Piromalli, Antonio

Antonio Piromalli [Maropati (Reggio Calabria), 3 settembre 1920 – Polistena (Reggio Calabria), 7 giugno 2003]

Critico letterario, poeta, teorico della letteratura italiana, docente universitario, tra i più importanti studiosi della storia della letteratura italiana e il maggiore studioso di storia della letteratura calabrese, saggista, polemista.
Ultimo di quattro figli, nasce da Vincenzo e Rosa Seminara, una famiglia di  modeste condizioni. È l’unico della famiglia a studiare.  Sotto la guida dello zio capitano Biagio Seminara, nella città  di Messina, intraprende un periodo intenso di studi, che lo vede impegnato nell’apprendimento-esamina dei testi classici, basilari per la sua formazione, che completerà  presso il  Liceo Classico “Maurolico”  di Messina. E sin dall’età  di tredici compone intense liriche abilmente “intramate” da slanci tutti personali dettati dal cuore-mente seguendo in parte il modulo crepuscolare e successivamente quello ermetico. Pubblica nel  1939  un primo saggio su  Antonio Fogazzaro (una seconda monografia completamente riscritta verrà  data alle stampe nel 1952, e, ancora, nel 1990). Sarà  questo il tema della sua tesi di laurea. Stringe rapporti con importanti intellettuali. Dopo il secondo conflitto mondiale a Reggio Calabria aderisce al Partito comunista italiano. La fondazione nel 1945, della rivista «Maestrale » insieme con Michele Nesci, e della rivista dal significativo titolo «Antidogmatica » con Pietro Pizzarelli indicano la chiara adesione a un pensiero aperto alle molteplici istanze culturali e all’interscambio conoscitivo, tanto più se interagente con la società  e non recluso nella settaria argomentazione solipsistica. In questo stesso periodo viene a contatto con  Galvano Della Volpe,  Giuseppe Petronio  e altri grandi intellettuali del tempo. L’idea di Galvano Della Volpe sulla letteratura (e in specifico sulla poesia) come non derivazione dalla pura fantasia e, assieme, come non sinonimica di misticismo è portata avanti con forza dal filosofo, ed in questi stessi termini l’acquisisce Piromalli. Interiorizzandola e divenendo per lui, assieme allo storicismo di Russo, un nuovo e decisivo elemento per la sua critica. Entro la ripresa del marxismo letto attraverso la riflessione gramsciana.
Nel  1946  si trasferisce a  Ferrara, dove si dedica intensamente all’attività  politica e entra in contatto con intellettuali tra i quali  Vincenzo Cavallari,  Bruno Cavallini, Mario Roffi. A Ferrara conosce Vittoria Nassetti, con la quale si unisce in matrimonio nel gennaio  1950. Dalla loro unione nasce l’unico figlio Lanfranco. Si stabilisce con la famiglia a Rimini dove entra in rapporti con Renato Zangheri.  
Scrive sulla letteratura del  Settecento  e su  Aurelio Bertola, sulla poesia di  Giovanni Pascoli. Nel  1951  fa parte della giuria del «Premio Cattolica – Il Calendario del Popolo », insieme con  Salvatore Quasimodo,  Eduardo De Filippo,  Lanfranco Caretti,  Emilio Sereni  e Luigi Russo. Nel  1956  consegue la  libera docenza  universitaria in  Letteratura Italiana, e dopo la  Rivoluzione ungherese   lascia la politica attiva. Viene nominato addetto presso l’Istituto Italiano di Cultura di  Caracas  (Venezuela), ove si trasferisce. Ritornato in Italia insegna presso l’Università  di Urbino,  diretta da  Carlo Bo e presso l’Università  di Bologna, e qui stringe legame intellettuale con  Francesco Flora  e  Raffaele Spongano.
Nel 1958 ottiene una seconda libera docenza in Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea. Successivamente vince il concorso a Preside nelle scuole superiori (1960), a Provveditore agli Studi (1964), a Ispettore Centrale del Ministero della  Pubblica Istruzione  (1966). Nel 1970 insegna presso l’Università  di Cassino e svolge gli incarichi di dirigente ministeriale quale ispettore dell’ufficio relato agli «Aggiornamento insegnanti e Metodi ». Dal 1976 al 1984 è ordinario di Letteratura Italiana presso l’Università  di Salerno e successivamente a Cassino. Ateneo, quest’ultimo, in cui verrà  nominato professore emerito.
