Pulci, Antonio

Antonio Pulci [Scalea (Cosenza), 13 giugno 1947 – Roma, 3 agosto 2012]

I suoi genitori erano Cesare, ragioniere cosentino impiegato presso la Cassa di Risparmio di Calabria, e Giselda Benvenuto, originaria di Diamante (Cosenza). Nacque a Scalea, dove la famiglia si era stabilita a seguito del temporaneo trasferimento presso la locale Filiale del padre (che era molto noto negli ambienti bruzi perché calciatore del Cosenza nei campionati di anteguerra). Ebbe un fratello, Gerardo, e quattro sorelle: Rosaria (detta Ria), Marisa, Rossella e Paola. 
Tonino, com’era chiamato in famiglia, iniziò il percorso scolastico a Scalea, luogo al quale è sempre stato legato e dove coltivò e mantenne amicizie imperiture, ma il successivo e prestigioso incarico ottenuto dal padre a Roma, presso l’Italcasse, determinò una nuova situazione e sistemazione del nucleo familiare. Nella capitale i fratelli Pulci iniziarono le loro attività lavorative, prevalentemente nel settore economico e finanziario (la sorella Ria è stata in seguito una dirigente nazionale dell’Acri, Associazione tra le Casse di Risparmio Italiane) e altri gli studi, come nel caso di Tonino, che dopo aver conseguito la maturità si iscrisse alla Facoltà di Geologia. Non divenne mai, tuttavia, uno studioso del pianeta Terra perché all’età di 20 anni venne definitivamente conquistato dalle “sirene” del mondo dello spettacolo e del teatro in particolare che già lo avevano attratto negli anni dell’adolescenza.
Dopo le prime esperienze amatoriali nei quartieri della capitale, assieme a Giancarlo Sepe, regista casertano emergente, formò una compagnia teatrale che proponeva testi del teatro russo e della narrativa italiana contemporanea. Fu co-fondatore nel 1972 del Teatro La Comunità a Roma, in Trastevere, un laboratorio apprezzatissimo nell’ambiente per la qualità delle rappresentazioni che comprendevano lavori di autori noti e meno noti, non solo contemporanei. Proseguì lavorando con nomi già importanti del teatro italiano come Luca Ronconi, Mario Missiroli e Luigi Squarzina, e tra la fine degli anni Settanta e l’inizio del decennio successivo mise in scena lavori di Jean Cocteau, Georges Feydeau, Roberto Cavosi, Christopher Durang, Neil Simon. 
Nella sua non lunga carriera, ha spaziato dal teatro al cinema e alla televisione, in qualità di attore, regista, dialoghista e poi direttore del doppiaggio. Ha insegnato storia del teatro e dello spettacolo nei corsi a indirizzo umanistico presso l’Università della Tuscia di Viterbo (dove sviluppò il CUT, Centro Universitario Teatrale) ed è stato autore di testi per spettacoli radiofonici (Quarto piano, interno 9) una «soap opera radiofonica» in 30 puntate del 1984 andata in onda su Rai Radio Uno con l’attrice Elena Sofia Ricci, e televisivi (Du-du-du), con l’attore Pino Caruso, nel 1980. I suoi interessi sono stati molto diversificati, partendo dal teatro greco e latino per avvicinarsi agli autori contemporanei, passando anche per il musical. Il grande Giorgio Albertazzi, che ne aveva curato l’adattamento, interprete assieme ad Anna Proclemer, gli affidò la regia teatrale di La luna degli attori, di Ken Ludwig. 
Aveva rivisitato i classici e ottenne un inaspettato successo di pubblico e di critica con Non ci ha fatto effetto affatto, commedia che si richiamava al Romeo e Giulietta di Shakespeare in chiave ironica e nella quale fece debuttare a Roma un comico genovese poi divenuto famoso, Massimo Lopez. Sua anche una apprezzatissima regia teatrale di Il prigioniero della seconda strada (protagonista Massimo Dapporto) del drammaturgo statunitense Neil Simon, lavoro che nel 1975 era stato portato sui grandi schermi da Melvin Frank sull’onda della appena terminata guerra contro il Vietnam. Ha diretto anche Franco Califano e Antonella Steni in Non toccate Frankie & Tony nel 1981, altro musical su due banditi alla Bonnie & Clyde.
La curiosità intellettuale lo indusse sempre a interessarsi di nuove tendenze che tra gli anni Settanta e i due decenni successivi ampliarono gli orizzonti del cinema e del teatro in Italia e nel mondo. Si avvicinò al cinema israeliano ed ebraico in occasione di più eventi tenutisi a Roma, durante i quali conobbe e frequentò Paola Pitigliani, esponente della famiglia organizzatrice (il «Centro Ebraico Italiano» era denominato anche «Il Pitigliani»), intrattenendo con lei una relazione sentimentale dalla quale nacque un figlio, Andrea. 
