Casalinuovo, Giuseppe

Giuseppe Casalinuovo [San Vito Jonio (Catanzaro), 16 agosto 1885 – Catanzaro, 25 ottobre 1942]

Poeta e penalista, nacque da Vito e da Eleonora Nisticò. Dopo aver completato le scuole elementari nel paese natale, si trasferì con la famiglia a Catanzaro dove frequentò il Ginnasio e poi il Liceo “Pasquale Galluppi”. Qui nel 1905 conseguì la maturità classica, sotto gli insegnamenti del professore d’italiano Vincenzo Vivaldi, umanista e studioso di fama nonché fondatore di una Associazione progressista che si opponeva agli esponenti della Destra locale. E alla figura del Vivaldi, professore, letterato e operatore culturale, Casalinuavo rimarrà per il resto della vita influenzato e riconoscente.
A Catanzaro, durante gli anni adolescenziali, furono date alle stampe le prime raccolte di versi: nel 1900 Prima luce e nel 1903 Tra due fosse. In Prima luce, la sua prima raccolta di poesie dedicate alle persone care, alla madre e alla nonna defunte, alla sorella, ci sono tutti i motivi di ispirazione che accompagneranno la sua opera poetica. Gli affetti familiari, l’evasione georgica, i casti e teneri amori, le delusioni e le tristezze giovanili. Il linguaggio e la forma poetica rinviano alle poesie ottocentesche di un Carducci minore. Nella raccolta Dall’ombra, pubblicata a Torino nel 1907, il linguaggio si fa più vivo e meno letterario, rifacendosi a Pascoli con influssi dei crepuscolari Corazzini e Gozzano. 
Nel 1909 si laureò in giurisprudenza all’Università di Roma da dove preferì ritornare a Catanzaro per esercitarvi la professione di avvocato penalista, divenendo ben presto punto di riferimento nell’area socialista tra gli intellettuali emergenti, ostili contro la vecchia classe dirigente, espressione degli interessi dei grandi proprietari terrieri e delle forze clericali. 
Nel 1903 pubblicò sulla «Giostra» una analisi sulle condizioni della Calabria, e nel 1905, pochi mesi prima di conseguire la maturità, dedicò a Giolitti Anno di Sangue, nel quale condannò gli eccidi di Cerignola, Buggerru e Castelluzzo, propendendo una formula di lavoro più umanizzato. 
Nelle elezioni del 1904 sostenne il filosofo Alfonso Asturaro, catanzarese e docente di filosofia morale all’Università di Genova, nelle liste dei socialisti e lo stesso fece nelle successive elezioni del 1909 contro Giolitti. In quelle del 1913 appoggiò Enrico Mastracchi, sempre nelle file socialiste, schierandosi contro i giolittiani e i cattolici conservatori. Durante il periodo della grande guerra, Casalinuovo fu combattuto tra il pacifismo di ispirazione socialista da un lato e la condanna cristiana della guerra e il patriottismo tipico di tanta piccola borghesia dall’altro. Nel dopoguerra gli interessi professionali presero il sopravvento su quelli politici fino al definitivo ritiro dalla vita pubblica, continuando un’azione moderata di impegno culturale. D’altra parte il suo socialismo poggiava su un fondo di umanitarismo e di evangelismo in cui si perdevano le reali dimensioni della lotta politica. 
Nel 1919 fu eletto presidente del Circolo di cultura catanzarese che guidò con notevole competenza e tanta passione. E anche se tale istituto fu in genere dichiarato lontano dagli ambienti politici, le autorità fasciste si dovettero ben presto accorgere delle correnti antifasciste manifestate da parte delle nuove leve per cui il Circolo fu sciolto. Sempre nel 1919 fondò «Calabria giudiziaria», rivista di dottrina e di giurisprudenza, che diresse per tutta la vita.
L’opera che come poeta gli diede una forte cassa di risonanza in campo nazionale e quindi una forte notorietà fu sicuramente la Lampada del poeta, data alle stampe nel 1929 a Bologna presso l’editore Zanichelli, che, dopo soli tre mesi, fu costretto a ristampare una nuova edizione. Qui la vena poetica si fa molto più sincera per quell’aria di provincia che si avverte nei versi e per un linguaggio, questa volta, semplice e chiaro che da all’opera una impronta serena di pacatezza. Troviamo motivazioni autobiografiche come l’insofferenza di un’esistenza tra l’esercizio a malincuore di una professione e il grigiore di una città di provincia. Ormai gli echi patriottici sono lontani. Il suo modello ora si rifà al Pascoli delle Myricae e dei Canti di Castelvecchio, al gusto delle cose piccole e semplici, all’amore per la povera gente, all’invito alla bontà ed alla fratellanza, all’idillio agreste, al senso fortissimo del nido familiare, alla rievocazione dei propri morti, al gusto del dolore e delle lacrime tristi. 
Sposato con Giuseppina Perricone, ebbe tre figli, Aldo, Mario e Clara. i primi due penalisti di grido, entrambi uomini politici e di governo.
Alla sua morte avvenuta a Catanzaro nell’ottobre 1942, le autorità fasciste cercarono inutilmente di evitare che si formasse un corteo durante la cerimonia funebre.
Il suo paese natale lo ricorda con una statua dell’artista Anna Parvis, inaugurata nel 1967 vicino alla villa comunale. Vie a suo nome esistono in diversi centri anche fuori dalla Calabria, tra cui a Roma nel quartiere Ardeatino. Catanzaro gli ha intitolato anche un Premio nazionale di poesia. (Salvatore Libertino) © ICSAIC 2022 – 12

