Maletta, Luigi

Luigi Maletta [Parenti (Cosenza), 13 novembre 1903 – Cosenza, 17 marzo 1975]

Sacerdote ed educatore, ha lasciato una traccia profonda a Cosenza e nella sua provincia per il suo impegno in favore dei giovani, per i quali mise in campo numerose iniziative. Tra le più note la realizzazione del Villaggio del Fanciullo e la costituzione del primo gruppo scout del dopoguerra in città.
Nasce a Parenti, in provincia di Cosenza, il 13 novembre 1903 da Giuseppe Maletta e Caterina Capellupo. La famiglia vive dell’attività del capofamiglia, Giuseppe, che di mestiere fa il sarto. Mostra già da piccolo la propensione per seguire gli studi in seminario e, nonostante l’iniziale contrarietà del padre, l’intera famiglia si trasferisce a Cosenza per permettergli di seguire il suo percorso presso il seminario diocesano. Viene ordinato sacerdote l’11 giugno 1927 e viene presto nominato viceparroco della centrale parrocchia di San Nicola. Sin dai primissimi anni di sacerdozio matura il suo impegno in favore dei giovani, per i quali si adopererà tutta la vita in iniziative sociali che hanno lasciato il segno in intere generazioni. Fonda nel 1929 uno dei primi circoli ricreativi per la gioventù, sorto nel rione Tribunali e intitolato a San Luigi, benedetto l’8 dicembre di quell’anno dall’arcivescovo Tommaso Trussoni. 
Sempre nel 1929 viene nominato viceparroco della Parrocchia di San Gaetano, incarico che mantiene fino al 1935 quando decide di partire volontario come cappellano nella guerra d’Etiopia. È impegnato dal 1935 al 1937 nell’Africa Orientale Italiana, prestando servizio in ospedali da campo e seguendo le truppe in vari combattimenti. Per la sua attività sul fronte viene decorato con medaglia di bronzo e croce di guerra al valor militare. Ammalatosi di malaria, nel novembre 1937 deve far ritorno in Italia e trascorre più di un anno ricoverato presso l’Ospedale militare di Caserta. Rientra quindi a Cosenza, dove torna a ricoprire la carica di viceparroco di San Gaetano e a occuparsi dei giovani anche in qualità di assistente ecclesiastico dell’associazione cattolica giovanile «Pier Giorgio Frassati» da lui fondata nel 1938.
Dopo la morte del parroco di San Gaetano don Vincenzo Sisca, nel marzo 1940 per nomina dell’arcivescovo Roberto Nogara assume la cura della parrocchia nella quale era stato viceparroco. La parrocchia di San Gaetano è una delle più popolose ed estese della città, comprendente numerosi quartieri periferici, ma allo stesso tempo è centrale nella vita cittadina per la nota fiera di San Giuseppe, che nei giorni intorno al 19 marzo si svolge proprio nelle aree adiacenti la chiesa. 
Durante la II Guerra mondiale anche Cosenza conosce le difficoltà della guerra. Il 1943, in particolare, rappresenta un anno drammatico per la città a causa dei bombardamenti degli Alleati susseguitisi dall’aprile al settembre. Il 28 agosto viene colpita proprio la zona della chiesa di San Gaetano e, sotto le bombe, cadono vittima la madre di don Luigi e la sorella Adelina. Egli stesso ne raccoglie i corpi sulla gradinata d’accesso alla chiesa. È un evento che lo segna profondamente e che lo spinge a impegnarsi nel tramandare la memoria di quei fatti e di quelle vittime. Nella chiesa di San Gaetano, su suo impulso, nel 1954 viene realizzata una lapide che riporta i nomi delle vittime civili di quei bombardamenti a Cosenza, e annualmente organizza presso la sua chiesa una celebrazione in loro ricordo.
Oltre che nella vita pastorale, è attivo anche nel contesto sociale del suo tempo. Alla ripresa della vita democratica, è presente il 3 novembre 1943 alla prima riunione del comitato provinciale della Democrazia Cristiana costituitosi a Cosenza. Nella sua parrocchia è attiva anche la Società di cultura «Giuseppe Toniolo», voluta dal vescovo mons. Aniello Calcara e della quale egli è presidente. Ne è invece segretario don Carlo De Cardona, il sacerdote promotore del movimento cooperativo cattolico cosentino, che settimanalmente tiene delle conferenze in San Gaetano. Una iniziativa, quella della Società di Cultura «Toniolo», che aumenta in lui la già grande attenzione per le problematiche sociali.
