Salomone, Marcello

Marcello Salomone [Pizzo (Vibo Valentia), 9 ottobre 1838 – 14 luglio 1921]

Nacque a Pizzo (ai tempi in provincia di Calabria Ulteriore II) da Antonio e Maddalena Mattei, famiglia di sentimenti antiborbonici.
Poco si conosce della sua vita privata, forse perché fu un uomo molto riservato, nonostante fosse una personalità molto in vista nello scenario politico locale. Tanto che è diventato impossibile recuperare sue immagini. Della sua infanzia e della sua adolescenza napitina si sa decisamente poco e, ancor meno, si può ricavare dai registri di nascita conservati nella casa comunale: un incendio divampò nel vecchio Municipio di Pizzo, e tra i tanti registri e documenti bruciati c’era anche volume che certificava i suoi natali. Tuttavia, sebbene sulle sue origini non vi sia più l’importante registro pubblico di nascita, la traccia del suo percorso terreno rimane impressa sull’atto di morte. Aveva comunque 10 anni, quando Il 29 giugno 1848, nel “sacco di Pizzo” infatti, una delle famiglie napitine che subì la violenza borbonica fu, la sua. Come donna Francesca Salomone, il cui marito combatté nella battaglia di Filadelfia contro reparti borbonici guidati dal generale Nunziante, il 21 maggio 1883 testimoniò davanti al Pretore di Pizzo, quel 29 giugno la sua casa, dove la sera si riunivano i liberali e politici di quei tempi, «venne aggredita dalle truppe borboniche e saccheggiata sino alla totale distruzione con grave perdita di tutto e quanto in detta sua casa si conteneva come oggetti preziosi di ogni specie e denaro, soffrendo così un ingente danno di circa quattromila ducati».
Del privato di Salomone si sa che convolò a nozze con Angela Belvedere e che nel 1892 attraverso un atto notarile riconobbe la paternità di Rocco Gustavo Francesco, nato Torricelli e dichiarato verosimilmente da una balia, o comunque da una donna che volle mantenere l’anonimato; due anni dopo, analogo atto col riconoscimento della genitrice.
Ricco proprietario, esordì nella carriera politica tra gli scranni del Consiglio comunale napitino, prima come consigliere e poi come primo cittadino; fu anche consigliere provinciale, fino a divenire deputato nella XII Legislatura (23 novembre 1874 – 3 ottobre 1876), eletto per la sinistra costituzionale nel collegio uninominale di Monteleone (attuale Vibo Valentia): sconfisse il suo concittadino Benedetto Musolino, anche lui della la sinistra costituzionale, ottenendo 336 voti più del suo competitore. Fu un’elezione non semplice, anzi pesantemente contestata. Tuttavia, stemperando una volta per tutte la polemica, il 16 dicembre 1874 la Giunta per elezioni, udita la relazione del deputato Codronchi, deliberò all’unanimità di proporre alla Camera «la convalidazione dell’elezione di Monteleone nella persona del cavaliere Marcello Salomone». E la Camera approvò. Due anni dopo, però, il collegio monteleonese fu conquistato da Pasquale Cordopatri, elemento di primo piano della politica locale e a Roma sostenitore di Depretis, il quale ebbe la meglio su di lui e su un terzo candidato, Michele Francica (futuro deputato nelle due legislature successive.
L’impegno politico accomunò un po’ tutta la famiglia Salomone. Anche il figlio Rocco, valente avvocato, fu eletto senatore per la Democrazia Cristiana nel collegio di Vibo Valentia e in seguito fu nominato ministro dell’Agricoltura.
Si spense alle 10 del 14 luglio 1921 all’età 83 anni. Alcuni giorni dopo, il 19, fu commemorato alla Camera dall’on. Ignazio Larussa come «una delle figure più popolari di Calabria perché spese quasi tutta la sua vita in servizio della pubblica cosa nelle amministrazioni locali». Riposa nel Cimitero comunale di Pizzo in una sorta di mausoleo insieme al figlio Rocco. Nessuna foto si trova sulle lapidi ma soltanto le epigrafi con relative date di nascita e di morte. 
Del suo passaggio terreno restano i registri di nascita e di morte, custoditi presso la chiesa matrice di San Giorgio, oltre al suo toponimo che indica l’omonima arteria stradale principale della città, che la attraversa unendo la parte bassa, costituita dal borgo marinaro e dal centro storico, con la via Nazionale (l’iniziativa di intitolare tale strada al parlamentare napitino partì proprio dal figlio Rocco).
Con l’incedere del tempo, tuttavia, nella cittadina tirrenica si persero altre strutture che portavano con fierezza il suo nome: dall’asilo «Marcello Salomone» nei pressi del borgo marinaro (fuori dal plesso scolastico era riportata la dicitura «Asilo infantile Marcello Salomone: lasciate che i pargoli vengano a me»), alla scuola media (che oggi porta il nome di “Antonino Anile”), sino alla villa di famiglia che si trova proprio di fronte alla scuola media . Anche se per i cultori della storia e i numerosi i nostalgici rimarrà sempre villa Salomone. (Rosaria Marrella) © ICSAIC 2021 – 12

Scritti

  • Rapporto al Municipio della città di Pizzo sull’amministrazione del 1868, Tip. Nobile, Napoli 1868;

Nota bibliografica

  • Camera dei Deputati, Atti Parlamentari, Sessione del 1874, Relazione e convalida della sua elezioni, p. 396;
  • Camera dei deputati, Atti Parlamentari, Discussioni, 19 luglio 1921;
    Franco Cortese, Genesi e progenie della città di Pizzo, Edizioni Brenner, Cosenza 1981, pp. 181;
  • Mimmo Pacifico, Il Risorgimento a Pizzo dalla Carboneria all’eccidio del 1848 nei documenti d’archivio, tip. Aragon Multiservice Pizzo, Pizzo Calabro 2011, p.10;
  • Rosaria Marrella, Salomone, Rocco, in «Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea» (https://www.icsaicstoria.it/salomone-rocco/)

Nota archivistica

  • Comune di Pizzo Calabro, Registro di morte, atto n.116 del 21 luglio 1921;
  • Duomo di San Giorgio (Pizzo), Registro di nascita, atto n.179 del 9 ottobre 1838;
  • Duomo di San Giorgio (Pizzo), Liber Mortuorum, atto n.114 del 1921, p. 354;
  • Comune di Pizzo Calabro, Registro delle nascite, atto n. 250 di Rocco Salomone, del 30 ottobre 1883.
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