L’esame critico piromalliano abbraccia l’intera letteratura italiana, dalle origini al Novecento, ed è contraddistinto da uno storicismo mai disgiunto dall’impegno civile: la sua è una critica militante rivolta con maggiore interesse alle culture popolari e subalterne. Contro ogni forma di dittatura pseudo politico-culturale ed estetizzante. Ecco nascere gli studi importantissimi degli anni Cinquanta sull’Ariosto nei quali ha evidenziato il carattere concretamente realista non solo dell’opera posta sotto esame ma dell’intera cultura-società  rinascimentale dentro e oltre la corte ferrarese (mettendo in discussione la visione dell’ “armonia”). Seguendo questa specifica linea interpretativa, nascono gli studi prestigiosi sulle relazioni intellettuale-pubblico-società : quelli su Dante e Gioacchino da Fiore, quelli sul Settecento,    sul Parini e gli studi sull’Otto e sul Novecento. E le monografie su  Guido Gozzano,  Giosuè Carducci,  Giovanni Pascoli,  Grazia Deledda,  Carlo Michelstaedter.
Un particolare rilievo è riservato alle culture-letterature regionali: in specifico si registrano i saggi sulle culture popolari in  Emilia  e  Romagna  e gli studi fondativi su autori e aspetti della cultura e della letteratura in Calabria. Quest’ultimi saranno d’avvio alla fondamentale  Letteratura calabrese(1965 ampliata fino al 1996 e oltre). Dalla sessione d’incontro di  Livorno  (dicembre 1974) da lui organizzata come addetto culturale del Ministero si evincono le linee-guida inerenti i problemi pedagogico-psicologici delle minoranze etniche (tali documentazioni sono state riportate in  Le mille culture  di  Ulderico Bernardi,  1976). La sessione di  Lecce  su «Dialetto e scuola » (1975) è testimoniata dall’imprescindibile  Volgar’eloquio, che riporta la lezione-dibattito tenuta da  Pier Paolo Pasolini.
L’arte-lingua scaturita dalla civiltà  contadina promuove la conoscenza dell’uomo e immette la critica entro nuovi percorsi esegetici di grande rilevanza. Da qui i saggi piromalliani riguardanti opere e autori dimenticati ma di grande peso nella formazione culturale non solo regionale. E   quelli sulla letteratura di consumo: dal  romanzo d’appendice  di  Guido da Verona  (1976) al  romanzo d’avventura di Emilio Salgari, fino al fumetto di  Hugo Pratt. La storia delle culture minoritarie (la difesa delle lingue-dialetti    assieme alla loro conoscenza quale parte integrante dei programmi scolastici: gli sono vicini intellettuali quali Boris Pahor e Pierpaolo Pasolini) unitamente ai grandi nomi della letteratura italiana crea la mappa genetica per riconoscere i movimenti endemici che hanno condotto alla formazione della storia della letteratura italiana. Dal Piromalli approntata entro un ampio disegno critico in  Storia della letteratura italiana.  
Ha diretto numerose collane, curato testi con rigore filologico e ha scritto editoriali, articoli e saggi rivolti a decostruire l’insensato e il superfluo. Le  Lettere vanitose, rubrica giornalistica iniziata nel 1964 e protratta fin quasi la morte (di impianto critico-militante è anche    la sua ultima creatura, la rivista pubblicata da Luigi Pellegrini, dal significativo titolo «Letteratura & Società  », fondata nel 1999) si focalizzano sul male inerente la suddetta pseudo-cultura e i suoi pseudo sacerdoti-fantocci mossi da oscuri poteri, primo fra tutti il «provincialismo cieco » (anche a livello nazionale, e non solo) e la falsa erudizione.  
Con decreto del Presidente della Repubblica nel 1989 gli fu conferito il Diploma di Medaglia d’oro dei Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell’Arte Italiana e, n seguito, l’onorificenza di grande Ufficiale della Repubblica Italiana. Diresse il  Comitato scientifico della Fondazione Fortunato Seminara. È morto a 83 anni mentre si trovava a Polistena per presentare  Il viaggio, romanzo inedito di Seminara  appena pubblicato a sua cura. Riposa, accanto a Seminara e al poeta Rosario Belcaro,  nel «Recinto della memoria » del cimitero di Maropati. (Antonio D’Elia) © ICSAIC 2020