Profonde la sua azione soprattutto nei quartieri della Massa, Lungo Crati, Caricchio, Casali e Spirito Santo. Tra le altre iniziative realizzate in parrocchia figurano il cinema parrocchiale, progetti di assistenza alla comunità nomade presente sul territorio posta sotto le sue cure e soprattutto la costituzione del primo gruppo scout cosentino. Il gruppo “Cosenza 1”, iscritto all’allora Asci, Associazione Scout Cattolici Italiani, è l’antesignano dei vari gruppi scout sorti subito dopo in città e nell’intero circondario: viene fondato nella parrocchia di San Gaetano l’8 dicembre 1945, pochi mesi dopo la fine del conflitto, e viene registrato ufficialmente nel maggio 1947. Don Maletta è pragmatico e dotato di grande manualità, tutte abilità che riversa nel suo impegno di formatore scout. È spesso lui stesso a sistemare le divise del gruppo, insegna ai giovani la realizzazione di diversi lavori artigianali e con un vecchio camion acquistato a Napoli trasporta personalmente i ragazzi nei campi scout organizzati in diverse località della Sila. Il gruppo in quei primi anni fa così esperienze difficili da immaginare in una città di provincia, compresa la partecipazione a Roma di tutto il gruppo dei ragazzi, a sue spese, alle celebrazioni dell’ottantesimo anniversario della Gioventù Italiana di Azione Cattolica. 
Il 4 luglio 1958 viene nominato Assistente provinciale dell’Asci, a conferma di quanto il suo operato nello scoutismo sia rilevante non solo a livello cittadino ma provinciale e regionale.
La sua opera più nota è però il Villaggio del Fanciullo “Cristo Re”, una struttura il cui obiettivo è dare accoglienza ai ragazzi poveri, abbandonati o in situazioni di difficoltà. Sorta nel quartiere Caricchio su di un terreno ricevuto in donazione, il Villaggio è una delle principali opere sociali realizzate a Cosenza nel II Dopoguerra. La prima pietra dell’opera viene posata nel giugno 1950 e la struttura viene costruita e mantenuta nelle fasi iniziali soprattutto grazie a donazioni di benefattori, anche dall’America, ad alcuni contributi di vari enti e a risorse personali dello stesso don Luigi, che per l’opera vende anche la sua casa di famiglia a Parenti. L’edificio che ospita la struttura viene costruito a forma di nave, in una zona di campagna, comprendendo cucine, dormitori, palestra, biblioteca, aule scolastiche e spazi ricreativi. Qui trovano accoglienza, ospitalità e formazione, dall’infanzia fino ai 21 anni, più di 200 ragazzi provenienti sia da Cosenza che dalla provincia. Il papa di allora, Pio XII, definisce l’iniziativa «un’opera meravigliosa di carità cristiana». 
Alcuni anni dopo, a causa di difficoltà finanziarie e burocratiche, cede la gestione dell’opera all’Eca, Ente Comunale di Assistenza, e da questa passa in seguito a un ente creato ad hoc, che tra varie difficoltà la gestisce fino alla chiusura nel 1985. Il Villaggio del Fanciullo rappresenta comunque il segno tangibile del suo impegno per i giovani di quartieri periferici e difficili. 
Muore a Cosenza nel 1975, quando aveva 72 anni. I funerali, che si svolgono durante la festa di San Giuseppe, sono molto partecipati soprattutto dai tanti giovani che era riuscito ad accogliere negli anni attraverso le sue poliedriche attività.
Dopo alcuni anni gli viene intitolata la strada che, proprio nei pressi della chiesa di San Gaetano, porta allo slargo del vecchio palazzo dei tribunali, oggi Palazzo Arnone. Al suo nome è intitolato anche il Centro Studi e Documentazioni Scout del gruppo Cosenza 1, da lui ha fondato e guidato per circa trent’anni. Il gruppo Cosenza 1 è ancora oggi attivo nella stessa parrocchia e il Centro studi, che ha sede nel centro storico di Cosenza, si occupa di custodire la memoria dello scoutismo locale. (Lorenzo Coscarella) ©ICSAIC 2020

Nota bibliografica

  • Centro Regionale di Studi e Documentazione sullo Scoutismo “Mons. Vincenzo Lembo”, Sacerdoti e scautismo in Calabria. Don Lembo, Don Maletta, Don Gatti: tre esperienze di fede e di educazione, «Brutium», 1, 2005.
  • Francesca Canino, La nave con la prua a sud. Il Villaggio del Fanciullo “Cristo Re”, «Il Quotidiano della Calabria», 5 marzo 2007.
  • Lorenzo Coscarella, L’atto di nascita della DC in provincia di Cosenza, «Parola di Vita», 6, 12, 28 marzo 2013. 
  • Matteo Dalena, L’eredità tradita di don Maletta, «Gazzetta del Sud», 27 agosto 2016.
  • Emilia Passarelli, Francesca Stumpo, Percorsi di vita cristiana. Testimonianze della fede nella storia dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, Rubbettino, Soveria Mannelli 2002, pp. 65-70.
  • Enzo Stancati, Cosenza nei suoi quartieri, vol. 1, Pellegrini, Cosenza 2007, pp. 196-200.
RSS
Twitter
Visit Us
Follow Me
YouTube
Instagram