Mazzullo, Concetta

Concetta Mazzullo [Oppido Mamertina (Reggio Calabria), 17 aprile 1928 – 3 agosto 2009]

Figlia di Domenico e Francesca Pignataro, Concetta Mazzullo, pittrice e disegnatrice, si è indirizzata all’arte con la guida del padre, pittore e scultore di chiara fama. Scrive Raffaella Frangipane che, avviatasi «da un’impostazione rigidamente accademica, al fine di trovare una propria impronta, passò a modalità espressive degne dei migliori pittori neoimpressionisti» e che I’uso deciso della spatola è stato il mezzo a lei più congeniale dalle calde e luminose cromie». Così anche il critico Enzo Bruzzi, che si sofferma più incisivamente: «è un’artista, generata – direi – dal padre; però il suo pennello preferito è la spatola che nelle sue mani è come la cazzuola del fabbricatore, colma di malta smagliante, densa di colori e dalle cromìe impensabili. Schiaffeggia le tele con spruzzi sapienti, in un dosaggio magistrale dando sfogo alla sua fantasia con immagini magiche: l’infuriar del vento, l’atmosfera irripetibile delle varie stagioni, luci ed ombre primipiani e chiaroscuri, campagne assolate e sbrendoli d’azzurro tra il fogliame verde; contadini dai visi duri; proletari assorti e pensosi in movimento o in sosta; maschere di mota e stanchezza; buoi al giogo; donne e fanciulle, in posa artistica, dalle quali traspare la disperazione, la gioia o il dolore; vigorìa  tragica nel “Cristo” autentica opera d’arte»Nel 1978, nell’analizzare quanto ha esposto a Marsiglia, al Musèè de la Vielle Charité, un altro esperto del settore, Gérard Boulanger, così teneva ad esprimersi: «quest’Artista riesce a farci conoscere il suo mondo pittorico e la sua volontà creativa, basata essenzialmente su di un contenuto linearmente e principalmente figurativo … personalissima, nella parte di cromìa, non aggiunge al soggetto nessuna modulazione cromatica, ma la completa con toni ben approssimati sia al momento di luce e ombra, sia ai piani, per quanto ci riferiamo al paesaggio…».
Sono molteplici i critici che hanno avuto l’occasione di occuparsi della tematica e della tecnica della Mazzullo, Leopoldo Marin de la Riva, Kenyj Okada, Thomas Ho-Kit, Alfredo Valenti, Welma Sorrentino. Ecco quanto espresso da quest’ultima: «Ombre, luci, colori, volumi plastici esprimono efficacemente la forte personalità di Concetta Mazzullo, pittrice che non indulge a nessun romantico cedimento sentimentale. I suoi paesaggi emergono con forza suggestiva dalle ben distribuite masse di colore che una luce calda e sapiente pone in giusto rilievo. Ma dove la sua arte acquista profondità di significato e forza vitale, è nella figura: emana dai suoi personaggi, una drammaticità potente e vibrazioni calde di vita nei distesi abbandoni che creano una intensa comunione di emozioni tra l’artista e chi è preso dalla suggestione dell’opera».
Socia accademica di tante prestigiose istituzioni, ha cominciato presto a produrre e a farsi conoscere in ambito artistico. Già nel 1951, a soli 23 anni, ha esordito alla Biennale d’Arte Calabrese. Quindi nel 1955 è stata la volta, tra parecchie altre, della Mostra Internazionale d’Arte Contemporanea al Palazzo delle Esposizioni di Roma, della Mostra collettiva Luglio Polistenese, dell’Agosto Vibonese, dell’Estate di Messina e della Mostra Nazionale d’Arte Sacra di Piacenza, Ha partecipato con sue fatiche anche ad ulteriori manifestazioni all’Estero, susseguendosi le sedi di Parigi, Lugano, Marsiglia, Parigi, Los Angeles, Mexico City, Washington, Las Vegas, Toronto, Vancouver, Hong-Kong, Tokyo, Palma de Mallorca e Figueres (Spagna). Un sua distinta opera in policromia, “Conforto”, si trova depositata alla Galleria d’Arte Moderna di Londra. Nel 1970 ha allestito a Palmi una Mostra personale. Per le sue varie partecipazioni le sono stati concessi prestigiosi premi. Per “Riposo” nel 1977 le è stato riconosciuto alla mostra dell’Unesco di Parigi il premio “Vittoria Alata”.
Oltre ai lavori di carattere vario Concetta Mazzullo ha realizzato delle opere di genere sacro, che sono stati collocati nella cattedrale di Oppido Mamertina e nella chiesa parrocchiale di Tresilico. Nella prima si offrono nella cappella dell’Annunziata e ineriscono a momenti della vita della Madonna (Misteri gaudiosi), nell’altra sul soffitto dell’unica navata e rappresentano scene inerenti ai misteri.  Alla stessa artista è dovuto il quadro di un vescovo che ha guidato negli ultimi la diocesi mamertina. È esposto nella sala capitolare e riguarda mons. Benigno Papa. (Rocco Liberti) © ICSAIC 2022 – 8 (BREVE)

Nota bibliografica

  • Enzo Bruzzi, Tre artisti mamertini, «Italia Intellettuale», 71, 1979;
  • Raffaella Frangipane, Pittrici calabresi: Concetta Mazzullo, «Brutium», LXVI, 2, 1987, pp. 14-15;
  • Raffaella Frangipane, Artisti oppidesi. Domenico Mazzullo. Anna Mazzullo, «Brutium», LXVI, ½, 1988;
  • Artisti e letterati d’Italia, s.n. Catanzaro 1989, pp. 25, 99;
  • Mazzullo Concetta. Nota biografica, in Vincent Van Gogh, 1890-1990, primo centenario, Arnoldo Mondadori Editore – De Luca edizioni d’Arte, Roma 1990, p. 17
  • Domenico Mazzullo, scultore, pittore e poeta visto e ricordato dieci anni dopo la morte. 23 maggio 1991, Salone del Seminario Vescovile di Oppido Mamertina, con mostra di opere pittoriche di Concetta Mazzullo, pp. 6-11.
  • Scuola Media Statale “Dante Alighieri” Oppido Mamertina, Domenico e Concetta Mazzullo, Anno Scolastico 1992-93;
  • Antonietta De Fazio, La Calabria e i suoi artisti. Dizionario dei pittori (1700-1930), Rubbettino, Soveria Mannelli 2020, ad nomen.
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