Opere

  • Antonio Fogazzaro, Studio editoriale moderno, Catania 1939;
  • Poeti lirici calabresi dal Due al Novecento, Ed.Cenacolo, S.l. 1952;
  • Fogazzaro e la critica, La Nuova Italia, Firenze 1952;
  • Motivi e forme della poesia di Ludovico Ariosto, D’Anna, Messina-Firenze 1954;
  • La poesia di Giovanni Pascoli, Nistri-Lischi, Pisa 1957;
  • Fogazzaro, Palumbo, Palermo 1959;
  • L’ Arcadia, Palumbo, Palermo 1963;
  • Dal Quattrocento al Novecento, Olschki, Firenze 1965;
  • Gioacchino da Fiore e Dante, Longo, Ravenna 1966;
  • Saggi critici di storia letteraria, Olschki, Firenze 1967;
  • Fortunato Seminara, Pellegrini, Cosenza 1966;
  • La letteratura calabrese, Pellegrini, Cosenza 1965;
  • Carlo Michelstaedter, La Nuova Italia, Firenze 1968;
  • Giuseppe Parini, La Nuova Italia, Firenze 1966;
  • Ariosto, Radar, Padova 1969;
  • Studi sul Novecento, L. S. Olschki, Firenze 1969;
  • Grazia Deledda, La Nuova Italia, Firenze 1970;
  • Indagini e letture, A. Longo, Ravenna 1970;
  • Ideologia e arte in Guido Gozzano, La Nuova Italia, Firenze 1972;
  • Miti e arte in Antonio Fogazzaro, La Nuova Italia, Firenze 1973;
  • Albino Pierro. Dialetto e Poesia, Garigliano, Cassino 1979;
  • Società , cultura e letteratura in Emilia e Romagna, Olschki, Firenze 1980;
  • Vito Riviello, Capuano ed., Francavilla sul Sinni 1985;
  • Storia della Letteratura Italiana, Garigliano, Cassino 1987;
  • Letteratura e cultura popolare, Olschki, Firenze 1983;
  • Introduzione a Carducci, Laterza, Bari-Roma 1988;
  • Introduzione a Fogazzaro, Laterza, Bari-Roma 1990;
  • Utopia e realtà  nelle letterature regionali, Esi, Napoli 1991;
  • Pagine siciliane, Sicania, Messina 1992;
  • Aurelio Bertola nella letteratura del Settecento, Olschki, Firenze 1998;
  • L’attività  letteraria di Ruggero Jacobbi, Esi, Napoli 2000.

Opere poetiche

  • Poesie, Globo, Reggio Calabria, 1945;
  • Poesie, Rebellato, Cittadella Veneta 1961;
  • La ragazza di Ferrara, All’Insegna dell’Occhiale, Roma 1997;
  • Sei tu il bolero, Forum-Quinta Generazione, Forlì 1991;
  • Ti estraggo dai tifoni, Lineacultura, Milano 1993;
  • Da un’altra stanza, Genesi Editrice, Torino 1996.

Nota bibliografica essenziale

  • Tommaso Scappatici, L’attività  critica di Antonio Piromalli, in Studi in onore di Antonio Piromalli. Il lavoro critico, il magistero, i ricordi, gli scritti, a cura di T. Iermano, Esi Napoli 1993, pp. 9-10;
  • Per Antonio Piromalli, fascicolo monografico di «Letteratura & Società  » n. 17-18, 2004;
  • Antonio D’Elia, Fortunato Seminara e Antonio Piromalli: amicizia letteraria e impegno civile (con lettere inedite, 1939-1981), prefazione di E. Pesenti Rossi. Pellegrini, Cosenza 2010;
  • In ricordo di Antonio Piromalli, Atti della Giornata di Studi, Cassino, 24 maggio 2006, a cura di Tommaso Scappaticci, Edizioni Università  di Cassino, Cassino 2010;
  • Piromalli, Antonio, in Enciclopedia Treccani, http://www.treccani.it/enciclopedia/ antonio-piromalli
  • Fondo Antonio Piromalli www.antoniopiromalli.it.