Spezzano, Francesco

Francesco Spezzano [Acri (Cosenza), 14 ottobre 1903 – Roma, 12 giugno 1976]

Figlio di Ferdinando e di Francesca Dodaro, entrambi di Acri. Studiò dapprima al Liceo Telesio di Cosenza, tra i suoi insegnanti al Liceo c’era Pietro Mancini; quindi si traferì a Roma dove il 24 settembre 1926 conseguì la laurea in giurisprudenza. Prese a esercitare la professione di avvocato in Cosenza, ove si unì in matrimonio con Vincenza, figlia del sen. avv. Nicola Serra (una figlia Maria Francesca deceduta nel 1996; in seconde nozze sposò Vanda Strajn, slovena (figlie Saveria e Irene, deceduta nel 2004).
Fin da giovanissimo si trovò impegnato nelle battaglie democratiche che andavano in quegli anni svolgendosi nel Mezzogiorno, sulla scia dei fratelli maggiori Michele e Saverio, fondatori della sezione socialista di Acri. E nel 1919 si iscrive a Cosenza alla Gioventù̀ socialista. Il clima di quegli anni di appassionata lotta politica e sociale in Acri, durante i quali si formò la personalità di Francesco Spezzano, è testimoniato dagli articoli pubblicati dalla «Parola Socialista» che ripetutamente si occupa degli avvenimenti che interessano il grosso centro presilano. L’11 ottobre 1921 così recita una corrispondenza da Acri: «Ad Acri la nostra idea è penetrata. Un manipolo di giovani, Michele e Saverio Spezzano, Peppino e Giulio Capalbo, Pasquale Giannice ed altri ne sono stati gli antesignani. Intorno a loro una schiera compatta e fedele di operai intelligenti e fattivi. I contadini non potevano restare indifferenti alla nuova luce. Prima nostra vittoria: il riconoscimento della Lega». Poche settimane dopo lo stesso giornale reca notizia dell’arrivo dei primi risultati: «Ad Acri la raccolta delle castagne non si fa più a un terzo ma a metà… ci rivedremo per le nuove lotte che dovranno rivendicare al popolo tutti i demani: La terra del Comune deve tornare al Comune». 
A confermare che una nuova stagione si è aperta arrivano due importanti tornate elettorali: la prima riguarda il Comune e registra l’elezione del socialista Michele Spezzano, che tuttavia ben presto immaturamente scompare; l’altra riguarda le elezioni provinciali del 1922 e registra la conquista del seggio da parte di Saverio Spezzano, salutata in prima pagina dalla «Parola Socialista» del 16 maggio 1922 con un lungo commovente articolo dal titolo «La strepitosa vittoria socialista di Acri». 
A questi anni di grandi conquiste sociali ben presto subentra l’era fascista durante la quale i giovani riformatori e progressisti dei primi anni ’20, sconfitti e perseguitati, si trovano costretti ad operare per lo più in clandestinità. Proprio in questi anni bui della nostra recente storia Francesco Spezzano, arrestato nel 1921 per oltraggio al Re, dopo aver stretto rapporti di fraterna amicizia con Fausto Gullo, si iscrive al Partito Comunista per riapparire nelle febbrili settimane dell’autunno 1943 in qualità di membro del CNL provinciale di Cosenza, ricoprendo la carica di Responsabile del Consiglio Scolastico Provinciale e di Commissario del Consorzio Agrario Provinciale.
Dopo la liberazione di Roma, Francesco Spezzano diventa Commissario della Federazione Italiana dei Consorzi Agrari con l’importante compito di guidare le fasi più delicate di riforma dello statuto. E in seguito è nominato nel Consiglio d’amministrazione della Banca nazionale dell’agricoltura e consigliere delegato dell’Alleanza nazionale delle cooperative agricole.
Alle elezioni del 18 aprile 1948 Francesco Spezzano, candidato nelle liste del PCI, viene eletto senatore nel collegio di Crotone e successivamente è rieletto nello stesso Collegio alle successive elezioni del 1953, 1958 e 1963, rimanendo così ininterrottamente in carica per un intero ventennio.
Questore del Senato dal 1958 al 1963 svolse un’intensa attività parlamentare, interessandosi fortemente ai problemi del Mezzogiorno in genere e della Calabria in specie, testimoniata, oltre che dai numerosi interventi in aula, dagli incarichi affidatigli nei lavori senatoriali: membro della commissione agricoltura e alimentazione, commissario di vigilanza sulla Cassa depositi e prestiti e sugli Istituti di previdenza, membro della commissione per la riforma della legge sui Consorzi agrari e di quella degli usi civici , membro della Commissione per il Mezzogiorno, Vice presidente della Commissione speciale per le alluvioni in Calabria; membro, nella IV legislatura, della Commissione d’inchiesta sul fenomeno della mafia. 
