Postorino, Brigida Maria

Brigida Maria Postorino [Catona di Calabria (Reggio Calabria), 19 novembre 1865 – Frascati (Roma), 30 marzo 1960] 

Nacque da Giuseppe e Francesca Marra; fu battezzata il giorno successivo alla sua nascita dallo zio materno, don Matteo Marra. Crebbe in un contesto familiare benestante e dignitoso, dove sin da piccola fu avviata a un’educazione religiosa, manifestando un’intelligenza viva e un forte senso della carità. A soli sei anni i genitori la iscrissero al collegio delle Suore della Carità fondate da Santa Giovanna Antida Thouret nell’Istituto di San Gaetano di Reggio Calabria; l’anno successivo fu raggiunta dalla sorella Luchina. Il collegio la formò e la fece crescere sia nella fede che nella maturità personale. Dopo aver terminato il corso scolastico elementare, frequentò le scuole complementari e normali, superando ogni anno gli esami da privatista, con ottimi risultati, sino al conseguimento della licenza per l’insegnamento.   
Tornata nella sua Catona, si mobilitò aprendo una scuola privata gratuita al terzo piano della casa paterna, subito dopo insieme ad altre giovani del quartiere prese parte alla Pia Unione delle Figlie di Maria Immacolata, della quale fu educatrice, maestra di scuola, di ricamo, consigliera e anche presidente. Organizzò e promosse momenti di catechesi e ritiri spirituali, sostenendo l’attività in parrocchia. Brigida raccolse intorno a sé un importante numero di ragazze e avviò un’intensa attività di apostolato e servizio verso i poveri. Tutto ciò avveniva sotto lo sguardo benevolo e attento del canonico Domenico Scopelliti, poi chiamato a ricoprire la carica di vescovo della diocesi di Oppido Mamertina-Palmi. 
Nella notte di Natale del 1897, all’età di 33 anni, la chiamata vocazionale si presentò «come un sussurro» durante la processione della statua di Gesù Bambino. Nella stessa notte ebbe una visione di Maria Immacolata che le confermò quel sussurro: «se tu non verrai altre non verranno». Si rivolse al suo direttore spirituale, mons. Scopelliti, che la invitò al silenzio e alla preghiera per discernere ciò che il Signore le stava chiedendo. Un mese dopo l’arcivescovo metropolita di Reggio Calabria, il cardinale Gennaro Portanova, la mandò a chiamare e le confermò le richieste già espresse dalla Beata Vergine Maria: «L’ispirazione pressavami dolcemente: seguire Gesù, portargli delle anime…, la voce di Gesù mi diceva in dolce sussurro: “È soavità vivere una vita di maggior perfezione, sotto la dipendenza di una superiora che guiderà ogni mia minuta azione… lontana dalla famiglia che troppo mi accarezza… e nella vita di dolce mortificazione restare unita a Gesù nel mistico silenzio… per lavorare al bene delle fanciulle facendo conoscere ed amare Gesù e la Madonna Immacolata con tutte le forze dell’anima”».
Brigida Postorino, che per oltre tredici anni aveva seguito e diretto la Pia Unione delle Figlie di Maria Immacolata, prese la decisione di unire le sue forze a quelle delle altre otto giovani compagne che desideravano abbracciare la vita di consacrate, vivendo insieme nella preghiera, nel silenzio e nell’azione. Così il 6 novembre 1898, con il permesso dell’autorità ecclesiastica, lasciarono i propri congiunti e si unirono in una «famiglia religiosa»: nasceva l’Istituto delle Figlie di Maria Immacolata. Il 6 gennaio 1899 Brigida pronunciò i suoi primi voti, mentre le altre consorelle divennero novizie. Suor Brigida fu quindi eletta madre superiora della neonata congregazione.
A conferirle l’investitura ufficiale, fu il cardinale Portanova, il quale, a conoscenza della vocazione religiosa della Postorino, nel timore di un suo allontanamento dalla città, la convocò e le ingiunse di restare nella sua terra e di farsi suora a Catona.
La Suora di Catona, così come aveva fatto nella precedente vita laicale, si impegnò in un’intensa attività di tipo assistenziale, con il fine di alleviare le condizioni delle famiglie indigenti in cui erano presenti bimbi e giovinette, agendo secondo i principi di un cattolicesimo che si apriva agli ultimi. Una concezione nuova, capace di suscitare stupore ma anche critiche nel clero retrivo della Calabria degli esclusi, che vedeva con sospetto le suore passare le giornate fra le vie maleodoranti dei sobborghi cittadini. In tal senso, il cardinale Portanova fu un forte riformatore e colse la spinta innovativa di questo carisma, al punto che aiutò e stimolò la Suora a camminare per la strada tracciatale dall’Immacolata. Testimonianza dell’opinione propositiva su Suor Brigida è quanto affermato nel 1901 dal Cardinale al Commendatore De Leo, sulla capacità della religiosa di ricoprire incarichi a carattere spirituale, assistenziale e formativo. Il successo insperato dell’educandato istituito nel quartiere Purello di Bagnara, il più povero della cittadina calabrese, fu la migliore risposta.
Il 26 aprile 1901 arrivò il riconoscimento ufficiale dell’Istituto col Decreto di erezione canonica, mandato dal cardinale Portanova.
Il 28 dicembre 1908 il cataclisma che colpì Messina e Reggio Calabria, oltre a distruggere le dieci case che nel frattempo erano sorte sul territorio, uccise ventiquattro tra suore e novizie insieme all’anziana madre della fondatrice. Mesi prima erano morti sia il padre di Suor Brigida, che il cardinal Gennaro Portanova, protettore e sostenitore della congregazione.
Il 27 gennaio 1909 suor Brigida partì per Roma ove fu ricevuta in udienza da Papa Pio X, che le promise, oltre a un sostegno materiale per la ricostruzione, il riconoscimento dell’Istituto, che arrivò il 30 luglio 1909 con il Decretum Laudis. Nel 1913 anche Papa Benedetto XV incontrò suor Brigida e nel 1921 concesse all’Istituto il riconoscimento pontificio.
Le case furono lentamente ricostruite e nel 1925, in occasione dell’Anno Santo, sorse a Roma la prima di esse fuori dal territorio calabrese. Sempre nel 1925, Suor Brigida incontrò la serva di Dio Suor Maria Francesca Giannetto, arrivata a Roma per prestare aiuto nella casa dei pellegrini.
Ammalatasi gravemente, tanto da non poter né mangiare né bere, Brigida arrivò a pesare solo 30 kg e il 3 marzo 1934 fu sottoposta a intervento chirurgico, rifiutando l’anestesia; malgrado il buon esito dell’operazione, la sua salute rimase malferma e la costrinse a letto per lunghi periodi. Nonostante ciò, l’Istituto da lei fondato si diffuse rapidamente con l’apertura di nuove sedi sul territorio calabrese e italiano. Nel 1936 cedette il governo dell’Istituto, nonostante il tentativo di Papa Pio XI di dissuaderla. Fu eletta quindi un’altra superiora generale, ma da quel momento l’Istituto entrò in crisi tanto che, nel capitolo del 1942, Suor Brigida fu rieletta nuovamente superiora. L’anno dopo, però, dovette lasciare l’incarico definitivamente e si ritirò nella casa di Frascati, da dove continuò a seguire la vita della sua creatura, fatta di lotte ma anche di grandi gioie, come le missioni che in quegli anni nacquero in Africa, in Brasile e in Argentina.
Suor Brigida, oramai diventata per tutti madre Brigida, dovette redigere anche un quadro di norme per dare consistenza alla struttura giuridica dell’Istituto: diede forma, così, alla prima Regola e alle Costituzioni dell’Istituto, approvate dall’arcivescovo di Reggio Calabria e confermate da Papa Pio XII nel 1957. Dalle Costituzioni, in particolare, emerge con forza tutto il carisma della Santa, che poggia sul motto «Tutto in Dio», programma di vita che ella aveva scelto per sé e per l’Istituto. 
Nella casa di Frascati trascorse gli ultimi decenni della sua esistenza terrena, fino alla morte avvenuta alla veneranda età di 94 anni. I suoi resti mortali, dapprima tumulati nel cimitero cittadino, il 30 aprile 1966 furono traslati nella Cappella dell’Istituto della Figlie di Maria Immacolata di Frascati.
Nel 25º anniversario della sua morte, il 30 marzo 1985, fu ufficialmente aperto a Frascati il suo processo di canonizzazione, la cui prima fase fu portata a compimento due anni dopo, il 30 marzo 1987. Il 6 maggio 2015 Papa Francesco ha autorizzato la Congregazione per le Cause dei Santi a promulgare il decreto delle sue virtù eroiche. 
Le città di Porto Alegre in Brasile, Roma, Frascati, Siderno Marina, Apice Nuovo, Marina di Gioiosa ed altre, le hanno dedicato una via.  (Fabio Arichetta) © ICSAIC 2020

