Pontieri, Ernesto

Ernesto Pontieri [Nocera Terinese (Catanzaro), 4 settembre 1896 – Roma, 4 maggio 1980]

Primogenito di Giuseppe e di Maria Carmela Statti, nacque in una famiglia modesta. Il padre era un commerciante e la madre donna di casa. Frequentò le scuole elementari nel paese natale dove ebbe anche le cure dello zio paterno, il sacerdote Francesco, quindi continuò il Ginnasio nella vicina Nicastro (oggi Lamezia Terme), trasferendosi, infine, al Liceo classico Galluppi di Catanzaro, dove ebbe Giuseppe Isnardi tra i suoi insegnanti. Dopo la maturità si iscrisse all’Università di Napoli si laureò in Lettere Filosofia. Esonerato dal servizio militare per problemi alla vista, nell’anno accademico 1918-19 si laureò con lode con la tesi I primordi della feudalità calabrese, sotto la guida di Michelangelo Schipa, docente di storia medievale e moderna che lo ebbe tra gli allievi prediletti. Presso la Scuola dell’Archivio di Stato di Napoli, conseguì in seguito il diploma di paleografia e archivistica.
Docente in vari licei del Sud (Lucera, Palermo, Catanzaro e poi Salerno) continuò le proprie ricerche sulla storia calabrese. Nel 1925 ottenne il Premio Tenore per le scienze storiche dell’Accademia Pontaniana di Napoli, e l’anno successivo – aveva 30 anni – conseguì la libera docenza in storia medioevale e moderna che esercitò nelle università di Roma e di Napoli. Nel 1926, anno in cui aderì al fascismo, si sposò con la calabrese Maria Mercurio che morì l’anno dopo durante un parto gemellare, in cui sopravvisse solo il figlio Giuseppe Mario che diventerà professore di Patologia generale all’Università La Sapienza di Roma.
Dal 1932, anno della sua immissione in ruolo, fu professore di Storia medievale e moderna, prima nell’università di Cagliari per un anno e poi, dal 1933, presso l’Università Federico II di Napoli, sviluppando un’intensa attività di ricerca, sulle potenze normanne e sveve, la dominazione aragonese, la congiura dei baroni, i conflitti e i movimenti religiosi nel periodo della Riforma protestante e della Controriforma. Dedicò studi anche alla rivoluzione del 1799, al Settecento e all’Ottocento borbonico, con incursioni anche nella storia contemporanea. Frutto di tali ricerche sono decine di volumi e di saggi. 
Sulle innovazioni e sulla “qualità” della sua ricerca, all’indomani della morte si soffermò Giuseppe Galasso, suo allievo: «Cresciuto in una prospettiva culturale ancora dominata dal pragmatismo e dall’erudizione delle scuole positivistiche, egli ne trasse una schietta adesione al concetto che la storia sia ricerca della verità, indagine scrupolosa per accertare i detti, i fatti, la mente degli uomini del passato; e sentì sempre con grande immediatezza il legame del presente col passato, la pietas storica che spinge a ravvisare nella tradizione e nelle loro vicende un momento insopprimibile della verità, al di sopra di tutto quanto è più contingente».
Studioso stimato a livello nazionale e internazionale, continuò nella ricerca e nella didattica anche nel secondo dopoguerra, quando la sua vita ebbe una svolta.
Agli inizi degli anni Cinquanta si risposò con la vicentina Ofelia Chiodi.
Dal 1950 al 1959 fu Rettore dell’Ateneo napoletano per tre mandati consecutivi ed è ricordato per il grande impegno profuso e le non comuni capacità nella modernizzazione, promuovendo anche la costruzione di nuove strutture, il potenziamento delle biblioteche, la dotazione di attrezzature e nuovi laboratori. Dal 1967 al 1972 fu anche rettore dell’Università degli Studi dell’Aquila.
Oltre agli incarichi accademici, fu presidente della Società napoletana di storia patria dal 1937 al 1979 e socio nazionale dell’Accademia dei Lincei. Fece parte del consiglio direttivo dell’Istituto italiano per gli studi storici dalla fondazione e fino alla morte. Guidò anche l’Accademia Pontaniana (1964-1970) e per sette volte la Società nazionale di scienze, lettere e arti di Napoli. Ha presieduto, inoltre, il comitato direttivo della Storia Universale, e quello della Storia di Napoli
Legato alla Calabria e al paese natale in particolare (negli anni Cinquanta fu promotore di una scuola di avviamento professionale all’agricoltura, e, ormai anziano, diede vita alla Fondazione Famiglia Pontieri che riservava un premio di nozze a ragazze povere), dal 1957 al 1972 fu presidente della Deputazione di storia patria per la Calabria.
Nel 1971 fece dono alla Biblioteca nazionale di Napoli del suo patrimonio librario: il Fondo Pontieri è costituito da circa 5900 opuscoli, 5200 opere monografiche, decine di annate di riviste storiche, carteggi, codici diplomatici, testi antichi).
In seguito alla morte della seconda moglie avvenuta nel 1976, nel 1978 si trasferì a Roma presso il figlio. Qui nel 1979 fu colpito da un ictus cerebrale dal quale non si riprese più. Morì l’anno dopo all’età di 84 anni. Le sue spoglie riposano nella cappella di famiglia nel piccolo cimitero di Nocera Terinese. (Aldo Lamberti) © ICSAIC 2022 – 6 

