Prestifilippo, Silvestro

Silvestro Prestifilippo [Caronia (Messina), 17 settembre 1921 – Messina, 10 giugno 1975]

Anche se nasce e muore in Sicilia, può essere considerato un calabrese di fatto, perché in Calabria trascorre molti anni della sua vita, impegnato nel giornalismo democratico del dopoguerra, e perché in Calabria si sposa con una calabrese e qui nascono i suoi figli. Il padre, Antonio, era un piccolo possidente, la madre Eraclide, una casalinga. Compie la sua formazione professionale, culturale e politica a Genova, città natale della madre, dove la famiglia si trasferisce quando è ancora un ragazzo. Studia infatti nel capoluogo ligure e debutta come critico teatrale nel 1938, sulle pagine dell’organo della comunità mazziniana nazionale, il genovese «Il Grido d’Italia», diretto da Umberto Riparbelli, e scrive sul «Contemporaneo». Già dal 1939, a soli 18 anni, frequenta i salotti antifascisti della città, tra i quali la casa di Umberto Cavassa, che sarà poi il direttore del quotidiano «Il Secolo XIX», al quale collaborerà, la casa di De Allegri, scrittore e giornalista, e poi direttore dell’edizione genovese de «L’Unità», e la redazione de «Il Lavoro». A Genova si iscrive alla facoltà di giurisprudenza, ma finirà i suoi studi a Messina, alla fine della guerra.
Intrapresa la carriera giornalistica, nel 1941 esordisce anche nel mondo della narrativa, pubblicando il suo primo racconto lungo, «Amore antico», sulla testata «Il Brennero». Pubblica inoltre sulle pagine de «Il Grido», la raccolta di racconti brevi «Ricordi di Bohème» e il suo primo saggio dedicato alla «Letteratura, oggi».
Nel 1942 giunge per la prima volta a Reggio Calabria; non è un viaggio di piacere, poiché in Calabria, in divisa da sottotenente, si trova a causa della guerra: prima a Reggio, poi nel 1943, a Soverato, in provincia di Catanzaro, con l’ottavo gruppo Lancieri d’Aosta. In questo periodo pubblica la seconda raccolta di racconti brevi dal nome «Anima amara», del 1943. 
Il giovane giornalista decide, intanto, che alla fine del conflitto, non tornerà al Nord ma continuerà la sua attività a Reggio Calabria. Nel 1944, fa fede alla promessa fatta e, tornato dal fronte di Cassino, si stabilisce a Reggio e sposa Caterina Lucianò, una ragazza di Palizzi. La coppia avrà due figli, Eraclide e Antonio che seguirà le orme del padre come giornalista e scrittore. 
A Reggio conosce Guglielmo Calarco, con il quale intraprende molte attività, sia in ambito giornalistico che politico, ottenendo la tessera del partito socialista.
Di fatto, l’esperienza della guerra gli aveva provocato, come lui stesso afferma, un sentimento «di amarezza e di raccapriccio»: attraverso il saggio «Pagine di passato e di avvenire», che è più un diario, pubblicato nel 1943, racconta i momenti più cupi, vissuti durante il conflitto.
Nel 1945 la raccolta «Storie d’amore» conclude il suo iniziale periodo narrativo caratterizzato dalla scelta letteraria di esprimere il suo stile lirico e descrittivo, attraverso il racconto breve. 
La sua attività giornalistica continua: sostenuto da Guglielmo Calarco, scrive sul quotidiano socialista «La Luce», della cui impaginazione si occupa personalmente; tra la fine di settembre e i primi di ottobre del 1944, scrive su «Il Tempo», diretto da Franco Cipriani e Edoardo Rodinò, voluto dal comando militare alleato al posto di altri quotidiani nati a Reggio dopo la liberazione. Impegnato nell’informazione, si dedica anche alla narrativa, con il romanzo «Il solitario»,pubblicato nel 1945.
Il 1947 è per lui un anno fondamentale: giornalista affermato, scrittore cospicuo e ispirato, si innamora dell’arte cinematografica, e si dedica al genere del documentario, realizzando «Appuntamento sullo Stretto», prodotto da Filippo Rizzo, direttore ed editore del quotidiano democristiano di Reggio Calabria, «La Voce di Calabria», testata che accoglie la penna insolita e vibrante di Prestifilippo dal 1948 al 1958, ultimo anno di vita del quotidiano, affidato a lui come condirettore. Dal 1948 al 1949 sulle pagine de «La Voce», pubblica in ventotto puntate, il romanzo, «Il nome del dolore», preceduto da due racconti brevi «L’anima triste» e «Tempo di febbre». 
Pubblica anche, nel 1948, il romanzo, «Il mondo sulle strade». Nel 1949 crea con Guglielmo Calarco la rivista culturale «L’Airone», in vita fino al 1956, della quale è direttore responsabile.
Continua intanto la sua attività di regista: per poter meglio dedicarsi al lavoro cinematografico, si trasferisce a Roma, dove ha modo soprattutto, di confrontarsi e conoscere intellettuali e personaggi del cinema e della cultura neorealista; nella capitale conosce Alberto Moravia, Vittore Quèrel, frequenta Orsino Orsini, Corrado Alvaro, Giancarlo Vigorelli, Massimo Bontempelli, e molti altri. 
