Splendore, Alfonso

Alfonso Splendore [Fagnano Castello (Cosenza), 25 aprile 1871 – S. Paolo (Brasile), 30 aprile 1953]

Figlio di Luigi e Gaetana Gallo, fratello di Achille, autorevole ricercatore nel campo della tabacchicoltura, studiò dapprima a Fagnano Castello, quindi si spostò a Cosenza e completò gli studi secondari al liceo Umberto I di Napoli. Si trasferì successivamente a Roma, dove si laureò con lode in Medicina e Chirurgia il 24 luglio 1897, con una tesi dal titolo Come si difendono gli organismi mono e pluricellulari (animali e vegetali) dagli agenti deleteri, pubblicata due anni dopo in Brasile dove, appassionato alla patologia tropicale, si trasferì, viaggiando come medico di bordo, per proseguire i suoi studi sulla parassitologia.  A Roma, infatti, dopo la laurea era stato per quasi tre anni assistente volontario all’Istituto di Igiene, avendo come maestri Angelo Celli, Claudio Fermi e Giovan Battista Grassi.
A Rio de Janeiro “validò” la laurea italiana e ottenne l’abilitazione all’esercizio della professione medica dalla Facoltà di Medicina di Rio de Janeiro.
A pochi mesi dal suo arrivo in Brasile si sposò con Marietta Schiffini, originaria di Orsomarso (Cosenza), figlia di Luigi, un imprenditore di successo molto attivo nella colonia italiana di São Paulo. Dal matrimonio nacquero otto figli.
In Brasile fu coadiutore del prof. Adolfo Lutz nell’Istituto Batteriologico di Stato di São Paulo. Fondò il laboratorio dell’Ospedale Umberto I di quella città e divenne Direttore del Laboratorio dell’Ospedale di Beneficenza Portoghese. Nel primo decennio del Novecento a São Paulo divenne un affermato medico.
Nel 1907 presentò al Congresso Medico Brasiliano di S. Paolo il primo caso umano di Sporotricosi registrato in Brasile  i suoi agenti eziologici.
A 37 anni d’età, dopo 11 anni di formazione e 8 anni di residenza e di ricerca in  Brasile,  in una comunicazione alla Società Scientifica di São Paulo, segnalò la scoperta di un nuovo parassita che infetta tutti gli animali a sangue caldo e tra questi l’uomo, identificato con quello della Toxoplasmosi. Fu colui, insomma, che per primo individuò l’agente della toxoplasmosi, argomento della sua comunicazione pubblicata nel «Bulletin de La Société de Pathologie Exotique» il 13 ottobre 1909, con il titolo Sur um Nouveau Protozoaire Parasite de Lapin.
Nel 1910, con tre figli brasiliani, decise di ritornare in Italia ove continua i suoi studi di parassitologia, esposti in congressi scientifici italiani ed europei. L’anno dopo descrisse per la prima volta una nuova forma clinica di leishmaniosi, che presentava una localizzazione sulle mucose della bocca e del naso e nel 1912 conseguì la libera docenza in batteriologia prima all’Università di Parma e poi a quella di Roma. Nell’università della capitale insegnò Microbiologia tropicale e protozoologia. In questi anni pubblicò importanti lavori scientifici e partecipò a vari congressi in Italia e in Europa.
Durante la prima guerra mondiale si arruolò con il grado di tenente colonnello medico di complemento, e nel 1916 fu incaricato dal Ministero dell’Agricoltura per la lotta biologica contro le devastanti arvicole nella Capitanata, con risultati molto incoraggianti che gli valsero un’onorificenza dai Consorzi antifillosserici della provincia di Foggia. Sulla lotta ai parassiti delle arvicole, pubblicò numerosi lavori. Pur avendo conseguito il Diploma di Ufficiale Sanitario, in quell’annolasciò l’Italia e ritornò definitivamente in Brasile, rifiutando cinque anni dopo la cattedra di microbiologia che gli era stata offerta dall’Università di Bologna. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche in riviste specializzate, dal 1925 si ritirò a vita privata, duramente colpito dalla morte prematura del figlio Eduardo e del fratello Achille. 
Il suo nome resta legato a importanti scoperte mediche nel settore della parassitologia. Fu molto attivo nell’associazionismo medico (partecipò alla fondazione della  «Sociedade científica» e dell’«Ars medica» di São Paulo) e fu socio fondatore della Società Italiana di Medicina e Igiene Coloniale di Roma, socio corrispondente della Societé di Pathologie exotique di Parigi,  della Società Dermatologica Argentina di Buenos Aires, della Società di Medicina di Rio de Janero, dell’Istituto di Scienze e Lettere di Campinas, della Società di Dermatologia e Sifilografia di Bologna e della Società di Medicina e Chirurgia di Roma e altre ancora. 
Notevole fu la sua attività nell’associazionismo dell’emigrazione, dove sostenne con grande impegno re l’attività del Patronato a favore degli emigranti, tanto che la Società di mutuo soccorso «Galileo Galilei» di São Paulo gli conferì unamedaglia d’oro e il diploma di benemerenza.
Morì nel nella sua casa quando aveva 82 anni.
Il nipote, Affonso Renato Meira, figlio di Gaetana Splendore, professore nella Facultà di Medicina dell’Università dd São Paulo, dal 1986 ha occupato il seggio n. 5 dell’Academia de medicina de São Paulo dedicato al nonno. A San Paolo una via porta il suo nome (Rua Dr. Alfonso Splendore Medico). Anche a Roma, esiste una via lui dedicata. Fagnano Castello, oltre ad avergli intitolato la piazza principale del paese, per ricordare il 125° anniversario della sua nascita, ha organizzato un convegno medico che si è tenuto il 27 aprile 1996. (Enrico Esposito) © ICSAIC 2020

Opere

  • La nuova teoria sui fenomeni dell’auto digestione, S. Paulo 1899, Tip. Brazil de Carlos Gerche, vol. IV, 1898;
  • Defesa dos organismos contra agentes deleterios, Typographia. Brasil de Carlos Gerke & Cia., São Paulo 1899. 

Nota bibliografica

  • Affonso Renato Meira, Alfonso Splendore e seu trabalho na medicina do Brasil, «O Estado de São Paulo»,  25 aprile 1971;
  • Marcellino Gallo, Alfonso Splendore nel 125. anniversario della sua nascita: 25 aprile 1871 – 25 aprile 1996,  ATAF, Fagnano Castello 1996;
  • Marcellino Gallo e Antonio Tagarelli, Alfonso Splendore parassitologo calabrese, in Peste e pestilenze, stampa medica. Croce rossa italiana. Medicina oggi. Atti del XLI Congresso nazionale 2001, a cura di A. E. Distante e M. L. Portulano-Scoditti, Mesagne 2002, pp. 287-292; 
  • Affonso Renato Meira, Alfonso Slendore: facetas da vida do descobridor do Toxoplasma, in «Scientia medica» (Porto Alegre), XX, 1, 2010, pp. 9-12;
  • Luca Tonetti, Splendore, Alfonso, in  Dizionario Biografico degli Italiani,  vol. 93, Roma 2018, ad vocem.

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