Se nel teatro riuscì a ottenere importanti spazi prevalentemente nella capitale, attraverso un lavoro accurato e un rigore professionale ed etico non trascurabile, nel campo cinematografico – dove sembrava parimenti lanciato in contemporanea con le attività di palcoscenico – l’artista di Scalea non raccolse risultati di pari valenza. Esordì nel 1984 con la commedia Ladies & Gentlemen, un sarcastico remake di Accadde domani di René Clair prodotto dal gruppo Mediaset, ottenendo anche validi incassi grazie alla distribuzione, ma sul suo nome venne posto un veto del gruppo per vedute politiche non collimanti con la produzione e dovette attendere ben 14 anni prima di tornare a far partire un nuovo primo ciak, con Donne in bianco, da lui scritto assieme a Giuseppe Pavia e Lina Sotis, prodotto da Cecchi Gori Group.
Interpretò lavori per la televisione (le miniserie Cinema!!! nel 1979 e Panagulis vive nel 1982, Gioco di morteRosaura alle 10) e destinati al grande schermo, come Fontamara, E tu vivrai nel terrore! L’aldilàManhattan BabyIl caso Gadamer e La notte del profeta – Padre Pio da Pietrelcina.  
Generi diversi, tecniche cinematografiche e linguaggi diversi, a conferma della passione di Pulci per la cultura dello spettacolo che non ha limiti e confini in una realtà culturale post-rivoluzionaria aperta alla poliedricità e a ogni interscambio: a partire dalle prime collaborazioni tra il 1978 e il 1981 con il musicista Stefano Marcucci per Piccole donne il musical, tratto dall’omonimo testo di Mary Louise Alcott e ambientato nel Massachussetts degli anni della guerra di secessione, la cui prima venne rappresentata al Teatro Cinema Palazzo Roma il 18 ottobre del 1978, e che poi andò in scena anche al Teatro Stabile di Trieste prima di diventare itinerante per alcune stagioni, passando per una commedia scritta da un autore di fine ottocento come Feydeau, l’incontro con un grande maestro qual era Carlo Lizzani, regista di Fontamara, tratto dall’opera di Silone, il cinema surreale e horror di Lucio Fulci (del quale fu anche assistente alla regia) ed Enzo Tarquini, quello dell’impegno sociale presente in Giuseppe Ferrara e del misticismo di Jean Marie Benjamin nel film su Padre Pio (il primo dedicato alla figura del frate). Gradualmente i suoi interessi si spostarono verso il doppiaggio e la scrittura di testi e dialoghi, prevalentemente per la radio e cooperative cinematografiche di giovani. E contattato dall’ateneo di Viterbo, inaugurato nel 1979, iniziò a fondare le basi per i corsi universitari. Avviò diversi progetti che iniziarono con la pubblicazione di La peste di Milano del 1630 di Benedetto Cinquanta, curata dal Centro studi sul teatro medioevale e rinascimentale.
Nella sua vita privata, interrotta la relazione con la Pitigliani, entrò l’insegnante e traduttrice francese Fabien Pallamidessi, che conobbe a Roma, anch’essa appassionata di cinema e introdotta nel mondo dello spettacolo, e dalla loro unione nacquero due figli, Alessandro ed Eugenia. 
Pur essendo un personaggio noto, da amante del mare e della sua terra continuò a trascorrere le vacanze estive, quando non impegnato con il lavoro, a Scalea, assieme ai suoi affetti, ritrovando gli amici di sempre ai quali lo legavano rapporti intensi, e che spesso arrivavano all’improvviso nei teatri romani per assistere ai suoi spettacoli.
Dovette dapprima rallentare e poi gradualmente abbandonare le sue attività a causa di problemi di salute. La malattia fu lunga e sofferta, scomparve all’età di 65 anni. (Letterio Licordari) © ICSAIC 2022 – 1 

Attività teatrale – Regie

  • Piccole Donne, il Musical (scritto con Stefano Marcucci) – 1978, genere: musical;
  • Non toccate Frankie & Tony – 1981, genere: musical;
  • Sarto per signora – 1978, genere: commedia;
  • Il prigioniero della seconda strada – 1984, genere: drammatico;
  • La luna degli attori – 1996, genere: commedia;
  • Non ci ha fatto effetto affatto – 1984, genere: comico.

Attività cinematografica – Regie

  • Ladies & Gentlemen – 1984, genere: satirico;
  • Donne in bianco – 1998, genere: commedia.

Attività cinematografica – Interpretazioni

Nota bibliografica

  • Roberto Poppi, I registi dal 1930 ai giorni nostri, Casa editrice Gremese, Roma 2002.

Nota

  • L’A. ringrazia Pasquale Bergamo, Iride Ammirati, Roberto De Vito e Domenico Fama, amici del biografato, per le notizie fornite e per la documentazione fotografica messa a disposizione.
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