Salomone, Rocco

Rocco Salomone [Pizzo Calabro (Vibo Valentia), 26 ottobre 1883 – Roma, 1 novembre 1960]

Nasce a Pizzo Calabro, all’epoca in provincia di Catanzaro, da una «donna che non consente di essere nominata » per cui il sindaco-ufficiale dello Stato civile, al quale il neonato viene presentato da una levatrice, lo registra con i nomi di Rocco Gustavo Francesco e il cognome di Torricelli. Quel bambino nato da «genitori ignoti », però, è figlio naturale di Marcello Salomone, ricco proprietario e uomo  politico di un certo rilievo: sindaco di Pizzo, esponente della sinistra e deputato nella  XII  legislatura, dal 1874 al  1876, eletto nel  collegio  uninominaledi  Monteleone (oggi Vibo Valentia)  dove  sconfigge  il  suo  concittadino Benedetto Musolino.
Nove anni dopo la nascita, infatti, il padre, che forse non gli fece mancare il pane, lo riconosce mediante atto notarile e nel 1894 arriva anche analogo riconoscimento da parte della madre, per cui il bambino acquisisce un nuovo status: si chiama Rocco Gustavo Francesco Salomone, figlio Marcello e di Angela Belvedere.
Per lui inizia una nuova vita che lo porterà  a essere un valente avvocato, scrittore  e  giornalista, figura autorevole di senatore e di ministro.
Viene infatti avviato agli studi. Frequenta il Convitto nazionale «Filangeri » diMonteleone (oggi  Vibo  Valentia) dove ottiene la maturità  classica, e poi, come è tradizione tra le famiglie abbienti, si trasferisce a Roma per gli studi universitari iscrivendosi alla facoltà  di Giurisprudenza. Nel 1904 si laurea con una tesi dal titolo  Motivi etici e fenomeni economici  che viene pubblicata l’anno successivo. Dopo la laurea rimane nella capitale. Esercita la professione forense diventando ben presto un celebre  penalista.
Prende parte al primo conflitto mondiale come capitano di artiglieria e è decorato con la Croce di Guerra.
Si conosce poco della sua vita privata. Comunque, si sposa ed ha una figlia, Daria Concetta.
Diventa  amico  e  collaboratore  stimato  dei più importanti avvocati civilisti e penalisti del foro  di  Napoli,  tra i quali  Enrico De Nicola, il futuro presidente della Repubblica. Dal  grande  penalista  anconetano, Arturo  Vecchini, è definito: «Lucidissimo intelletto di giurista con acutezza di logica impeccabile ».
Nelle vesti di  avvocato  difensore  (e poi di storiografo), è  tra i protagonisti del  famoso processo Cuocolo, il primo maxiprocesso contro la Camorra napoletana che si svolge a Viterbo nel 1911 ed ha un’eccezionale eco sui giornali del tempo.
Si iscrive da giovane al Partito Popolare Italiano,  fa parte del comitato di redazione del giornale «Il Popolo di Calabria »,  e nel  1919 si candida al  Parlamento  nella lista presentata dal Ppi in Calabria mancando l’elezione  per pochi voti. Negli anni del regime si dedica esclusivamente alla propria professione. Con la caduta del fascismo e il ritorno della democrazia, riprende l’attività  politica  nelle file della Democrazia Cristiana di cui è autorevole Consigliere nazionale e membro della Direzione centrale. Si candida, ancora senza successo,  alle elezioni del 1946 per l’Assemblea Costituente.
Il  18 aprile 1948,  in occasione delle  elezioni  per la  I legislatura della Repubblica Italiana,  viene eletto invece al  Senato  nel  collegio  di  Vibo  Valentia e nelle elezioni del 7 giugno 1953 e del 25 maggio 1958 è riconfermato  per le due seguenti legislature.
Viene nominato presidente  della  commissione  parlamentare  per la riforma fondiaria e guida anche la commissione che approva la legge speciale per la Calabria. In Senato riesce a fare approvare la riforma agraria che va sotto il nome di «Riforma Salomone ».
È molto legato al presidente del Consiglio Alcide De Gasperi.  Nel corso della  II Legislatura, ricopre per due volte l’incarico di  Ministro per l’Agricoltura e le Foreste:  nell’ottavo  e ultimo governo  De  Gasperi, rimane in carica per un mese (dal 16 luglio 1953, quando viene eletto per la terza volta con un’alta cifra individuale, al 16 agosto 1953), e nel successivo  primo governo Pella  (dal 17 agosto 1953 al 17 gennaio 1954), durante il quale è confermato anche come Alto Commissario  ad interim  per l’alimentazione.
Il politico napitino non dimentica mai  il suo collegio e la sua  città   natale. Infatti,  tra le sue proposte di legge, c’è quella per l’Istituzione della Provincia di Vibo Valentia.  A Pizzo dedica una particolare attenzione: fa costruire case per  i lavoratori,  dighe  frangiflutti  contro  i  marosi, la strada per  la frazione Prangi. Si deve a lui la costruzione di un  moderno asilo infantile nel rione Marina. Si interessa  anche  dei collegamenti  ferroviari,  facendo  istituire  una  fermata alla vecchia stazione di Pizzo per il treno Reggio-Milano, detto appunto «Treno di Salomone ».  Notevole anche la sua opera per la riapertura della scuola nautica, già  attiva nel 1874 e poi chiusa per mancanza di fondi, che riprende a funzionare nel 1959.
In Senato ricopre molti incarichi, come membro o presidente di diverse commissioni parlamentari permanenti e speciali.
Avvocato patrocinante in Cassazione fin dal 1910, è autore di varie pubblicazioni di carattere giuridico ed economico.  Come  giornalista  collabora con  vari  quotidiani nazionali, riviste politiche e giuridiche.  
Tra gli incarichi assolti anche quello di  commissario straordinario per l’amministrazione della Banca Mario Equicola, società  anonima per azioni, con sede in Alvito (Frosinone).
Muore nella Capitale all’età  di 77 anni, assistito dalla figlia. Al Senato gli subentra il cosentino Nicola Vaccaro. Il 22 novembre viene commemorato in aula dal presidente Cesare Merzagora e dal ministro della Difesa Giulio Andreotti. (Rosaria Marrella) © ICSAIC 2020