Nel 1949 partecipa ai «premi qualità», indetti dallo Stato, con il documentario «Cuore d’Aspromonte», anche questo finanziato da Filippo Rizzo. Sempre nel 1949, dà prova del suo talento anche nell’ambito teatrale, con il dramma in tre atti «Crepuscolo» e, con il romanzo «E domani è lunedì», si fa conoscere anche all’estero, soprattutto in Germania, dove il libro viene tradotto e apprezzato: il protagonista Stelio, diventa emblema e simbolo dell’autore stesso, riproponendosi ancora nella sua produzione letteraria come portavoce dei sentimenti dello scrittore.
Nel 1950 l’attività letteraria si unisce a quella della cinematografia: dalla sua opera «Il mondo sulle strade», trae una sceneggiatura, da lui stesso trasferita su pellicola e realizza il suo primo lungometraggio, di stampo drammatico sociale, legato al filone populista del neorealismo italiano, «Terra senza tempo», del 1950. 
A «Terra senza tempo» segue, nel 1951, il cortometraggio «Anime al sole», rimasto incompiuto, e nel 1952, il secondo ed ultimo lungometraggio «Carne inquieta», dal romanzo pubblicato nel 1930, «La carne inquieta», dello scrittore calabrese Leonida Repaci. 
Si dedica a tempo pieno all’attività di regista cinematografico ma dei molti progetti intrapresi nel 1952 porta a termine un solo documentario, «Uva a settembre», proiettato a Reggio Calabria.
I due unici lungometraggi segnano un ciclo conchiuso di Prestifilippo, il quale decide di non occuparsi più di cinematografia: un ultimo tentativo lo fa, in verità, nel 1953, progettando l’adattamento filmico de «La Tempesta» di William Shakespeare. Del cinema, continua però a esaltare le utilità e la bellezza, quale strumento per l’arte e per la società. 
L’autore rivive il periodo letterario degli esordi, dedicandosi al racconto breve, con la raccolta «L’amore malato» del 1952, alla drammaturgia con «Paura della primavera» in tre atti, del 1953, seguito nel 1954 dall’atto unico «La bambola vera». Alla raccolta in prosa «Il tempo e la memoria», del 1955, segue il volume di saggi «Un mare d’ombra» che ottiene la segnalazione d’onore al «Premio Viareggio» nel 1958.
Nello stesso anno è giornalista de «L’Ora», quotidiano palermitano diretto dal calabrese Vittorio Nisticò, che apre una redazione a Messina.
Nel 1960 pubblica il racconto lungo «Una stagione per morire», seguito nel 1961 dalla raccolta di saggi «Incontri col Sud», opera che, insieme a «Un mare d’ombra», sono ricordate da lui stesso, con più soddisfazione.
Nel 1961 ha inizio il suo rapporto con l’antico quotidiano napoletano «Il Mattino», del quale diventa inviato speciale, spostandosi tra Messina e Napoli. Nello stesso periodo è editorialista sulla «Tribuna del Mezzogiorno», quotidiano liberale messinese, diretto da Nino Amadori. 
Nel 1964 riprende la strada del romanzo, con l’eccezionale «Tramonto di un personaggio», esistenzialistica prova letteraria in prosa, dalle componenti autobiografiche, per la quale sceglie il personaggio di Stelio, chiamato dal romanzo «E domani è lunedì» per interpretare e provare a sciogliere i turbamenti dell’autore. Con «Tramonto di un personaggio» lascia la via del racconto lungo, da poco ripresa dopo molti anni.
Gli elementi tipici del suo stile minuzioso ed evocativo giungono per la prima volta alla poesia con la raccolta in versi «Blues», del 1966, ripubblicata e ampliata da nuove poesie nel 1969, con il titolo «Delirare il mare». 
Intanto nel gennaio del 1968, il terremoto avvenuto nella valle del Belice, e che ha sconvolto la Sicilia occidentale, causandovi centinaia di morti, lo assorbe completamente, facendone un impegnato cronista, sulle pagine de «Il Mattino». Segue attivamente, con inchieste e articoli di cronaca, i moti avvenuti a Reggio Calabria, nel luglio 1970 e, segue il caso Mauro De Mauro, giornalista de «L’Ora», scomparso nel settembre dello stesso anno. Scrive anche sulle pagine de «Il Messaggero» di Roma, del «Secolo XIX» di Genova, ed è collaboratore del «Daily Mirror» di Londra.
Il fervore con cui si dedica al lavoro, lo scuote e subisce il primo di due gravissimi infarti; ma la sua attività continua incessantemente e nel 1974, scrive «Mafia: quarta ondata», volume che riceve, nello stesso anno di pubblicazione, l’importante «Premio Calabria». Scrive molto e molte delle sue opere stampate sono irrintracciabili.
Nel gennaio del 1975, colpito da un secondo infarto, lascia «Il Mattino», ma continua la collaborazione con «Il Messaggero», «Il Secolo XIX» e il «Daily Mirror».
Muore all’età di 54 anni. (Francesca Tortorella) © ICSAIC 2021

