Santoro, Ciro

Ciro Santoro [Rossano Calabro (Cosenza), 25 settembre 1923 –28 gennaio 1987]

Artefice principale dell’integrità e della divulgazione del Codex Purpureus Rossanensis, nacque da Marcellino e Antonietta de Simone. Trascorse i primi anni d’infanzia sostenuto dalle amorevoli cure della madre. Dopo aver frequentato gli studi per la sua formazione tra il Seminario di Rossano e quello regionale di Reggio Calabria facendosi apprezzare per la sua serietà, riflessione, diligenza e precisione, e quelli universitari a Posillipo dove conseguì la laurea in Teologia, all’età di 23 anni, il 6 aprile 1946, ricevette l’ordinazione sacerdotale. A ordinarlo fu mons. Domenico Marsiglia, arcivescovo di Rossano. Conquistato dal culto dell’Achiropita durante la sua esistenza lo manifestò costantemente divenendone messaggero e promotore attraverso i suoi studi e le numerose sue occupazioni.
Fu un profondo innamorato di Rossano che servì sia nell’ambito ecclesiale sia culturale attraverso le sue molteplici responsabilità. A distanza di tre anni della sua ordinazione sacerdotale avvenuta nel 1946, il 26 maggio ’49, l’allora Arcivescovo mons. Giovanni Rizzo lo nominò parroco della Ss.ma Trinità in Cattedrale e nello stesso anno, il 6 luglio divenne Giudice sinodale nel Tribunale ecclesiastico diocesano, mentre il 27 novembre lo chiamarono a rivestire le cariche di cancelliere della Curia arcivescovile, di Direttore dell’ufficio stampa diocesano e di assistente dei laureati cattolici. Ancora due anni dopo, nel 1951, ottenne la nomina di assistente dell’Unione donne azione cattolica e sul finire dell’anno, il 18 dicembre, quella di canonico teologo del Capitolo cattedrale.  
Nel 1952 mons. Giovanni Rizzo, arcivescovo di Rossano, gli affidò l’incarico di direttore del Museo diocesano di arte sacra, di cui fu promotore e artefice, e dell’Ufficio missionario diocesano. Nel 1954 ottenne la nomina come delegato arcivescovile per l’Azione Cattolica. Il 1955 rappresentò una tappa importante per la sua successiva azione di scrittore, poiché diede alle stampe la sua prima pubblicazione: Il Museo Diocesano di Rossano, con in appendice L’anello detto di S. Nilo, stampato presso la Tipografia Pontificia di Palermo. Nello stesso anno conseguì l’iscrizione all’Ordine dei Giornalisti, elenco pubblicisti di Napoli. La sua presenza giornalistica la si riscontra nei numerosi articoli apparsi sulle varie testate alle quali offrì una collaborazione competente, responsabile, diligente e meticolosa. Tra le tante testate si vogliono ricordare: «Nuova Rossano», «Tribuna», «Avvenire», «La Voce», «L’Osservatore Romano», «Il Bollettino della Badia Greca di Grottaferrata». 
Nel 1962 fu chiamato a ricoprire il ruolo di preside nella scuola del Seminario arcivescovile. L’anno dopo arrivò la nomina di Cappellano di Sua Santità e contemporaneamente fu insignito del titolo di monsignore. Le sue qualità ben presto gli aprirono la strada a ulteriori incarichi. Nel 1966 entrò a far parte del 1° Consiglio pastorale e presbiterale diocesano e ottenne la nomina di vicario episcopale per l’Azione Cattolica e sottocantore del Capitolo cattedrale. Nel 1971 rivestì il ruolo di Vicario episcopale per le attività sociali e di apostolato su nomina dell’amministratore apostolico mons. Santo Bergamo oltre che la funzione di membro della Commissione diocesana per la Liturgia. 
Registrò fedelmente alcuni profili sacerdotali in altrettante pubblicazioni sulle figure di mons. Alfredo Filice, di don Ciccio Cicala, di don Muzio Montalti, prima che arrivasse il suo capolavoro nel 1974 con la pubblicazione de Il Codice Purpureo di Rossano, edito in italiano dalla casa editrice Frama Sud e tradotto in francese, inglese e tedesco. L’opera riscosse un successo considerevole, sostenuto dalle positive e significative opinioni della stampa specializzata, periodica e quotidiana, che attraverso pregevoli contributi portarono a una conoscenza più estesa del pregiato documento del Codex Purpureus Rossanensis. Collaborò con molti presuli della Diocesi di Rossano. Il 1° novembre 1975 venne nominato Decano del Capitolo cattedrale, dignità che ricoprì fino alla morte.  
La sua opera di scrittore continuò con altre pubblicazioni. A parlare ampiamente di lui sono stati in tanti e sebbene siano già trascorsi 32 anni dalla sua dipartita in tutta la comunità rossanese e nel mondo della cultura rimane ancora vivo il personaggio, apprezzato per le sue doti umane e sacerdotali. 
Per avere un’idea della sua personalità riportiamo un breve passo di Giovanni Sapia. «Ciro, di un anno più piccolo di me, era severo e parco anche nella scuola e nei giochi; recava nella partecipazione alle manifestazioni collettive e nel generale comportamento sempre una nota di riservatezza, che doveva permanere come distintiva del suo carattere, prestandosi talvolta a fraintendimenti […]. Ed è alla luce del pensiero, coerente e chiaro, anche se non sistematico, che si può comprendere tutto quanto egli ha fatto, la sua attività pastorale, esercitata tra la Cattedrale e la cappella delle Suore di Santa Chiara, come quella curiale, di cancelliere e teologo, il suo posto nella Scuola e nelle attività culturali, la sua attività pubblicistica e la stessa opera in favore della Città».
Il suo apostolato e il suo magistero nel campo della comunicazione non ebbe sosta. Nel 1977 avviò due rubriche, la prima Essere Chiesa insieme tenuta su Radio Rossano Centro e la seconda con il settimanale Fede e vita trasmessa dalla televisione locale Tele-Rossano. Lavoro e iniziative che nel 1979 lo portarono a essere eletto nella Commissione cultura, scuola e mass-media del Consiglio ecclesiale regionale (CER). Rappresentò il Consiglio presbiterale diocesano presso la Commissione presbiterale regionale. Nel 1981, dopo più di 35 anni di continuato servizio come docente di religione lasciò l’insegnamento. La sua incisiva opera venne molto apprezzata nel Liceo Classico (1949-1956) e poi nella Scuola Media «Leonardo da Vinci» di Rossano (1956-1980), dove prestò servizio, per il quale venne gratificato con una medaglia d’oro. Molte delle sue opere offrirono un assetto alla monumentalità religiosa di Rossano. Nel 1983 venne eletto membro del Collegio dei consultori, previsto dal nuovo codice di Diritto canonico. Nel 1986 fu onorato di una targa al Premio Città della Magna Graecia. Partecipò al Congresso internazionale di S. Nilo organizzato dall’Università popolare e dall’Amministrazione comunale di Rossano, nel quale fu relatore.
Complesso e singolare fu il ruolo di sacerdote, esercitato con grande sicurezza e compostezza, come pure quello ricoperto nell’ambito del vasto panorama culturale rossanese nel quale si rivelò protagonista indiscusso. Autore di numerose opere molte delle quali nei campi della biografia e dell’agiografia, l’amore per la sua Rossano, l’uomo delle numerose iniziative, il sacerdote, il giornalista, lo studioso, lo storico, molto apprezzato per le sue conoscenze, morì all’età di 64 anni. (Franco Emilio Carlino) © ICSAIC 2021 – 6 

