Mariotti, Maria

Maria Mariotti (Reggio Calabria, 18 maggio 1915 – 24 gennaio 2019)

Maria Antonietta, questo il suo nome allo Stato Civile, nacque alla vigilia dell’entrata in guerra dell’Italia contro l’Austria. Compiuti gli studi di base e liceali a Reggio, si iscrisse all’Università  Cattolica del Sacro Cuore di Milano dove si laureò con una tesi su Immanuel Kant. Docente di filosofia, formò intere generazioni di alunni. Animò la vita religiosa della diocesi di Reggio-Bova. Fu attiva nell’Azione Cattolica, nelle sezioni della FUCI e del MEIC. Memore del motto paolino “Caritas Christi urget nos”, donò il suolo su cui è stato edificato il centro per la cura della disabilità  intitolato ai suoi genitori Tripepi-Mariotti.
In un contesto storico difficile, causato dalle due Guerre mondiali va richiamato il radio-discorso natalizio del 1943 di Pio XII, che esortava i fedeli a scendere in campo nella vita pubblica per rinnovarla e trasfondervi lo spirito cristiano. La Calabria rispose all’appello del Papa dal felice contesto Reggino, dove c’era stato un vescovo, mons. Enrico Montalbetti, prudentemente ma profondamente antifascista. Scrisse Gaetano Cingari: «Nulla di esplicitamente antifascista, beninteso, e tuttavia un lavoro organizzativo che nei metodi e nelle finalità  cozzava col sistema egemone e nel quale si irrobustivano o si preparavano quadri dirigenti destinati più oltre ad una presenza critica nell’ambito stesso del posteriore rilancio del movimento cattolico democratico reggino: in particolare Domenico Lodovico Raschellà , già  presidente diocesano della gioventù di Azione Cattolica, e Maria Mariotti, allora ai primi passi del suo lungo impegno ».
Caduto il fascismo, assieme a Maria Cappelleri nel 1945 fondò il Centro Italiano Femminile (CIF), avviando così una lunga e intensa attività  nel sociale.  Dopo aver completato la sua formazione si candidò alle elezioni comunali del 7 aprile del 1946 e fu la prima donna a entrare nel Consiglio comunale Reggio Calabria. Alle votazioni del 2 giugno successivo per pochi voti mancò l’obiettivo di essere tra le 21 donne Costituenti, pur avendo ottenuto ben 18 mila consensi.  
La sua passione per la ricerca storica le diede i più ambiti riconoscimenti nazionali. Fu presidente della Deputazione di storia patria per circa vent’anni. Diresse la «Rivista storica calabrese », della quale era, negli ultimi anni, «direttore onorario ».  Sul  Dizionario storico del movimento cattolico italiano  redasse alcune brevi biografie di scrittori reggini.  
Il suo campo di ricerca era il rapporto tra la Chiesa locale e l’arretratezza della società  meridionale, la sua religiosità  tradizionale, conservatrice e poco dinamica.  Forme di collaborazione tra Vescovi e laici in Calabria negli ultimi cento anni  (1969) è il Suo saggio sulla «vexata questio » relativa ai contenuti delle fonti episcopali, senza clericalismi ma neppure aprioristici pregiudizi svalutativi.  
Era schiva, sobria e profonda nei suoi interventi, molti leggibili sull’ «Avvenire di Calabria », il periodico della Curia reggina. Culturalmente si è formata all’esercizio severo della ragione amica della fede e dell’etica della responsabilità  personale nella scuola filosofica dell’Università  Cattolica di Milano, attingendo poi a maestri del cattolicesimo italiano pensante a livello nazionale e calabrese, e nella coscienza storica votata alla valorizzazione della storia locale e religiosa in quella universale. Nei suoi interventi, con autonomia di pensiero, radicalità  e stile di franchezza in  numerose conferenze, nelle conversazioni nell’agorà  ed in privato traspare la fedeltà  alla laicità  e all’essere cattolica adulta senza integralismi ma senza complessi, testimoniando nei rapporti con le autorità  civili ed ecclesiastiche di   «non vergognarsi del Vangelo ». L’amore per la verità  e il senso critico, lo studio, la cultura, la carità  intellettuale, dove la contemplazione e l’azione si saldano e si rinforzano   a vicenda,   sono stati trasmessi  nella crescita di varie generazioni di laici e laiche che ad esempio negli anni 70-80, dopo i loro studi profani, sono stati incoraggiati e sostenuti a studiare teologia e qualificarsi nelle scienze sacre, per poi collaborare con competenza in Calabria e nella Chiesa locale superando ogni riserva verso le istituzioni e la Gerarchia.
Da cattolica attinse molto alla Sacra Scrittura. Per lei, la Parola di Dio ha avuto una centralità  fondamentale, fattasi ascolto personale e formazione, riferimento spirituale, liturgico e comunitario festivo  e feriale, oggetto di “settimane” e incontri. Portandola ad attrezzare di Salteri, Bibbie, Concordanze, Padri, dizionari e commentari  sia  la storica casa di famiglia, per il suo nutrimento e per i numerosi “cenacoli” di  preghiera e di studio di tante generazioni cattoliche; sia la Biblioteca Arcivescovile mons. Antonio Lanza, per il cui riordino e incremento il suo impegno non è mai venuto meno  investendo, in una prospettiva integrata con l’Archivio e il Museo diocesani, con la responsabilità  morale e culturale assunta insieme agli amici della FUCI e dei Laureati di AC poi MEIC, energie e sostanze per assicurare alla realtà  locale un più qualificato ed organico “ritorno alle sorgenti” della vita cristiana e favorire il “largo accesso” alle Scritture auspicato dal Concilio.
Da antica socia della Gioventù Femminile di Azione Cattolica, FUCI,  Movimento Laureati di AC-MEIC, da donna e laica profondamente radicata e maturata nel carisma dell’apostolato ordinario dell’Azione Cattolica, ha sempre sostenuto il valore della “adesione” più che del “tesseramento”. L’impegno nel CIF e in altre “opere” sociali, da componente onoraria del Tribunale per i minorenni, nella Commissione CEI “Giustizia e Pace”, ha contribuito al dialogo culturale ed ecumenico-interreligioso, unitamente al servizio educativo nelle scuole pubbliche e nelle istituzioni accademiche ecclesiali, anticipando in forme originali la “scelta religiosa” dell’AC. Ha offerto un servizio pastorale instancabile; ha attraversato esistenzialmente e spiritualmente il “secolo breve” e l’inizio del “terzo millennio”, le  grandi stagioni pre e post conciliari del cammino dalla crisi al rinnovamento dell’associazionismo cattolico, con incarichi di responsabilità  a tutti i livelli.
Si è resa costantemente disponibile a collaborare intensamente, costruendo un esemplare sodalizio, fucina di infinite iniziative, tra gli altri con don R. Lic,    don Domenico Farias, don Lillo Spinelli e don Italo Calabrò. Scrupolosa e fedele agli incarichi di “curia” e attiva negli organismi  consiliari di comunione e partecipazione ecclesiale, ha dato specialmente rilevanza al Consiglio Pastorale e alla diocesanità  nella collaborazione con la Chiesa apostolica e l’Episcopato e nella partecipazione convinta alla liturgia del Vescovo, educando insistentemente alla funzione, non solo simbolica e per la religiosità  mariana, della Cattedrale reggina, consacrandosi da ultimo nell’Ordo Virginum diocesano. L’amore congiunto per l’universalità  e la particolarità  della Chiesa, è stato accompagnato da una vocazione spiccata e dalla frequentazione della dimensione interdiocesana, spendendosi in tante direzioni per la realizzazione della “sussidiarietà ” e della “solidarietà ” nella “collegialità ” e cooperazione tra Chiese sorelle, votandosi alla causa dell’unità  della Calabria, auspicata pure nel primo Statuto della Regione.
Anche nella sua fragilità  fisica degli ultimi anni di vita è stata un punto di riferimento sul piano spirituale e culturale per giovani studiosi  di ogni orientamento religioso e ideologico, ai quali ha partecipato anche critiche severe e costruttive, e fin quando ha potuto ha continuato nella sua fatica certosina di documentare fin nei frammenti e negli eventi più particolari la vita delle Associazioni in Calabria. Ha testimoniato fino all’ultimo la vocazione al dinamismo  dell’apertura ecumenica  e interreligiosa.
È deceduta a 103 anni. Commosso il ricordo di lei dell’intera città  di Reggio e della comunità  scientifica.  (Gaetano Federico)   © ICSAIC 2020