Opere

Romanzi

  • Il solitario (1945)
  • Il mondo sulle strade (1948);
  • Il nome del dolore (1949);
  • E domani è lunedì (1950);
  • Tramonto di un personaggio, Edizioni di Controvento, Messina 1964;
  • Vendo fantasmi, Stab. tip. La Voce di Calabria, Reggio Calabria 1972;
  • Le notti della paura, Stab. tip. La Voce di Calabria, Reggio Calabria 1972.

Racconti

  • Ricordi di Bohème (1941);
  • Anima amara (1943);
  • Storie d’amore (1945);
  • L’amore malato (1952);
  • Il tempo e la memoria, Gastaldi, Milano 1955;
  • Una stagione per morire, Edizioni di Stampasud, Messina 1960;

Poesia

  • Delirare il mare, Tip. Samperi, Messina 1969.

Drammi

  • Crepuscolo, Casa editrice Meridionale, Reggio Calabria 1950;
  • Paura della primavera (1953);
  • La bambola vera, Ed La Procellaria, Reggio Calabria 1954.

Saggi

  • Letteratura, oggi (1941)
  • Pagine di passato e di avvenire (1943);
  • Un mare d’ombra, La Procellaria, Reggio Calabria 1958;
  • Incontri col Sud, Ediz. di Stampasud, Messina 1961;
  • Messina: artistica e monumentale, Industria poligrafica della Sicilia, Messina 1974.

Film

  • Terra senza tempo (1950) soggetto e regia;
  • Carne inquieta (1952) sceneggiatura e regia.

Documentari

  • Appuntamento sullo Stretto (1947);
  • Cuore d’Aspromonte (1949);
  • Uva a settembre (1952).
RSS
Twitter
Visit Us
Follow Me
YouTube
Instagram