Scalise, Giovanni

Giovanni Scalise [Crotone, 8 aprile 1883 – 9 aprile 1968]

Nacque da Gabriele Leonardo, commerciante, e Chiara Juzzolini. Manifestò sin da ragazzo una spiccata inclinazione all’arte, che espresse sui muri delle case del quartiere della parrocchia di San Pietro dove viveva. Nel 1903 si trasferì a Napoli, ospite dello zio che possedeva una barberia: qui studiò al Regio Istituto di Belle Arti. Frequentò per sei anni il corso di disegno con il pittore Vincenzo Volpe e, successivamente, con Michele Cammarano il corso di pittura. Nel febbraio del 1909, conseguì il diploma. Conclusi gli studi, rimase per altri due anni nella città partenopea; seguì un corso di pittura e partecipò al confronto tra i continuatori della Scuola di Posillipo e gli innovatori che si richiamavano alle esperienze impressioniste e post-impressioniste d’Oltralpe. 
Nel 1912, Giovanni Scalise, ritornò nella sua terra natia. Ottenne la cattedra di Disegno presso la locale Regia Scuola Tecnica e avviò, presso lo studio nell’attuale via Risorgimento, la sua carriera di artista. Strinse, infine, rapporti significativi con le migliori intelligenze calabresi del tempo. Tra questi Alfonso Frangipane, raffinato intellettuale nonché abile mecenate, direttore della «Società Mattia Preti» che accolse l’artista crotonese come socio aderente. 
Nel 1924 partecipò alla Terza Mostra Calabrese dell’arte Moderna a Reggio Calabria con Meditazione, opera con la quale ottenne il premio speciale «Rubens Santoro».Nel 1925 sposò Luigina Stricagnolo, da lui affettuosamente chiamata «Gigia», dalla quale ebbe sei figli.
Alla IV Biennale d’Arte (1926) presentò il quadro Mestizia che fu acquistato da Vittorio Emanuele III per le sue collezioni. La stessa cosa avvenne nel 1928. Il sovrano, infatti, decise di arricchire la sua raccolta con Sosta presentato in occasione della Mostra Sindacale di Reggio Calabria. Ragazza Calabresefu presentata nello stesso anno alla Quarta Mostra Calabrese dell’arte Moderna a Reggio Calabria. Nell’estate partecipò con dei bozzetti per il ferro battuto, a San Giovanni in Fiore, alla Mostra Silana delle Arti Decorative e Popolari della Regione, patrocinata dall’allora ministro Michele Bianco.Questi furono anni segnati da un’intensa attività pittorica soprattutto nella produzione di ritratti. Nella numerosa galleria di effigiati, persone notabili e non, si annoverano le commissioni di vescovi (Puja, Galati, Cesarano) e di professionisti locali; ma soprattutto un’infinita galleria di gente umile che gli viveva intorno, con la quale ebbe rapporti sociali, e che popolavano la sua realtà quotidiana. 
Nel 1930 il Ministero dell’Educazione Nazionale, guidato da Balbino Giuliano, acquistò il dipinto Ragazza, mentre nel 1934, Preghiera del contadino, fu acquistato dal Ministero delle Corporazioni che lo fece collocare nel salone dei Consorzi di Bonifica raggruppati di Catanzaro.
Nel 1943, lo sfollamento obbligatorio, a causa della guerra, costrinse Scalise e famiglia a trasferirsi per pochi mesi a Santa Severina.
Tra il 1947 e il 1948 realizzò due miniature come riconoscimenti: la prima per la Città di Crotone, donata all’on. Fausto Gullo, il «ministro dei contadini»; la seconda, invece, per i dipendenti comunali che la donarono all’allora sindaco di Crotone Silvio Messinetti. Partecipò alla Mostra Sindacale di Reggio Calabria (1954) con quattro dipinti, di cui tre nature morte e alla Mostra d’Arte e Artigianato Artistico di Vibo Valentia con altre due opere. Ragazza mesta (1956) fu esposto alla IV Mostra Nazionale di Bari.
Nel 1958 fu invitato da Gaetano Asturi, direttore del settimanale Magna Graecia, ad allestire una mostra di pittura (oltre quaranta opere) nel Salone del Grande Albergo di Crotone.
Negli anni Sessanta, Scalise fu molto attivo nella vita artistica della città; fu uno dei fautori delle “Marguttiane Crotonesi”, manifestazioni espositive a cui partecipavano tutti gli artisti del luogo. Nel 1962 venne nominato accademico di merito dall’Accademia dei Cinquecento di Roma. Nel 1965 fu promotore insieme al dott. Aurelio Rizzuti (appassionato d’arte e di musica) del Circolo artistico culturale di cui ottenne la nomina di presidente onorario.
Morì a Crotone il 9 aprile 1968. (Maria Francesca Greco) © ICSAIC 2019

Nota bibliografica

  • Alfonso Frangipane, La III mostra calabrese d’arte moderna a Reggio,«Brutium», 11/12, ottobre 1924;
  • Scalise Giovanni, in Annuario degli artisti 1961, Edi-Roma, Roma 1961;
  • Gustavo Valente, Il Dizionario Bibliografico, Biografico, Geografico, Storico della Calabria, Rubbettini, Soveria Mannelli, 2006, ad vocem;
  • Vittoria Cardamone, Giovanni Scalise, pittore gentiluomo, «Il Crotonese», 14 novembre 2013;
  • Enzo Le Pera, Gli Artisti della Calabria. Dizionario degli Artisti Calabresi dell’Ottocento e del Novecento,Pellegrini, Cosenza 2013, ad vocem;
  • Luigi Dima, La raffinata pittura di Giovanni Scalise,«La Provincia KR», gennaio-febbraio 2014.

Riferimenti archivistici

  • Archivio Comunale di Crotone, Lettere e documenti riguardanti Giovanni Scalise;
  • Archivio Comunale di Crotone, Registro atti di nascita, anno 1883;
  • Archivio Privato della famiglia Scalise, Lettere e documenti riguardanti Giovanni Scalise.
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