di nazionalità nella moderna società europea, Treves, Milano 1867;
  • Del potere elettorale negli Stati liberi, Treves, Milano 1869;
  • La libertà, Treves, Milano 1871;
  • L’Organamento dell’azione dello Stato in ordine alla Pubblica Istruzione in Francia, Germania, Inghilterra, Stati Uniti d’America, Sansoni, Firenze 1875;
  • Corso di Diritto costituzionale (tre volumi), Ed. Pellas, Firenze 1880-81;
  • Trattati di convenzione in vigore fra il Regno d’Italia ed i Governi esteri, Unione Tip. Editrice, Torino 1879;
  • Studi sulle costituzioni moderne, Unione Tip. Editrice, Torino 1892;
  • Testi delle principali Costituzioni moderne, Unione Tip. Editrice, Torino 1894;
  • Nuova raccolta dei Trattati e delle Convenzioni in vigore fra il Regno d’Italia ed i Governi esteri a tutto il 1892 (5 volumi), Unione Tip. Editrice, Torino 1892.

Nota bibliografica

  • La scomparsa di Luigi Palma, «Il Popolano», 18 gennaio 1899;
  • Livio Minguzzi, Commemorazione di Luigi Palma, Stab. Tip. Società Editrice Libraria, Milano 1899;
  • Domenico Persiani, Commemorazione di Luigi Palma, «Il Popolano», XIII, 10, giugno 1905;
  • Gioacchino Volpe, Vittorio Emanuele III, Industrie Grafiche A. Nicola & C, Varese-Milano 1939;
  • Bruno Barillari, La concezione giuridica di Luigi Palma, «Cronaca di Calabria», LVIII, gennaio 1960
  • Francesco Grillo, Profili calabresi: Luigi Palma, «Calabria Nobilissima», XVI, 1962, pp. 55-72;
  • Tommaso Mingrone, Luigi Palma e la riforma istituzionale, «Il Serratore», III, 14, 1990, pp. 37-40;
  • Gustavo Valente, Dizionario bibliografico biografico geografico storico della Calabria, vol. V, Edizioni Geometra, Cosenza 2006, pp. 90-91;
  • Enzo Cumino, Luigi Palma, in Id., Gli scrittori di Corigliano Calabro, Tip Mangone, Rossano 1997, pp. 175-190;
  • Fulco Lanchester, Palma Luigi, in Dizionario biografico degli Italiani, Volume 80, Treccani, Roma 2014. 
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