Fu uno dei parlamentari più risoluti nella lotta per la riforma fondiaria e relatore di minoranza sui provvedimenti per la colonizzazione della Sila. Sua fu, tra le tante, la proposta di Legge del 18 luglio 1963 per la istituzione del Parco nazionale in Calabria. L’iniziativa andò in porto nell’anno successivo raccogliendo un consenso unanime nel Senato e fornendo un modello per iniziative analoghe. 
Per diversi anni Presidente della Lega dei Comuni democratici e direttore della rivista «Il Comune democratico», Francesco Spezzano oltre all’attività di parlamentare e di dirigente comunista fu anche amministratore locale nel suo Comune di origine ove ricoprì anche la carica di Sindaco, conseguendo importanti risultati per la crescita di una cultura democratica e lo sviluppo economico e sociale del territorio e della sua popolazione.
Meritevole di nota è anche l’attività di storico e di appassionato cultore delle tradizioni popolari. Il suo primo saggio storico sulle «Origini della proprietà terriera nella Sila”» apparve sulla rivista fiorentina «Il Ponte» (settembre-ottobre 1950), allora diretta da Piero Calamandrei. Con il tempo i lavori di Francesco Spezzano vennero ad assumere maggiore spessore e consistenza e nel 1968 venne pubblicato dall’editore Lacaita il volume La lotta politica in Calabria (1861–1925),che gli fruttò il Premio Sila 1968. 
Nel 1970 fu la volta de I proverbi Calabresi, editore Martello, con il quale ottenne il Premio Villa San Giovanni 1970, seguito nel 1972 dal volume Guida ai detti Calabresi, Sugar editore. 
Ancora con l’editore Lacaita pubblicò nel 1975 il libro Fascismo e antifascismo in Calabria, nel quale si sforzò di rivalutare il contributo, troppo spesso misconosciuto, della Calabria alla lotta antifascista. Nel ventennale della sua morte, a cura del prof. Nicola Toraldo Serra, è stato infine pubblicato il suo ultimo lavoro dal titoloIl gergo della malavita in Calabria.
Francesco Spezzano nutriva grande amore e rispetto per il passato e la storia della propria terra: terra di montagna, le montagne della nostra Sila, alle quali i comuni di Acri, Longobucco e San Giovanni in Fiore, insieme con i comuni della fascia presilana cosentina, con le loro operose popolazioni, danno vita e vigore.
A far tempo dalla fine degli anni Cinquanta, Cava di Melis, allora ai suoi albori, fu per Francesco Spezzano il rifugio estivo preferito e presso la casa del fratello Saverio per diversi anni era solito trascorrere un periodo di vacanza vicino agli amici e ai compagni di sempre, nel cuore di quella terra che ovunque portava nel cuore.
Il senatore, intervenendo durante il dibattito parlamentare sulla colonizzazione della Sila, precisò, fra l’altro, che le sue parole volevano essere innanzi tutto «un doveroso contributo verso la mia terra e un non meno doveroso tributo verso quei contadini e quei lavoratori che mi hanno qui mandato per rappresentarli e difenderli».
Recentemente Umberto Ursetta ha scritto: «La sua figura [del senatore Spezzano] ancora oggi costituisce un esempio da guardare con attenzione per quello che può insegnare non solo a chi fa attività politica, ma a tutti coloro che vogliono una società migliore e più giusta».
Piazze dedicata a Francesco Spezzano ci sono ad Acri e a Cosenza; vie a Melissa, Verzino e Cava di Melis di Longobucco. (Salvatore Muraca) © ICSAIC 2019

Nota bibliografica

  • Chiodo Marinella (a cura di),Politica e amministrazione nel Mezzogiorno: Francesco e Saverio Spezzano nella Acri del Novecento, Atti del convegno di studi storici: Francesco e Saverio Spezzano: impegno politico, civile e culturale nella Calabria e nell’Italia del Novecento: Acri 5-6 dicembre 1996, Cosenza, Pellegrini, 1998;
  • Cornacchioli Tobia, Pietro Mancini e il socialismo in Calabria, Attidel convegno di studi svoltosi a Cosenza in occasione del ventennale della scomparsa, Cosenza Pellegrini, 1991.
  • Garotti Giovanni, Il movimento operaio ad acri tra Otto e Novecento, Unical, Tesi di laurea in lettere moderne, a.a.. 2011-2002;
  • Gaspari Oscar, Dalla lega dei comuni socialisti a Legautonomie : novant’anni di riformismo per la democrazia e lo sviluppo delle comunità locali, Roma, Legautonomie, 2006.
  • Mancini Pietro, Il Partito socialista italiano nella provincia di Cosenza: 1904-1924, Cosenza, Pellegrini, 1974.

Nota archivistica

  • Archivio dell’Istituto calabrese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea, fondo Spezzano
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