Maone, Pericle

Pericle Maone [Savelli (Crotone), 18 maggio 1900 – Napoli, 16 febbraio 1991)

Nacque a Savelli, piccolo comune montano del Crotonese all’epoca in provincia cdi Catanzaro, da Giuseppe, di professione insegnante elementare, e da Teresina De Matteis, appartenente a una famiglia ragguardevole di Belvedere Spinello (Crotone). Dopo avere frequentato le elementari al suo paese, fu mandato a studiare nel Seminario vescovile di Cariati, alla cui diocesi Savelli all’epoca apparteneva. Proseguì gli studi a Rossano, dove si diplomò da maestro elementare. Nel 1918, quando aveva appena 18 anni, fu chiamato alle armi nel corpo degli Alpini, nel quale restò fino al 1922, anno in cui fu congedato.
Ritornato al suo paese, vi svolse l’attività di insegnante elementare fino al 1941, anno in cui fu richiamato alle armi per prender parte alla seconda guerra mondiale.  Nel 1944 fu congedato e tornò a insegnare a Savelli fino all’anno scolastico 1948-1949. Nell’ottobre del 1949 si trasferì a Napoli, dove risiederà per il resto della sua vita e dove morirà, all’età di 91 anni.
Nel 1965 andò in pensione come insegnante e ne approfittò, vivendo in una città importante come Napoli, ricca di archivi e di biblioteche in cui è possibile studiare  sulle fonti documentali la storia del Mezzogiorno, per dedicarsi con grande impegno e passione allo studio della storia locale, in particolare  a quella dei piccoli centri della sua terra d’origine (Savelli, Cerenzia, Verzino, Cirò, Crucoli, Umbriatico, Belvedere Spinello, Cotronei, Cariati, ecc..), scoprendo su queste comunità documenti rari, donazioni, diplomi, editti, che gli consentirono di documentare  in modo inappuntabile le sue ricostruzioni di fatti, vicende e personaggi dei secoli trascorsi.
La sua opera principale è la storia di Savelli, edita in due volumi nel 1966 presso l’editrice Laurenziana di Napoli, col titolo di Savelli nella tradizione e nella storia, frutto di trent’anni di ricerche condotte negli archivi locali e del circondario, oltre che di Napoli. L’opera fu dedicata a Carlotta Savelli, principessa di Cariati e duchessa di Castrovillari, la cui famiglia, nel 1638, fondò e diede il nome al paese.
Collaborò attivamente alla rivista storico-culturale «Historica» (diretta da Domenico De Giorgio ed edita a Reggio Calabria dal 1948) e all’«Archivio storico per la Calabria e la Lucania».  Su «Historica» sono usciti, negli anni Sessanta e agli inizi degli anni Settanta, la maggior parte dei suoi saggi storici sui paesi del Crotonese, tra cui Indagini sul passato di Cerenzia Vecchia (1961); Verzino terra madre(1962); Casabona Feudale (1964); Contributo alla storia di Cirò (1965); Dominatori e dominati nella storia di Crucoli (1970). Quest’ultimo saggio, rimasto a  lungo inedito, nel 2000, su iniziativa dell’Amministrazione Comunale di Crucoli e grazie al contributo del GAL Kroton, è stato pubblicato come libro autonomo in edizione fuori commercio. Nella premessa (datata 1971), l’autore così scrive: «Nel presentare agli amici crucolesi questo nostro volumetto, ci preme far notare che esso non pretende di costituire una monografia storica completa della loro cittadina, bensì una semplice raccolta di notizie su quelli che un dì furono i dominatori di Crucoli e sui loro avi che pazientemente li subirono». A  dire il vero, egli si rivela troppo modesto nel definire il suo “lavoro” su Crucoli «una semplice raccolta di notizie», perché il suo saggio su dominatori e dominati nella terra di Crucoli è uno studio condotto con rigore metodologico, attingendo a fonti documentali inedite, che egli riesce a studiare con grande sensibilità e capacità critica, ricavandone un quadro storico-sociale ed economico molto nitido di una antica comunità agricola del Crotonese: la terra di Crucoli, sulla quale dominarono, nei secoli, famiglie potentissime del Regno di Napoli, dai Gentile (periodo della dominazione angioina) ai D’Aquino (1368-1446), dai Caponsacco  (1446-1496) ai D’Aquino, nuovamente (dal 1530) e, infine, agli Amalfitano (dal 1631). 
Il saggio su Crucoli, pur essendo trascorsi più di cinquant’anni dalla sua elaborazione, rappresenta un modello di ricerca storico-sociale ed economica ancora oggi attuale, se pensiamo che, nella seconda parte, esso fornisce una lucida sintesi della vita feudale in Calabria, illustrando le tristi condizioni dei “dominati” di Crucoli, che, come egli scrive, «piegando la schiena ai lavori servili, sudarono non poco per riempire i forzieri dei loro eccellenti padroni, per soddisfare tutte le loro manie di grandezza». Il tutto sempre basandosi rigorosamente su fonti documentali, come dimostra il paragrafo della seconda parte del saggio, che reca il titolo di Vita economica e sociale di Crucoli attraverso catasti onciari e relevi dell’Archivio di Stato di Napoli ed altri documenti
Godette della stima e dell’amicizia dei maggiori storici meridionalisti del suo tempo, che conobbe e frequentò come appartenente egli stesso alla Società Napoletana di Storia Patria.
La sua attività di ricercatore e di storico comprende altri importanti saggi, tra i quali meritano un cenno particolare: La contea di Cariati (1963), Tra carceri e scomuniche (1967) e Caccuri monastica e feudale (1969): si tratta di piccole monografie che trattano in modo esaustivo l’argomento annunciato nel titolo, ricche di note e di citazioni documentali, che tornano di grande utilità allo studioso che intende indagare ulteriormente il tema. 
Nell’ultima parte della sua vita, anche se colpito da una paralisi che lo rese menomato nei movimenti, non smise di scrivere e di condurre ricerche sulla storia e le tradizioni del suo paese, pubblicando racconti sul giornale locale «Il Savellese», nei quali rievoca fatti e figure della vita paesana, dai primi del Novecento fino agli anni Cinquanta. Pericle Maone morì a Napoli, colpito da un ictus cerebrale, il 16 febbraio 1991.
Il Comune di Savelli, suo paese natale, gli ha intitolato la Biblioteca Comunale. (Franco Liguori) © ICSAIC 2022 – 6