Opere

  • I primordî della feudalità calabrese, Albrighi & Segati, Milano 1922;
  • De rebus gestis Rogerii Calabriae et Siciliae comitis et Roberti Guiscardi ducis fratris eius: auctore Gaufredo Malaterra monacho benedictino, Zanichelli, Bologna 1927-1928;
  • La Riforma in Italia, Tip. Sedile di Porto, Napoli 1939;
  • La Dinastia aragonese di Napoli e la casa de’ Medici di Firenze: dal carteggio familiare, Miccoli, Napoli 1941;
  • Il riformismo borbonico nella Sicilia del Sette e dell’Ottocento. Saggi storici, Perrella, Napoli 1945 (poi ESI, Napoli 1961 e 1965);
  • Ricerche sulla crisi della monarchia siciliana nel secolo XIII, Miccoli, Napoli 1942 (2ª ed., ESI, Napoli 1950);
  • Tramonto del baronaggio siciliano, G. C. Sansoni, Firenze 1943;
  • L’equilibrio e la crisi politica italiana nella seconda metà del secolo XV, Libreria scientifica editrice, Napoli 1945;
  • Tra i Normanni nell’Italia meridionale, Morano, Napoli 1948 (poi ESI, Napoli 1964);
  • Nei tempi grigi della storia d’Italia, ESI, Napoli 1949;
  • Per la storia di Ferrante I d’Aragona re di Napoli, Morano, Napoli s.d. [ma 1947] (II ed. ESI, Napoli 1969);
  • I barbari in Italia; appunti dalle lezioni del corso ufficiale di storia medievale, a.a. 1951-1952, ESI, Napoli 1952;
  • Camillo Porzio storico, Società napoletana di storia patria, Napoli 1958;
  • Le invasioni barbariche e l’Italia del V e VI secolo, Libreria scientifica editrice, Napoli 1959-1960;
  • Divagazioni storiche e storiografiche, Libreria scientifica editrice, Napoli 1960;
  • I registri della Cancelleria vicereale di Calabria (1422-1453), Accademia Pontaniana, Napoli, 1961;
  • Le lotte per il predominio in Europa e la fine della “libertà” d’Italia (1494-1530), ESI, Napoli 1961;
  • L’età dell’equilibrio politico in Italia (1454-1494), Libreria scientifica editrice, Napoli 1962;
  • La Calabria a metà del secolo XV e le rivolte di Antonio Centelles, F. Fiorentino, Napoli 1963;
  • La congiura de’ baroni del Regno di Napoli contro il re Ferdinando primo, e gli altri scritti di Camillo Porzio, (a cura di), ESI, Napoli 1964;
  • I movimenti religiosi del secolo XVI e l’Italia, ESINapoli 1965;
  • Nei tempi grigi della storia d’Italia. Saggi storici sul periodo del predominio straniero in Italia, ESI, Napoli 1966;
  • Gli ultimi aneliti della indipendenza politica italiana: 1530-1559, ESI, Napoli 1966;
  • Venezia e il conflitto tra Innocenzo VIII e Ferrante d’Aragona, Società napoletana di storia patria, Napoli 1969;
  • Federico II di Hohenstaufen e i suoi tempi, Libreria scientifica editrice, Napoli 1970;
  • I normanni nell’Italia meridionale, Libreria scientifica editrice, Napoli 1971
  • Napoli aragonese: traffici e attività marinare, Giannini, Napoli 1972;
  • Niccolò Rodolico, Accademia nazionale dei Lincei, Roma 1972;
  • Nelle pieghe della guerra sanfedista in Calabria negli anni 1806-1811, Napoli 1973
  • Breve storia dell’arte napoletana (con Pinella Sciuti Campanella),Società editrice napoletana, Napoli 1974;
  • Alfonso il Magnanimo re di Napoli. 1435-1458, Edizioni scientifiche italiane, Napoli 1975;
  • Baia nel Medioevo, Roma 1977;
  • La politica mediceo-fiorentina nella congiura dei baroni napoletani contro Ferrante d’Aragona, 1485-1492. Documenti inediti, Napoli 1977;
  • Carteggi diplomatici fra Milano sforzesca e la Francia (18 agosto 1450 – 26 dicembre 1456), Istituto Storico Italiano per l’età moderna e contemporanea, Roma 1978;
  • Il comune dell’Aquila nel declino del Medioevo, Japadre, L’Aquila 1978.