Principali pubblicazioni

  • Dante e la poesia del mistero, «Rivista abruzzese di scienze, lettere ed arti, a. XVIII, f. XII e a. XIX, f. I
  • Motivi etici e fenomeni economici. Dissertazione di laurea nell’Università  di Roma,  Fratelli Passerini e C., Prato 1905;
  • Il  processo  Cuocolo,  Società  Tipografica Arpinate,  Arpino  1930 (poi:  Corbaccio, Milano 1938);
  • La realizzazione della riforma fondiaria. Discorso pronunciato al Senato della Repubblica nella seduta del 23 ottobre 1952,  Tip. del Senato, Roma 1952;
  • Cenni di politica agraria. Discorso pronunciato alla Camera dei deputati nella seduta del 30 ottobre 1953,  Tip. della Camera dei Deputati, Roma 1953;
  • Realizzazioni e prospettive dell’agricoltura italiana,  Tipografia del Senato del Dott. G. Bardi, Roma, 1953
  • In memoria di Alcide De Gasperi. Discorso pronunciato al Teatro Comunale di Vibo Valentia il 12 settembre 1954,  Tipografia del Senato, Roma 1954;
  • Per la Calabria. Discorso pronunciato a Catanzaro il 21 aprile 1954 e appendice,  Tip. del Senato, Roma 1954;
  • Sui contratti agrari,  Tipografia del Senato, Roma 1957;
  • Calabria in primo piano,  Edizioni 5 lune, Roma 1957.

Nota bibliografica

  • L’attività  legislativa dell’avv. Rocco Salomone senatore della Repubblica,  in  Atti Parlamentari e Resoconti ufficiali del Senato della Repubblica,  Tip. Dott. G. Bardi, Roma s.d.
  • Senato della Repubblica,  Atti Parlamentari, Assemblea, 320 ª Seduta pubblica, Resoconto stenografico, Commemorazione del senatore Rocco Salomone, 22 novembre 1958, pp. 15075-15076;
  • Franco Cortese,  Genesi e progenie della città  di Pizzo,  Edizioni Brenner, Cosenza 1981, pp. 181-182.

Nota archivistica

  • Comune di Pizzo Calabro, Registro delle nascite, atto n. 250, del 30 ottobre 1883.

Nota

  • Si ringrazia per la preziosa collaborazione il commissario straordinario del comune di Pizzo, prefetto Antonio Reppucci.