Opere

  • Carlotta Savelli, principessa di Cariati, duchessa di Castrovillari e di Seminara (Dalle cronache napoletane del ’600), Industrie Grafiche “L’Artistica” di P. Gobbi, Mantova 1958;
  • I Cortese, feudatari di Verzino e Casale di Savelli, «Historica», fasc. 5, 1959;
  • Indagini su Cerenzia Vecchia, «Historica», XIV, 2/3, 1961);
  • Notizie storiche su Belvedere Spinello, «Archivio storico Calabria e Lucania», XXXI, I-II, 1962;
  • Verzino terra madre, «Historica», XV ,fasc. I/II , 1962; 
  • I calderai di Dipignano , Casa del Libro, Cosenza 1963;
  • La Contea di Cariati, «Archivio storico Calabria e Lucania», XXXII, III-IV, 1963, pp. 297-324;
  • Casabona feudale, «Historica», XVII, 3/4/5/6, 1964;
  • Contributo alla storia di Cirò, «Historica», XVIII, 2/3, 1965;
  • Savelli nella tradizione e nella storia (2 voll.), Laurenziana, Napoli 1966;
  • Tra carceri e scomuniche, Laurenziana, Napoli 1967;
  • Precisazioni sulla storia feudale di Umbriatico e Briatico, «Historica», 1, 1968;
  • Caccuri monastica e feudale, A. G. Mercurio, Portici (Napoli) 1969;
  • Notizie storiche di Cotronei, «Historica», XXIV, 4, 1971. 
  • Isola Capo Rizzuto nella scia della grande Crotone, Rubbettino, Soveria Mannelli 1981.

Nota bibliografica

  • Romano e Franco Liguori, Cariati nella storia. Vicende di un comune della Calabria ionica dalle origini ai nostri giorni, Tipolito Ferraro, Cirò Marina 1981;
  • Giovanbattista Maone, Crotone, la Provincia del Marchesato, Pubblisfera, S. Giovanni in Fiore 1993.
  • Prefazione al volume Dominatori e dominati nella storia di Crucoli, Amministrazione Comunale di Crucoli, Grafosud, Rossano 2000, pp. 7-9;
  • Carmine Pellizzi e Giuseppe Tallarico, Casabona. Vicende di un antico borgo feudale calabrese, Cittacalabria Edizioni, Soveria Mannelli 2003, pp. 424-425;
  • Gustavo Valente, Dizionario bibliografico, biografico, geografico, storico, vol. IV, Edizioni Geometra, Cosenza 2005, p. 283.
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