Nota bibliografica

  • Pontieri Ernesto, in Enciclopedia Italiana, III appendice, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, Roma 1961; 
  • Giuseppe Galasso, Profilo di Ernesto Pontieri., «Archivio Storico per le Province Napoletane», XCVIII, 1980, pp. 1-27; 
  • Antonio Casali, Storici italiani fra le due guerre. La “Nuova Rivista Storica” (1917-1943), Guida, Napoli 1980; 
  • Raffaele Colapietra, Catanzaro e la Calabria nel Pontieri “aragonese”: spunti per una discussione, in Studi storici sulla Calabria medioevale e moderna in memoria di Ernesto Pontieri, «Rivista Storica Calabrese», 4, 1-2, 1983, pp. 59-101;
  • Fulvio Tessitore, Omaggio al rettore Pontieri, in Id., Un impegno quotidiano. Cronache di otto anni di Rettorato, Napoli 2002, pp. 305-308; 
  • Mario Del Treppo, Ernesto Pontieri (1896-1980), «Clio», XVIII, 3, 1982, pp. 437-467;
  • Mario Del Treppo, Ricordo di Ernesto Pontieri, «Rassegna Storica Salernitana», XXII, 2004, pp. 215–231;
  • Rocco Liberti, Ernesto Pontieri, il principe degli studiosi di storia calabrese e meridionale, «Storicittà», XIV, 138, 2005;
  • Giovanna Senatore, Ernesto Pontieri: il rigore metodologico di uno storico, «Rivista di Storia e Cultura del Mediterraneo», 1, 2, 2012;
  • Pietro Dalena (a cura di), Ernesto Pontieri (1896-1980). L’uomo – La storiografia, Adda Editore, Bari 2014;
  • Giuseppe Mario Pontieri, Una storia, una memoria: vi racconto mio padre, in P. Dalena (a cura di), Ernesto Pontieri (1896-1980). L’uomo – La storiografia, Adda Editore, Bari 2014, pp. 7-14;
  • Antonella Venezia, Pontieri, Ernesto, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 84, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, Roma 2015;
  • Fulvio Tuccillo, La biblioteca di uno storico: Ernesto Pontieri e i suoi libri, http://vecchiosito.bnnonline.it/percorsi/ pontieri.htm (20 aprile 2015).

Nota archivistica

  • Archivio Centrale dello Stato, Ministero della Pubblica IstruzioneDirezione generale dell’Istruzione superiore, Divisione I, Concorsi 1924-1954, b. 60; 
  • Archivio storico della Società napoletana di storia patria, documenti su Pontieri.