Procopio, Giuseppe

Giuseppe Procopio [Reggio Calabria, 30 novembre 1926 – Melito Porto Salvo (Reggio Calabria). 26 giugno 1959]

Figlio unico di Pietro, ebanista d’arte, e di Carmela Calvaroso, maestra, studiò presso il Liceo Classico Tommaso Campanella di Reggio Calabria. Studente alla Facoltà di lettere presso l’Università di Messina, considerato uno dei migliori elementi della Facoltà, si laurea con lode nel giugno del 1947. Negli anni trascorsi a Messina, Giuseppe Procopio conobbe Rosa Ammannato che sposò nel 1950. Dall’unione nacquero due figli, Pietro nel 1951 e Carmela nel 1954.
Come fiduciario rappresentante degli studenti di Lettere in seno al Comitato permanente interfacoltà dell’Università di Messina, si dichiara favorevole e appoggia la controversa questione della “regificazione” del Museo Civico di Reggio Calabria che doveva confluire in quello Nazionale, ottenendo le lodi dell’allora Soprintendente Giulio Jacopi che in una nota del 2 luglio 1947, inviata al Ministero, lo definisce «un elemento moralmente superiore e un giovane  di grande correttezza capace di un atteggiamento di responsabilità in questioni di pubblico interesse».
Prima di laurearsi collabora con la Soprintendenza calabrese, come volontario, alla ricollocazione e riorganizzazione della biblioteca, considerata strumento imprescindibile per il lavoro sul campo; poco dopo, secondo quanto si legge nella nota sopra citata, sempre Jacopi gli affida l’incarico del «poderoso lavoro di smistamento, selezione, riconoscimento, ordinamento e inventario dei cimeli giacenti in indescrivibile disordine negli scantinati del Museo, allo scopo di preordinarne l’esposizione». 
Nel giro di qualche anno il giovane archeologo riesce a catalogare ben 5.000 reperti e contemporaneamente assume l’onere della sistemazione del Medagliere del Museo sotto la direzione della prof.ssa Laura Breglia ordinaria di numismatica greca e romana presso l’Università degli studi di Napoli. Questa intensa attività del Procopio viene ancora una volta esaltata dal Soprintendente Jacopi, che nell’intento di stabilizzarne la posizione ancora del tutto precaria, così scrive in una delle numerose lettere inviate al Ministero: «Il Procopio ha lavorato con impegno in verità su migliaia di pezzi e qualche volta anche in ore straordinarie prevalentemente in locali disagiati (scantinati e sotterranei) senza percepire alcun compenso». 
È solo nel 1955 che il Procopio è assunto come «Ispettore aggiunto per le Antichità con specializzazione in numismatica», nei ruoli della Soprintendenza alle Antichità di Siracusa, dopo avere vinto il regolare concorso; ma considerata indispensabile l’attività dell’archeologo per la Soprintendenza calabrese, il soprintendente Alfonso De Franciscis riesce a ottenerne l’assegnazione a Reggio Calabria.
Già a partire dal 1950 e fino al 1956 Procopio dirige gli scavi archeologici nel sito di Castiglione di Paludi che viene dichiarato di importante interesse archeologico; accanto all’attività di archeologo che espleta con sopralluoghi e mediante la direzione degli scavi in tutto il territorio regionale, non tralascerà mai gli studi numismatici e a lui si deve anche il “travagliato” catalogo della collezione numismatica Vito Capialbi di Vibo Valentia che consente la tutela della collezione, catalogo successivamente implementato solo nel 1988 in occasione dell’acquisto da parte dello Stato. È Procopio il primo a pubblicare il catalogo di quella collezione nei prestigiosi Annali dell’Istituto di Numismatica del 1955, dove puntualmente annota: «I pezzi sono raccolti entro una cassetta in cartocci contenenti, entro pacchetti di dieci pezzi ciascuno, un totale di 60 monete. Sono pacchetti confezionati nell’anno 1860 durante le guerre borboniche aperti e poi richiusi per lo studio dal Gabrici e – a quanto mi ha riferito il Conte Cesare Capialbi – dal defunto marchese Enrico Gagliardi, noto numismatico».
Ha al suo attivo numerose pubblicazioni su riviste specialistiche (su San Lorenzo del Vallo, Cerchiara di Calabria, sul Tesoretto moneta/e di Vito Superiore (Reggio Calabria), su Contradada Manco di Acquappesa, sul riordinamento del medagliere del Museo Nazionale di Reggio Calabria, su Castiglione di Paludi, sui ripostigli monetali del Museo di Reggio Calabria, su Metaurum – Gioia Tauro, su Belvedere Marittimo, sul medagliere della collezione Capialbi a Vibo Valentia e altro ancora) e nonostante la prematura scomparsa e il periodo di servizio relativamente breve, il giovane funzionario è l’unico archeologo in servizio nel difficile periodo del dopoguerra, che con il coordinamento di due Soprintendenti (Jacopi e De Franciscis) svolge un’attività pionieristica nel campo della ricerca, della tutela archeologica e in particolare della numismatica; egli ha effettuato un lavoro indispensabile per i Beni Culturali della Calabria e per il futuro Museo Nazionale di Reggio Calabria cui devono fare riferimento tutti gli studiosi che a vario titolo si occupano di antichità magno greche.
Muore giovanissimo in attività di servizio, quando, in qualità di Ispettore aggiunto per le Antichità, alla guida della sua auto e insieme a tre operai, è in viaggio per supervisionare vari cantieri di scavo archeologico: Locri, Crotone e Castiglione di Paludi. Per ricordarlo il Comune di Reggio Calabria ha intestato a suo nome una via cittadina. (Maria Teresa Iannelli) © ICSAIC 2021 – 6 

Nota bibliografica

  • Giorgia Gargano, Il riordino del Medagliere negli anni del dopoguerra: Omaggio a Giuseppe Procopio, in Giorgia Gargano, Serafina Pennestrì (a cura di), Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria – Il Medagliere vol. I Storia, Consistenza, tesoretti e rinvenimenti da Reggio e Territorio. Contributi/Vetrine, Istituto Poligrafo della Zecca, Roma 2015, pp. 49-54;
  • Maria Teresa Iannelli, F. Soffrè, La collezione “Vito Capialbi” di Vibo Valentia dallo Stato preunitario alla Repubblica: un secolo di vicende amministrative, in Anna Maria Rotella (a cura di), Dal collezionismo alla storia. Vito Capialbi e i Brettii a Vibo Valentia, ETS, Pisa 2014, pp. 15-29;
  • Claudio Sabbione, Nuovi dati e riflessioni sull’organizzazione urbana a Locri Epizefiri, in Lucia Lepore, Paola Turi (a cura di), Caulonia tra Crotone e Locri, Atti del Convegno internazionale, Firenze 30 maggio–1 giugno 2007, Firenze University Press, Firenze 2010, pp. 307-330;
  • Carmelo Turano, Il Museo Nazionale di Reggio Calabria nel centenario della sua fondazione, «Calabria Sconosciuta», 16-17, 1981, pp. 5-13.
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