Opere

  • Apostolicità  e missione nella Chiesa particolare, Editrice Studium, Roma 1965;
  • Forme di collaborazione tra vescovi e laici in Calabria negli ultimi cento anni, Padova 1969;
  • Problemi di lingua e di cultura nell’azione pastorale dei vescovi calabresi in età  moderna, La Goliardica, Messina 1980;
  • Istituzioni e vita della Chiesa nella Calabria moderna e contemporanea, Salvatore Sciascia Editore, Caltanissetta-Roma 1994.

Nota bibliografica essenziale

  • Chiesa e società  nel Mezzogiorno. Studi in onore di Maria Mariotti, vol. I-II, Rubbettino, Soveria Mannelli, 1997;
  • Vincenzo Antonio Tucci, Il movimento cattolico calabrese nel Novecento: un bilancio, «Rivista calabrese di storia del ‘900 », 2, 2013, pp. 40-57;
  • Antonino Denisi, In memoriam. Maria Mariotti, da laica fedele e adulta nella Chiesa e nella Società , «Rivista storica calabrese », n.s. XXXIX, 2018, pp. 271-273;
  • Pietro Rende, intervento al convegno «Due donne Calabresi verso la Costituente. Giustina Gencarelli e Maria Mariotti », Sala Confindustria, Cosenza venerdì 5 aprile 2019, dev.coopyleft.it/icsaic/wp-content/uploads/2019/06/Maria-Mariotti-tra-Storia-e-impegno-politico.pdf.