Opere

  • Il Museo Diocesano di Rossano, Tipografia Pontificia, Palermo 1956;
  • I Santi non muoiono. Messaggio di S. Bartolomeo di Rossano agli uomini di oggi, Tipografia Italo-orientale S. Nilo, Grottaferrata 1958;
  • Stepinac. Cardinale senza porpora, Martire senza sangue, Cantagalli, Siena 1960;
  • Una replica sull’epigrafe oritana, Lecce 1966;
  • Piramidette messapiche, Jonica, Taranto 1967;
  • Nuove iscrizioni messapiche, Laterza, Bari 1969;
  • Commemorazione per Oronzo Parlangeli, Lecce 1970;
  • Mons. Alfredo Filici: Maestro di vita, E.C.M., Cosenza 1972;
  • Don Muzio: una vita per la Chiesa, Fasano, Cosenza 1972,
  • Il Dinastes dei messapi Arta e la spedizione degli ateniesi in Sicilia, M. Congedo editore, Galatina 1972;
  • Problemi linguistici della Daunia preromana, Tipografia del Sud, Bari 1972; 
  • Don Ciccio Cicala: una testimonianza, Fasano, Cosenza 1973; 
  • Una trozzella messapica con iscrizioni greche, Grafica Bigiemme, Bari 1973;
  • Il Codice Purpureo di Rossano / testi informativi didascalie e commenti coordinati da Mons. Don Ciro Santoro,Parallelo 38, Reggio Calabria 1974;  
  • La cattedrale di Rossano e l’icona Achiropita / testi informativi coordinati ed integrati da mons. Ciro Santoro, Museo Diocesano d’Arte Sacra, Rossano 1981;

Nota bibliografica

  • Francesco Russo, Cronotassi dei Vescovi di Rossano, a cura dell’Università Popolare di Rossano, Guido Editore, Rossano s.d.;
  • Giovanni Sapia, Commemorazione di Mons. Ciro Santoro, Museo diocesano di arte sacra, Rossano 1988;
  • Franco Emilio Carlino, Rossano tra storia e bio-bibliografia, Imago Artis Edizioni, Rossano 2014;  
  • Franco Emilio Carlino, Il Codex Purpureus Rossanensis Patrimonio dell’Unesco nella Bibliografia – Da Bisanzio allo scrigno del Museo Diocesano di Rossano e della letteratura mondiale, Imago Artis Edizioni, Rossano 2017;
  • Giuseppe De Simone, Introduzione, in Ciro Santoro. Una vita donata alla Chiesa e alla Cultura, Arcidiocesi Rossano-Cariati, Rossano 2018;
  • Mons. Ciro SantoroScheda Bio-Bibliografica, in Ciro Santoro – Una vita donata alla Chiesa e alla Cultura, Arcidiocesi Rossano-Cariati, Rossano 2018;
  • Franco Emilio Carlino, Biografia e storia di alcuni rossanesi illustri, Consenso Iure Loquitur, Rossano, 2020.
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