Nota bibliografica

  • Suor M. Brigida Postorino traghettatrice di anime all’approdo mariano, Scuola salesiana del libro, Catania 1964;
  • Numero unico commemorativo del centenario della nascita di Madre Maria Brigida Postorino fondatrice e prima superiora generale dell’Istituto Figlie di Maria Immacolata: 1865-1965, Istituto Figlie Maria Immacolata, Roma 1966.
  • Domenico De Caridi, Suor Maria Brigida Postorino, educatrice cristiana, «Parallelo 38», 3, 1969, pp. 141-146.
  • Dimesse figlie di Maria Immacolata, Costituzioni, a cura della Congregazione delle Suore Dimesse Figlie di Maria Immacolata, Tip. Antoniana, Padova, 1972;
  • Pietro Borzomati, Brigida Postorino e le Immacolatine nella Chiesa di Reggio Calabria dal 1898 al 1908: spiritualità e azione, Istituto di storia dell’Università di Urbino, Maggioli, Rimini 1985.
  • Brigida Postorino e il suo istituto, Roma, Istituto delle figlie di Maria Immacolata, 1988;
  • Suor Ermelinda Taverriti, Cenni biografici su Madre Brigida Maria Postorino: fondatrice delle Figlie di Maria Immacolata, Jason, Reggio Calabria 1994.
  • Pietro Borzomati (a cura di), Madre Brigida Postorino e le Figlie di Maria Immacolata di Catona (1898-1998), Rubbettino, Soveria Mannelli 1998.
  • Maria Francesca Porcella, La consacrazione secolare femminile, pensiero e prassi in Giuseppe Frassinetti, LAS, Roma 1999.
  • Nicola Gori, Tutto in Dio: biografia della venerabile Madre Brigida Maria Postorino (1865-1960), San Paolo, Cinisello Balsamo (MI) 2016.

Nota archivistica

  • Archivio Storico Diocesano Reggio Calabria-Bova, Fondo istituti religiosi Monasteri e conventi, Suore Immacolatine, busta 5, fascicoli 1-5. 
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