Opere

  • Prima luce, Tipografia Nuova, Catanzaro 1900;
  • Tra due fosse, s.n., Catanzaro 1903;
  • Anno di sangue, Tip. Economica, Catanzaro 1905;
  • Dall’ombra, Soc. Tipografico editrice nazionale, Torino 1907;
    La lampada del poeta, Zanichelli, Bologna 1928 (II ed., 1929);
  • Preludio su Wagner, Italia nuova, Catanzaro 1933;
  • Celebrazioni, La Toga, Napoli 1936; 
  • Giornata breve: poesie, Laterza, Roma-Bari 1981;

Nota bibliografica

  • Gaetano Sardiello, Giuseppe Casalinuovo poeta, in «Nosside», 10, 1928, pp. 30-35;
  • Ugo Bosco, La lampada del poeta, in «Leonardo», 1930, pp. 667 s.;
  • Vito Galati, La lampada del poeta, in «Il Pensiero», 1931, 7. pp. 19 s. 
  • Roberto Bisceglia, Toghe alla sbarra, Tip. Imperia, Roma 1934, pp. 90-98;
  • Alfredo Galletti, Il novecento, F. Vallardi, Milano 1935, p. 494;
  • Nicola Lombardi, Giuseppe Casalinuovo, Tipografia Bruzia, Catanzaro 1943;
  • Alfredo De Marsico, Giuseppe Casalinuovo, in «Calabria Giudiziaria», 1-2, 1943, p. 46-50;
  • Alessandro Turco, Il Circolo di Cultura e Giuseppe Casalinuovo, Tipografia Bruzia, Catanzaro 1944;
  • Gaetano Sardiello, Giuseppe Casalinuovo. In celebrazione del poeta nel terzo anniversario della morte, Ed. La Toga, Napoli 1945 (II ed. 1946);
  • Franco O. Palermo, Il poeta Giuseppe Casalinuovo, Candia & Le Pera, Corigliano Calabro 1947;
  • Antonio Piromalli, In memoria di Giuseppe Casalinuovo, in «Il Calabrese», ottobre 1947; 
  • Gaetano Sardiello, Giuseppe Casalinuovo, Candia & Le Pera, Corigliano Calabro 1947; 
  • Alfredo De Marsico, In onore di un poeta-avvocato: Giuseppe Casalinuovo, Edizioni de L’eloquenza, Roma 1949;
  • Paolo Apostoliti, Scrittori calabresi del Novecento, Edizioni Campanile, Catanzaro 1953;
  • Ugo Bosco, Per la sua gloria: Giuseppe Casalinuovo, in «L’Eloquenza», 5-6, 1954, pp. 1-22;
  • Luigi Aliquò Lenzi, Filippo Aliquò Taverniti, Gli scrittori calabresi, I, Reggio, Tip. “Corriere di Reggio Calabria”, Reggio Calabria 1955, ad vocem;
  • Pietro de Seta, La grande poesia silenziosa, Tipografia dell’Orfanotrofio maschile Vittorio Emanuele, Cosenza 1955, pp. 115-156;
  • Giuseppe D’Agostino, Giuseppe Casalinuovo poeta del canto universale, in «Cronaca di Calabria», 4 novembre 1965;
  • Antonio Piromalli, La Letteratura Calabrese, Pellegrini, Cosenza 1965, pp. 112-115; 
  • Saverio Agresta, Calabresi illustri. Giuseppe Casalinuovo poeta-avvocato, in «Cronaca di Calabria», 1 maggio 1966;
  • Giuseppe Carrieri, Giuseppe Casalinuovo, avvocato poeta, in «Cronaca di Calabria», 20 novembre 1966;
  • Alceste Santini, Umanesimo e religiosità di Giuseppe Casalinuovo, in «Religiosi oggi», 1967, pp. 26 ss.; 
  • Salvatore Blasco, San Vito Ionio per Giuseppe Casalinuovo, Giuffrè, Milano 1967; 
  • G. Guasco, La poesia di Giuseppe Casalinuovo, in «Nuovi Quaderni del Meridione», 2, 1969, pp. 50-58;
  • Domenico Scafoglio, Dizionario biografico degli italiani, 1977, ad vocem, https://www.treccani.it/enciclopedia/giuseppe-casalinuovo_%28Dizionario-Biografico%29/;
  • Gaetano Susanna, Giuseppe Casalinuovo, un insegnamento, un esempio, una luce, in «Calabria Letteraria, aa. 1977-1978, pp. 51-54;
  • Saverio Strati, Casalinuovo, Palazzo dei Nobili, Catanzaro, 25 ottobre 1985;
  • Salvatore G. Santagata, Franco Spadafora (a cura di), Giuseppe Casalinuovo. La vita e le opere, «La Provincia di Catanzaro», (numero speciale) 1, 1986;
  • Coriolano Martirano, Giuseppe Casalinuovo poeta, Santelli, Mendicino 1993;
  • Carmine Chiodo, Giuseppe Casalinuovo, Parallelo 38, Reggio Calabria 2003;
  • Luigi Reina, Percorsi di poesia: occasioni, proposte, indagini, Alfredo Guida Editore, Napoli 1993, pp. 199, 201, 211;
  • Nino Gimigliano, Concertino, a cura di Raffele Gaetano, Rubbettino, Soveria Mannelli 2004, pp. 72-73 (nota 5).
  • Antonio Barbuto, Giuseppe Casalinuovo, in «La Radice», 31 agosto 2008;
  • Salvatore Libertino, Giuseppe Casalinuovo, un poeta da ricordare, in http://www.tropeamagazine.it/giuseppecasalinuovo/.